Archivi

Tutti gli articoli per il mese di febbraio 2012

Scuola e chick lit

Pubblicato febbraio 27, 2012 da labiondaprof

Io sono una lettrice onnivora: passo dai classici alla chick lit, da Plauto con testo latino a fronte a Fruttero e Lucentini, da Oriana Fallaci ai classici per ragazzi.

Mi piace anche leggere i libri di professori che scrivono, della scuola e di altro. Mi è piaciuto il libro di Paola Mastrocola, La scuola spiegata al mio cane; ho apprezzato La profe con gli anfibi di Antonella Landi; ho letto, incuriosita, Perle ai porci, di Perboni. Ora ho scoperto, per le contorte vie della Rete, Chiara Santoianni, un’insegnante che scrive, anzi, come dice lei, una scrittrice che si è trovata quasi per caso nel mondo della scuola. Prima ho letto Il diario di Lara, una storia che si può definire chick lit, e poi il suo ultimo libro: Il lavoro più (in)adatto a una donna. In questo libro, l’autrice racconta della sua esperienza di docente, prima precaria e poi di ruolo, dal punto di vista di una laureata in Lettere che in realtà non aveva la vocazione all’insegnamento, ma si è trovata ad insegnare, e a scontrarsi con lal burocrazia, la maleducazione dei ragazzi, le rivalità tra i colleghi.

Per il sito donnain, ho presentato il libro ed ho intervistato l’autrice.

Ecco il link : http://www.donna-in.com/2012/02/il-lavoro-piu-inadatto-a-una-donna-intervista-alla-scrittrice-chiara-santoianni/

Autore: Chiara Santoianni Titolo: Il lavoro più (in)adatto a una donna
Editore: Edizioni Centoautori Pagine: 95 Prezzo: 10 €

Tre bionde sulla neve

Pubblicato febbraio 26, 2012 da labiondaprof

Ieri La Bionda ha caricato La Biondina, Nonna M, borsoni con giacche a vento, tute da neve, scarponcini, succhi di frutta e cioccolata. Poi ha acceso l’auto ed è partita, per una favolosa giornata sulla neve. L’impresa si è rivelata subito di una certa importanza…

Ore 9:15. La partenza. Appena uscite dal garage, squilla il cellulare. Si tratta di Nonno doc, vuol sapere se mamma nonna e nipotina sono già partite e, soprattutto, se si ricordano la strada per le piste da sci. Una volta rassicurato il Nonno doc, ed averlo anche rimbrottato un po’ per l’ansia eccessiva che sta dimostrando, La Bionda guarda Nonna M e dice, con nonchalanche “Tu te la ricordi, vero?” Nonna M assume l’aria svagata che inalbera quando non vuol dire né sì, né no, e inizia a parlare con La Biondina. La Bionda pensa, va beh, dai, ci andiamo estate e inverno, che sarà mai…

Ore 9:25. Dopo pochi km, Labionda chiama il borgomastro e si fa riassumere in 4 parole la strada.  Ora sì, che si sente sicura.

Ore 9:26. La Bionda si infervora mentre racconta a Nonna M delle ultime novità del suo lavoro e, ovviamente, sbaglia strada, andando in automatico verso la direzione che la porterebbe nella sede centrale della sua scuola. Seguono sacramenti e simpatiche espressioni della Bionda, e imbocco della retta via per la montagna.

Ore 10:20.L’arrivo. La Biondina è annoiata già da venti minuti; ha pertanto provveduto a farsi leggere da Nonna M la storia di Rapunzel (tre volte), a mangiare un blocchetto di cioccolata, a rovesciare metà succo all’Ace sul sedile. E sui pantaloni di Nonna M.

Ore 10:30. La Bionda inizia a tirare la slitta con la pazienza di un cane husky e l’entusiasmo di un cane da salotto, mentre la Biondina urla, schiamazza e si tuffa nella neve, e Nonna M scatta fotografie con il cellulare. Tutt’attorno, altre mamme, altri bimbi, altre slitte e altre nonne. Qualche sparuto papà, un solo nonno avvistato. Insomma, la neve è diventata un’esclusiva delle donne?

Ore 11.50. La Biondina ha la brillante idea di entrare a paciugare con i piedi nella neve sciolta, a bordo pista. Al secondo urlo di raccapriccio della Bionda, la piccola peste decide di ubbidire, ma nella solerte corsetta inciampa e cade, bagnandosi dalla testa ai piedi.  Viene prelevata, sgridata, e contemporaneamente cambiata a tempo di record.

