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La Principessa Sofia: una nuova principessa in casa Disney

Pubblicato aprile 6, 2013 da labiondaprof

Ogni tanto, alla Biondaprof arrivano degli inviti interessanti. Questo lo era

Invito_Sofia

Chi è Sofia? La nuova principessa Disney, protagonista di una serie televisiva animata, che andrà in onda su Disney Junior. Sofia è una principessa nuova per svariati motivi.

Innanzitutto è una bambina, non una ragazza, poi fa parte di una famiglia allargata: Sofia diventa infatti principessa quando la mamma sposa il re. La bambina si ritrova quindi catapultata nella vita di corte, si trasferisce nel palazzo reale del regno di Encanthia, e  condivide la nuova situazione con una sorellastra e un fratellastro, Amber e James. E, colpo di modernità, deve frequentare una scuola, la Royal Prep. Un po’ come Harry Potter con la magia insomma… E chi dirige questa scuola? Vecchie conoscenze: Fauna, Flora e Serenella, le tre fate madrine di Aurora (la Bella Addormentata). Farà un cameo anche Cenerentola.

Nell’annunciare la serie, Dario Rodino, Vice President e General Manager TV Channels Disney Italia ha dichiarato: “In Sofia La Principessa, abbiamo una principessa “alla pari”, una bambina in cui riconoscersi che vive gli stessi dubbi e problemi dei nostri piccoli spettatori come per esempio imparare a inserirsi a scuola, fare nuove amicizie, acquisire nuove competenze e sviluppare rapporti con i fratelli e le sorelle. Anche se Sofia avrà tanti bei vestiti e scarpe luccicanti, le vicende raccontate negli episodi insegneranno a Sofia, ed ai nostri telespettatori, che ciò che rende una principessa reale è quello che c’è dentro, non l’apparenza e i beni materiali, ma la bontà, l’onestà, il coraggio e la grazia”.

E poi, a lanciare la serie, l’indagine Doxa Principesse, c’era una volta?

L’indagine si basa su una serie di interviste rivolte a tre fasce di età diverse: ragazze, mamme, nonne. Cosa è emerso? In sintesi, che il mito delle principessa ha ancora il suo bel perché: Seppur essere principessa non sia sinonimo di felicità, 1 intervistata su 3 è d’accordo nel dire che le principesse di oggi non sono come quelle di un tempo, convinzione anche più radicata nelle donne over 60 anni.

Per le giovani ragazze (15-19 anni) e le mamme di bambine 4-12 anni, le qualità che una principessa deve possedere sono generosità/bontà d’animo’ (22% ragazze e 29% mamme) e ‘cortesia/gentilezza ‘(13% ragazze e 16% mamme), ‘buone maniere’ (19% ragazze e 16% mamme). Tra le donne over 60 risultano più importanti  un quadro di ‘onestà’ (23%), ‘valori della famiglia’ (15%) e ‘umiltà’ (13%).

Per le bambine, le icone del mondo principesco sono il ‘vestito’, ‘il castello’ e ‘il diadema’.  Inoltre, se fossero principesse, oltre allo spazio per feste, balli e abiti sfarzosi, un buon 44% di loro si dedicherebbe alla beneficenza e all’aiuto di poveri e bisognosi.

Il dato che più mi colpisce, però è questo:

Il principe azzurro è sognato da 1/3 delle ragazze e da una metà delle mamme. Più concrete le over 60: il 52% di loro crede che “il principe azzurro possa esistere solo nelle favole”.

E questo:

E le bambine di oggi? A 2 mamme su 3 non dispiacerebbe che la propria figlia diventasse principessa, confermando la componente di sogno e fantasia che le ha connotate in tutta la ricerca. Decisamente più contrarie a questa possibilità le nonne nei confronti delle loro nipoti, sulla spinta di una maggior difficoltà di astrazione dalla realtà.

C’è di che riflettere.

Prevedo un altro post sulla Principessa Sofia, magari in collaborazione con mia figlia, il mio piccolo campione statistico.

