Ma la soddisfazione più grande è quando qualche moglie e mamma che conosco, anche solo di vista, mi dice che ha riconosciuto il marito in uno dei miei ritrattini umoristici…
Come direbbe Crozza-Napolitano, accolgo ogni riscontro positivo con grande soddisfazione, anzi con viva e vibbbrante soddisfazioone.
Da mesi volevo scrivere un post su questa vergognosa faccenda, ma mi mancava sempre la forza di ripetere cose già note con la giusta indignazione e i giusti toni.
Bene, lo faccio pubblicando questa lettera pubblicata su Italians di Beppe Severgnini:
E quindi, io credo che solo in Italia debbano passare mesi perché un perito (docente universitario) possa decidere se una busta è trasparente o non lo è; solo in Italia i bocciati ad un concorso fanno sistematicamente ricorso; solo in Italia una busta che va bene per una Regione non va bene per un’altra (buste acquistate dalle Regioni stesse, non dal primo che passava).
Solo in Lombardia ci sono presidi che hanno una scuola di titolarità e svariate reggenze.
Non riesco ad aggiornare il blog in questo periodo: lavoro, progetti nuovi, dispiaceri familiari, impegni extra.
Però, davvero, questo devo scriverlo: il mio primo pensiero, all’elezione del secondo settennato di Giorgio Napolitano, è andato alla moglie, alla Clio. Chissà com’è furiosa. Praticamente l’hanno bloccata con i primi scatoloni sigillati sulle scale, mentre chiamava un taxi per andarsene dal Colle!
Io, si parva licet etc, sono esausta del secondo mandato del borgomastro… e lui non ha nemmeno 87 anni!
Clio, tanta comprensione da parte mia. E vedrai, alle terme insieme prima o poi ci andate, tu e Giorgio…
Beh, tanto per cominciare, la prossima Pasqua la teutonica Angela Merkel invece che recarsi con il suo costumino colorato a Ischia può andare tranquillamente a Baden Baden.
Bellissima cittadina termale: ci sono le terme, c’è anche il casinò. Vi si recò, tra gli altri personaggi famosi, anche Petrarca. E, più modestamente, qualche anno fa anche la Biondaprof.
Durante i Mondiali di calcio diventiamo tutti allenatori; durante le Olimpiadi tutti esperti di curling e tiro al piattello. In questi giorni, gli italiani sono tutti vaticanisti. Extra Omnes! Fumata nera, no, è bianca! E io il Papa lo voglio francescano, e io invece nero (come preconizzavano i Pitura Freska), e conclave deriva da cum+clave. E chissà Benedetto cosa fa, dove sarà… E infine: Habemus Papam.
Non voglio scrivere anche io mille cose che ho già letto su mille siti e mille giornali: la scelta del nome Francesco (nomen omen), e le origini piemontesi, e il Papa che viene dalla fine del mondo, eh però l’età, sì però già nel conclave del 2005.
Mi piace? Non mi piace? Come si fa a giudicare una persona in 5 minuti? Un Papa all’inizio del suo pontificato? Ok, la mia prima impressione me la sono fatta, però la tengo per me.
Dico solo che la Chiesa è un’istituzione che viaggia da circa 2000 anni, e si capisce il perché:
Benedetto XVI annuncia la sua abdicazione l’11 febbraio, e il 28 saluta tutti, Buonanotte le sue ultime parole. Poi, dopo un po’ di consultazioni tra i cardinali, l’11 marzo comincia il conclave. Il 13 marzo arriva la fumata bianca e il nuovo Papa. Che riprende il filo del discorso:Fratelli e Sorelle, buonasera.
Il governo italiano?
Monti annuncia le sue dimissioni l’8 dicembre, le rassegna il 21 dicembre. Le nuove elezioni arrivano solo a fine febbraio. Ora, lemme lemme, i deputati sciamano su Roma. Di un governo nemmeno l’ombra, nemmeno l’idea.
E poi sarebbe la Chiesa quella che ragiona in tempi biblici?
Nuova rubrica per la Biondaprof: Cose di cui non si sentiva la mancanza.
Ovvero tutto ciò che mi sembra inutile, superfluo, fuori tempo/fuori luogo.
Innanzitutto questi: i jeans push up.
Jeans pensati per poter inserire delle imbottiture e risolvere l’annoso problema del sedere piatto. Really? C’era bisogno di imbottiture per il sedere? Dobbiamo proprio essere sempre appetibili, in offerta, ipersessualizzate nell’abbigliamento? Imbottirci il reggiseno o i pantaloni per uniformarci ad un ideale vuoto tutto curve, esibito peraltro con lo stesso aplomb e la stessa eleganza di un trans sulla Rivoltana?