Ore 12:15. Il ristorante. Piatti nutrienti e ipercalorici: casoncelli, polenta, brasato, patate. La Biondina stringe amicizia con la titolare del ristorante, una simpatica nonnina che la prende per mano e la porta alla cassa, dove le regala dei cioccolatini.

Ore 13:30. Di nuovo sulle piste. Nel frattempo, continue telefonate del borgomastro e di Nonno doc. Questa gita improvvisata ha scatenato perplessità: ma andate da sole? Ma siete sicure?Ma ve la cavate? Ora, ho vissuto anni di pendolarismo a Milano, so destreggiarmi nella metropolitana di Parigi, Londra e Madrid, ho passeggiato spavalda senza cartine nel centro di Firenze, Siena, Roma, Venezia, ho guidato in Sicilia, Puglia, Toscana, Sardegna, Veneto, Liguria e Trentino su strade sconosciute, e non sarò in grado di andare in montagna ad un’ora da casa? Nella mia Regione, nella mia provincia? E magari sarò in grado di divertirmi anche, senza marito o papà?

Ore 16:00. La Bionda si accascia come Zanna Bianca quando stramazza a terra alla fine della giornata di lavoro. La Biondina, mai stanca, vuole la cioccolata e le frittelle, Nonna M, ovviamente, l’accontenta. Prima però bisogna cambiarsi: l’auto si trasforma in un comodo camerino dove tre bionde indiavolate si svestono e si rivestono: via le tute, via gli scarponcini, via le calze pesanti. Poi, spaparanzate in terrazza, mentre La Biondina e Nonna M cinguettano amabilmente, La Bionda si concede 4 frittelle ma ha sete, tanta sete, e la lingua fuori, proprio come Zanna Bianca. Ennesima chiamata dal borgomastro: Ma quando tornate? Arghh…

Ore 16: 30. Giretto in paese: acquisto di marmellate, salumi e funghi.

Ore 16: 45. Partenza. La Biondina frigna, non vuole agganciare la cintura, vuole un altro succo, e vuole la radio accesa. No, la vuole spenta. La Bionda bofonchia che a scuola, con 18 preadolescenti, al confronto con oggi, si riposa.

Ore 16: 50. La Biondina crolla addormentata, e tale resterà fino alla fine del viaggio. La Bionda e Nonna M possono così chiacchierare e, con la consuetà flessibilità, riuscire a spaziare dalla crisi economica al nuovo taglio di capelli della Bionda, dalle malattie di conoscenti a osservazioni spicciole di costume, dalla ricetta delle lasagne al radicchio alla Costa Concordia, da Sanremo alla sanità pubblica. Nonno doc fa tre  telefonate a vuoto: la suoneria non supera il rumore delle allegre chiacchiere da salotto.

Ore 17: 55. Arrivo. La Biondina si sveglia, scende a catapulta dall’automobile, saluta il papà e gli chiede “Vuoi giocare?”. La Bionda e Nonna M, distrutte, si guardano e si domandano, tacitamente, dove questa piccola unna trovi le energie per funzionare a mille.

it’s raining again

Pubblicato febbraio 20, 2012 da labiondaprof
it's raining again

 

 

Piove. Da ore ormai. Il ponte di Carnevale: bagnato. L’umore: grigio. C’è bisogno di: sole, baci della Biondina, patatine fritte.

Poesie sulla pioggia: niente più Ermione, o canzoni di Jovanotti (Piove, guarda come piove…). Mi viene in mente solo questa: http://www.currenticalamo.com/TESTI/M-MORETTI-A-CESENA.htm

Venerdì 17 febbraio

Pubblicato febbraio 17, 2012 da labiondaprof

Oggi è una giornata particolare: il 17 febbraio è la festa mondiale del gatto. Cadendo anche di venerdì, direi che l’aura di magia che circonda il più amato felino sia ancora più significativa. Febbraio è stato scelto perché è il mese dell’Acquario, considerato il segno degli spiriti liberi, mentre il giorno 17 è stato scelto per contrastare la superstizione che lega il gatto al concetto di sfortuna, nel caso del gatto nero, o di un essere vicino alle streghe e al diavolo.

Leonard Huxley, scrittore: Se volete scrivere, tenete con voi dei gatti.

C.Baudelaire, poeta: Le chat

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
ritira le unghie nelle zampe,
lasciami sprofondare nei tuoi occhi
in cui l’agata si mescola al metallo.