FLORA, SOFIA, MERRYWEATHER, FAUNA


Enzo Jannacci: Romanzo popolare, Vincenzina e la fabbrica

Pubblicato marzo 31, 2013 da labiondaprof

Enzo Jannacci mi piaceva, da sempre. E il film Romanzo popolare mi ha commosso, fatto divertire. E ancora commosso. Un Tognazzi superlativo, una Muti bellissima e giovanissima, un Placido giovane e già bravo. E una Milano mai così grigia, umida, popolare. Chi, come me, ha preso il treno per Milano per anni e anni, sa cosa sono la nebbia, il grigio, i binari di Lambrate o Centrale, la faccia stanca dei pendolari, i tram e quell’atmosfera della Milano che lavora, corre corre corre e finisce per voler bene alla fabbrica.

Ripropongo qui la scheda del film Romanzo popolare, che avevo scritto per la Rassegna cinematografica del mio comune in occasione del 150esimo anniversario dell’unificazione d’Italia.

Titolo                           Romanzo popolare
Paese                            Italia 
Anno                            1974
Durata                        102 min
Colore                          Colore
Audio                           Sonoro
Genere                        Commedia
Regia                            Mario Monicelli
Soggetto                    Age, Scarpelli, Mario Monicelli
Sceneggiatura      Age, Scarpelli, Mario Monicelli
Produttore               Edmondo Amati per Capitolina Produzioni
Fotografia                Luigi Kuveiller
Montaggio               Ruggero Mastroianni
Musiche                     Enzo Jannacci
Scenografia            Lorenzo Baraldi

Interpreti e personaggi

Ugo Tognazzi: Giulio Basletti
Ornella Muti: Vincenzina Rotunno
Michele Placido: Giovanni Pizzullo
Pippo Starnazza: Salvatore
Nicolina Papetti: Moglie di Salvatore
Alvaro Vitali: L’autista
Vincenzo Crocitti: Maronati

Premi: David di Donatello 1975 per la migliore sceneggiatura

Giulio Basletti (Ugo Tognazzi) è un operaio metalmeccanico, impegnato nel sindacato, che abita nell’ hinterland milanese; ha cinquant’anni, è scapolo ed è tifoso del Milan. Un giorno incontra Vincenzina (Ornella Muti), una ragazza meridionale giovanissima, che lui stesso diciassette anni prima aveva tenuto a battesimo. Vincenzina si è trasferita a Milano; Giulio se ne innamora e la sposa. Ben presto nasce un figlio. Vincenzina comincia ad adattarsi alla mentalità più aperta della grande città e Giulio sembra aver trovato la serenità familiare, assicurando a moglie e figlio un certo benessere: l’appartamento nuovo, il frigorifero, la televisione e l’utilitaria. In seguito ad una manifestazione, Giulio conosce Giovanni (Michele Placido), un poliziotto di origine meridionale, e ne diventa amico. Giovanni inizia a frequentare la casa di Giulio; Giovanni e Vincenzina si innamorano ed iniziano una relazione clandestina. Quando Giulio scopre di essere stato tradito sia dalla moglie che dall’amico, dapprima cerca di accettare la situazione e di controllare le proprie reazioni; dopo aver però ricevuto una lettera anonima, scritta in realtà da Giovanni, non riuscendo più a sopportare il dolore e la frustrazione, perde la testa. Caccia di casa Vincenzina e il figlio, e poi tenta il suicidio. La donna, stanca di essere contesa dal marito e dall’amante come una proprietà, inizia insieme al figlio una nuova vita indipendente. Anni dopo, marito e moglie si rivedono: Giulio è ormai andato in pensione mentre Vincenzina, che ha sempre lavorato, è diventata capo reparto e membro del consiglio di fabbrica di un’industria di abbigliamento. Giovanni invece, ancora in polizia, si è trasferito e ha sposato un’altra donna. La storia si conclude con un riavvicinamento tra Giulio e Vincenzina.

Monicelli scrisse la sceneggiatura con Age & Scarpelli, mentre i dialoghi in dialetto vennero rivisti da Enzo Jannacci e Beppe Viola, famoso giornalista, scrittore e umorista (autore anche di canzoni con Enzo Jannacci e protagonista di un cameo nel film). Importante nel film è infatti la connotazione del linguaggio dei diversi personaggi: Giulio con il suo accento milanese e il suo linguaggio tipicamente politichese (da sindacalista), spruzzato di metafore sportive; Vincenzina con il suo linguaggio da fotoromanzo, espressione di una gioventù priva di strumenti culturali; Giovanni, con il suo linguaggio fortemente impregnato di inflessioni dialettali meridionali.