La giornalista Francesca Senette, passata dal tg4 di Fede all’Italia sul Due e poi a trasmissioni di moda e lifestyle su Sky, ci propina l’ennesima imitazione dell’imitazione (Camilla Raznovich su Iodonna): la trasmissione tv, i post sulle gioie della bismaternità, la difficile conciliazione lavoro e famiglia, il ruolo del padre, e i dubbi sull’allattamento…zzz,zzz,zzz.Noia, sonno, noia, uff… A quando il libro?
Complimenti a Vanityfair per l’innovazione e la fantasia
Riguardo al duello televisivo dei giorni scorsi, ovvero il confronto tra Silvio rinato dalle sue ceneri(Ercolino sempreinpiedi) e Vittorio, il martire dell’editto bulgaro, che dire?
Ha già detto tutto il mio professore preferito, nel senso che davvero ho seguito un suo corso all’Università Cattolica illo tempore, il critico A.Grasso, qui, quando parla di scontro tra due vecchi professionisti della politica da bar.
Però vorrei anche aggiungere che, vedendo i due così, rilassati proprio come al bar a parlare di governi che non fanno ciò che promettono, condizioni che creano la tempesta perfetta, cioè la crisi economica, donne ed ex mogli da mantenere (quindi in realtà almeno unadonna la paga, è chiaro…), mi risuonano in testa le parole de La città vecchia, di F. De André
Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.
Gli anni Ottanta: nel ricordo collettivo furono anni di edonismo (l’edonismo reganiano), anni di disimpegno, anni di allegro e sfrenato consumismo, anni vuoti e superficiali.
No, no, no. A parte che sono stati gli anni della mia preadolescenza e adolescenza, non sono stati solo la Milano da bere, non sono stati solo Sotto il vestito niente e Sandy Marton, o l’esordio dance di Madonna, che tutte, e dico tutte, copiavamo, evvai di guantino di pizzo, orecchino a croce, tante croci, croci a gogo…
Dicevo, gli anni 80 sono stati anche gli anni della Band Aid, di Bob Geldof, di Do they know it’s Christmas time?
Come chi era la Band Aid?Ok, ab ovo.
Un giorno un cantante inglese, tamarrissimo e mediamente famoso, Bob Geldof, ha un’idea fulminante, riassumibile più o meno così.
I bambini in Africa muoiono di fame. Io e i miei amici cantanti in U.K. invece siamo ricchi e famosi. Risultato del sillogismo di Geldof: facciamo qualcosa per loro, chiediamo soldi per loro, e la gente ci ascolterà. Cosa sappiamo fare, noi cantanti inglesi degli anni 80, a parte sfoggiare tagli di capelli imbarazzanti, indossare giacche dalle spalle tipo giocatore di rugby e calzare stivaletti orrendi post-punk?
Ah, già, cantiamo. Io magari non benissimo, però dai, George e l’altro George se la cavano. Eh, anche Simon e Tony. E Gordon, Gordon Matthew Thomas Sumner che si fa chiamare Pungiglione. E a suonare chi ci mettiamo? Phil! Lui suona bene la batteria. E una voce vera, una voce da uomo virile virile? Ah ecco: quell’irlandese là, quello con i capelli lunghi… Ok. Inizia Paul, è il più intonato. E uno serio… mmmh, l’altro Paul direi. E le donne? Le mie amiche ossigenate, dai, sono perfette.
E allora, eccoli tutti insieme: Paul Young, i Duran Duran, gli Spandau Ballet, Boy George, George Michael, Sting, Phil Collins, Bono degli U2, Paul Weller… e le Banana Rama (sì, le Banana Rama cantavano, conciate così: OMG )
E allora, all togheter now. Da notare, per capire il mood 80:
la maglietta bianca e il ciuffo di Paul Young
lo smooky eyes perfetto di Boy George e la dimensione ipertrofica delle spalline della sua giacca
il taglio di capelli alla paggio Fernando di Sting
la cresta multicolor di uno a caso dei Duran Duran
la tinta bionda di Simon Le Bon
la chioma alla Farrah Fawcett di George Michael (nel suo periodo Wham)
la camicia da dandy di Tony Hadley degli Spandau Ballet
Jonh Taylor dei Duran Duran e Martin e Gary Camp degli Spandau Ballet che suonano la chitarra e ridono, vicini vicini. Altro che Simon e Tony (lo pensavo ai tempi, lo penso tuttora: Martin anni 80 e oggi; John anni 80 e oggi .
i capelli di Bono. Ah, quelli sono rimasti uguali da allora? Coerente, l’irlandese