Quando le mie dita carezzano a piacere la tua testa
e il tuo dorso elastico e la mia mano s’inebria
del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato,

vedo in spirito la mia donna. Il suo sguardo,
profondo e freddo come il tuo, amabile bestia,
taglia e fende simile a un dardo, e dai piedi
alla testa

un’aria sottile, un temibile profumo ondeggiano
intorno al suo corpo bruno.

Giorgio Celli, etologo: Guardare un gatto è uno spettacolo, come guardare il fuoco.

E infine, i miei gatti preferiti: Gli Aristogatti

Iniziativa benefica

Pubblicato febbraio 16, 2012 da labiondaprof

Donnain.com, il sito con cui collaboro, ha organizzato un’iniziativa davvero carina: sarà possibile acquistare delle shopping bags, create appositamente per il sito. Il ricavato sarà destinato all’Enpa: Ente per la protezione animali. Io ho già la mia borsa e vi assicuro che è comoda per la spesa, e simpatica, grazie alla scritta…

Per conoscere i dettagli, ecco il link: http://www.donna-in.com/aiutaci-a-sostenere-la-protezione-animali/

Anarchy in the U.K.

Pubblicato febbraio 9, 2012 da labiondaprof
anarchy in the U.K.

Questa mattina ho fatto una lezione bellissima: da un brano di antologia sull’adolescenza siamo passati ai punk, e poi alla subcultura giovanile. Con la LIM ho fatto vedere foto dei Sex Pistols, dei Clash, dei giovani punk della Londra degli anni Settanta e Ottanta.

E poi, collegandomi con Inglese, abbiamo fatto ascoltare l’inno inglese. Poi lo abbiamo tradotto e infine abbiamo fatto ascoltare questo:

http://www.youtube.com/watch?v=XjNnkF3RnXE

e questo:

http://www.youtube.com/watch?v=na7A3-UCCYE&feature=related

 

Sicuramente guarderanno me e la prof di Inglese con occhi diversi.

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 

 

 


 

Piume pizzi e frange: le flapper girls

Pubblicato febbraio 8, 2012 da labiondaprof

Il mio nuovo articolo per fashionblabla prende spunto dal film The artist e da alcune sfilate della P/E 2012 per parlare delle flapper girls.

Adoro la moda degli anni Venti, le dive del cinema muto, i romanzi di Francis Scott Fitzgerald e ho letto parecchio sulla moglie, Zelda, bellissima e  infelice socialite ante litteram.

Ecco l’articolo:

http://www.fashionblabla.it/style/le-flapper-girls-sono-tornate.html

 

e poi, ecco qualche fotografia di attrici del cinema muto che mi sembrano bellissime, e molto molto femminili:

Charles Dickens

Pubblicato febbraio 7, 2012 da labiondaprof

Oggi ricorre il bicentenario della nascita di uno dei miei autori preferiti: C.Dickens.

 

Di tutto ciò che ha scritto, amo particolarmente Oliver Twist, David Copperfield e Canto di Natale.

Uno dei ricordi più belli della mia infanzia riguarda proprio David Copperfield. Ero ammalata, una classica influenza invernale., e avevo all’incirca 7-8 anni. Un tardo pomeriggio mio padre tornò a casa con un librone dalla copertina blu. E iniziò a leggermelo: un capitolo ogni sera. Poi, guarita, andai avanti da sola, e mi appassionai tanto alla storia del povero David che quando arrivai alla fine del libro iniziai subito a rileggerlo. E fu amore.

Durante l’estate, al mare, lessi Oliver Twist. E mi innamorai definitivamente delle storie di Dickens: lunghe, piene di personaggi, fitte di avvenimenti, orfani, agnizioni, rigide classi sociali, vecchi, bambini, fanciulle in fiore e ragazzi coraggiosi, famiglie disastrate e famiglie unite. L’Inghilterra dell’Ottocento, e la prima modernità, che rendeva ancor più poveri i poveri, ancor più cattivi i cattivi e più generosi i buoni.

Infine, ho adorato il film di Polanski e lo faccio vedere ai miei alunni delle terze, in collegamento con Inglese e Storia.

http://www.youtube.com/watch?v=Icymw_K_d3A&feature=related

Per labiondina è presto, ma tra poco conto di farla piangere a dirotto sulla Piccola Dorrit…

Littledorrit00dickiala 0011.jpg

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 68 follower