Romanzo popolare è una commedia ironica, ma al contempo malinconica. In questo senso, l’ambientazione è fondamentale: il regista presenta una Milano grigia e brumosa, fatta di casermoni, una Milano popolare, che vive tra giornate di lavoro in fabbrica, domeniche allo stadio a tifare Milan, serate con gli amici.

Il film tocca temi che ben esprimono la fase storica degli anni Settanta: l’impatto tra Nord e Sud in seguito alla forte emigrazione interna e alla difficile integrazione dei lavoratori meridionali nelle grandi città del Nord; le lotte sindacali e l’impegno nelle fabbriche della classe operaia ma anche il nascere di quella che Pasolini chiamerà l’omologazione culturale e sociale; l’emancipazione femminile e la presa di coscienza delle donne come lavoratrici e cittadine, consapevoli di non essere più destinate ad essere solo figlie, mogli e madri; una modernizzazione dei costumi accettata a parole, ma difficile da vivere nella pratica quotidiana e nella propria dimensione privata.

Lo stesso Monicelli ebbe a dire, parecchi anni più tardi: «Con Romanzo popolare ebbi molte soddisfazioni, perché in tutti i dibattiti che si fecero sul film, a Milano o a Torino, i partecipanti dicevano sempre: ‘Finalmente nel cinema italiano si vede un operaio com’è veramente, con dei lati anche divertenti, con una cordialità: degli operai che fanno l’amore, che litigano, che hanno anche i loro problemi da risolvere sul piano sindacale’».

Romanzo Popolare fu uno dei maggiori successi della stagione 1974-75, incassando più di un miliardo e mezzo di lire dell’epoca nelle prime visioni, sicuramente anche grazie alla straordinaria prova d’attore di Ugo Tognazzi che, rafforzato dall’esperienza con Marco Ferreri, porta sul grande schermo un personaggio complesso e dai sottili risvolti psicologici. La canzone “Vincenzina e la fabbrica”, colonna sonora del film, rappresenta una delle migliori poesie in musica di Enzo Jannacci.

Habemus Papam: quando la realtà rincorre la fantasia

Pubblicato febbraio 11, 2013 da labiondaprof

Profetico, il film di Nanni Moretti.

E adesso: senza Governo, senza Papa, senza Spada né Pastorale… direi che possono arrivare i barbari dai confini dell’Impero.

Ah, tecnicamente non sono dimissioni: trattasi di abdicazione.

Audrey Hepburn, L’incanto di una donna: il mio venerdì del libro

Pubblicato gennaio 19, 2013 da labiondaprof

Vent’anni. Sono passati vent’anni. Il 20 gennaio 1993 moriva una donna. Una donna affascinante, un’attrice eterea, un’icona di eleganza: Audrey Hepburn.

Il mio venerdì del libro è dedicato a lei, con questo libro:

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La sua vita, la sua eleganza, il suo fascino senza tempo.

Ripubblico anche un post che avevo scritto per lei e per il 50esimo anniversario di Colazione da Tiffany su Fashionblabla: QUI

Electric Holiday: Barneys, Disney e beneficenza

Pubblicato novembre 18, 2012 da labiondaprof

Come dico spesso, è sempre l’ora delle principesse! E dei personaggi Disney.

Eletric Holiday è il fashion movie legato al progetto benefico di Barneys a favore dell’American Red Cross. Dal 14 novembre al 3 gennaio, il 25% degli incassi della collezione sarà devoluto alla Croce Rossa americana.

Protagonisti, Minnie e Topolino, che sfilano insieme ad altri personaggi Disney in una vera sfilata, davanti a personaggi dello show business e icone fashion quali Franca Sozzani, Naomi Campbell, Sarah Jessica Parker e Lady Gaga.

E quello che vorrei acquistare io, dalla collezione Electric Holiday:

Il diario di Minnie, con il lucchetto Moccia style.

La magia dell’autunno

Pubblicato novembre 11, 2012 da labiondaprof

La magia dell’autunno.

