Sono stata assente non perché intenta a crogiolarmi in qualche spiaggia caraibica, purtroppo, ma perchè l’inverno del nostro scontento non è ancora finito. E dire che sto vivendo un periodo difficilino è come dire che Grillo è un comico abbastanza benvoluto dalla gente. Conto di rialzarmi, faticosamente però, come la piccola bionda della fotografia.
Allora, il dono della brevitas, come dice Severgnini, credo di averlo sempre avuto, quindi andrei per sommi capi, alla Bridget Jones, orsù:
Fidanzati/mariti: Uno, molto impegnato. Passa da casa con la stessa frequenza della cometa di Halley.
Figli: Una, che ha ballato vestita da principessa con una mostruosa allergia tipo peste bubbonica nel ponte di Carnevale, che ha ben pensato di trascinare una tossetta stizzosa nei giorni più pesanti di lavoro, alternandola piacevolmente a brevi puntatine di febbricola. E quest’anno sono rose e fiori rispetto all’inverno scorso.
Lavoro: Uno ufficiale, la scuola. Ecco, diciamo: altro che 18 ore settimanali… e mi fermo qui solo per evitare moccoli vari. Il blog, la scrittura, le collaborazioni: tutto fermo. Dovevo prima sopravvivere alla rogna di febbraio.
Hobby: chi li ha visti? Acquagym, lettura, moda? Parole oscure come le profezie di Nostradamus.
Kg persi/o messi: boh. Dovrei avere il tempo di pesarmi. Orari strani e alimentazione varia, più che varia, schizofrenica. Bevo brodo come una nonnina di 90 anni. Poi però mangio patatine come un’americana al Drive in.
Libri letti: uno. Solo uno… però mi è piaciuto molto, ne parlerò in uno dei prossimi venerdì del libro, se ce la farò.
Capelli: dopo settimane di meditazione, e mille appuntamenti rimandati (neve, malattia, ancora neve, allergie della Biondina, febbrine della stessa…), un taglio nuovo e un colore un po’ più chiaro. Per andare incontro alla primavera, se Iddio vorrà che arrivi, con un taglio che non mi faccia sembrare Susanna Camusso, con tutto il rispetto.
Auto: – Una. E qui vorrei evitare di rendere il mio blog una sequela di madonne, sacramenti, parolacce e cruente imprecazioni. Ma io auguro ai ladri della mia povera macchinina quello che Alex Drastico augurava ai ladri del suo motorino, e anche qualcosa in più. Perché Alex Drastico era cattivo, ma io lo sono di più.
Voti: tre. Tre ne ho dati, domenica scorsa. Appiedata e sotto la neve. Incattivita e indecisa fino all’ultimo.
Paese ingovernabile: Uno. L’Italia.
Progetti per il futuro: uscire dal tunnel, grazie. Io, e magari anche l’Italia.