Questi sono i giorni dell’anno in cui le foglie si tingono di colori caldi e, lentamente, molto lentamente, cadono.

La natura inizia a richiudersi, a ritirarsi e si prepara al grande inverno, alla neve  e al freddo.

La nebbia, quella che un mio caro amico all’Università chiamva, da vero milanese, “la nebiulina magica d’utuber”.

Questi ultimi però non sono  stati anni di grandi nebbie.

Una poesia sulla nebbia

Nebbia
La nebbia arriva
su zampine di gatto.

S’accuccia e guarda
la città e il porto
sulle silenziose anche
e poi se ne va via.
(Carl Sandburg)

Shining 2

Pubblicato settembre 20, 2012 da labiondaprof

Pare sia ufficiale: arriverà il seguito di Shining.

Ho adorato il libro di S.King e ancor più il film di S.Kubrick.

Però in questi primi giorni di scuola una strana inquietudine mi assale, colgo piccoli segnali che mi inducono a pensare che forse, prima del sequel, nella mia vita lavorativa ci sia chi vuol farmi vivere un remake.

Primo indizio: nelle mie nuove classi prime ci sono non una, ma ben due coppie di gemelli. Una coppia maschio/maschio e una coppia maschio/femmina. Ben due coppie di gemelli, rigorosamente da separare tra le diverse sezioni.

Secondo indizio: un altro alunno nuovo, un primino per intenderci, porta il nome del bambino che in Shining possedeva la luccicanza. Sì, si chiama proprio come il bimbo che vedeva le gemelle morte, i corridoi pieni di sangue e percorreva con la sua biciclettina i corridoi dell’Overlook Hotel. Immaginatevi l’effetto che mi fa sentirlo chiamare dai compagni… il gesso sulla lavagna non detiene più il primo posto nei suoni inquietanti delle mie mattine.

Terzo indizio: in ambito lavorativo, “lievi” disarmonie…  Prevedo asce e sangue. Pozze di sangue.

Quarto indizio: Il matto con l’accetta. Ce l’abbiamo. Il matto intendo. Poi abbiamo anche l’accetta, cioè i tagli alla scuola (locali, regionali, nazionali).

Sarà un lungo inverno.

http://www.youtube.com/watch?v=WQjj6RZK7I4

Lancome, Betty Boop e flapper girls… e charleston

Pubblicato luglio 6, 2012 da labiondaprof

Quest’estate è l’estate delle flapper girls: ne avevo già scritto qui e qui

Ora è la volta dello spot Lancome, con una deliziosa Betty Boop:

Ed ecco l’attrice a cui ci si è ispirati per la creazione di Betty Boop, oltre che alla più famosa Louise Brooks.

Sally O’Neil

e il charleston:

 

A qualcuno piace caldo nelle sale UCI: Marilyn, ancora.

Pubblicato luglio 3, 2012 da labiondaprof

Sono passati 50 anni dalla morte di Marylin Monroe: venne trovata morta il 5 agosto 1962. Suicidio? Omicidio mascherato da suicidio? Le ipotesi sono state le più fantasiose, ma ufficialmente l’inchiesta si è chiusa con la parola “suicidio” per overdose di farmaci.

Ho già parlato qui del film Marylin, oggi invece segnalo che nelle sale del circuito UCI, solo per questa sera, sarà proiettata la versione restaurata di uno dei suoi film più belli e divertenti, A qualcuno piace caldo (Someone like it hot), del 1958.

Il capolavoro di Billy Wilder vede una bellissima e spiritosa Marylin nelle parte di Sugar, una musicista-cantante che suona l’ukulele e fa innamorare un Tony Curtis strepitoso, musicista che si traveste da donna per sfuggire a guai e pericoli, insieme al suo amico e collega Jack Lemmon.

Qui la fulminante scena finale: http://www.youtube.com/watch?v=4VbIrdTBchE

E qui Marylin che canta e suona l’ukulele: http://youtu.be/UduAuVi1nFE

L’appuntamento nella zona di Bergamo è a Treviglio e a Curno, qui i dettagli.

Qui invece le creazioni di un’artista che opera con perline, fiori e strass: Marianne Batlle

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