Cappuccetto Rosso

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Grimm: è sempre tempo di fiabe, e puoi votarle

Pubblicato novembre 11, 2012 da labiondaprof

Nel 1812 i fratelli Grimm pubblicarono il primo volume della loro raccolta di fiabe: Fiabe per bambini e per famiglie (Kinder- und Hausmärchen). In seguito pubblicheranno anche le  Saghe germaniche (Deutsche Sagen, 1816-1818) e le Fiabe furono soggette a revisioni continue nelle successive edizioni. Le revisioni riguardarono sia il numero di fiabe, che crebbe nel tempo, sia il rigore filologico, che invece si affievolì e portò all’eliminazione o al ” cammuffamento” degli elementi più tenebrosi, cruenti e macabri delle storie narrate. Le fiabe raccolte dalla tradizione orale sono per la maggior parte di origine tedesca, ma ci sono anche fiabe di origine francese, che i Grimm conobbero da fonti ugonotte.

Oggi, la maggior parte dei bambini conosce le versioni edulcorate di alcune famose fiabe attraverso i film della Disney, o attraverso le mille edizioni  e rielaborazioni di albi illustrati o versioni ridotte.

Per esempio: nessun bambino sa che le sorellastre di Cenerentola, nella fiaba dei Grimm, si tagliano il piede per riuscire a provare la scarpetta, e, pazze, nascondono il dolore ma sono tradite dal sangue che sporca le calze… O che la matrigna di Biancaneve deve ballare con delle scarpe roventi ai piedi fino alla morte…

Insomma, l’happy end c’è, ma solo per i personaggi positivi, gli antagonisti e le antagoniste fanno una bruttissima fine!

Per festeggiare i 200 anni delle Fiabe, il Goethe Institute ha organizzato una serie di iniziative, che potete consultare qui: iniziative.

La più interessante, secondo me, è quella che vede coinvolti gli appassionati di fiabe: si può votare, all’interno di una rosa di dieci finalisti, la rivisitazione della fiaba che preferiamo.QUI

Io ho già votato: sono tutte molto originali, ma ho trovato geniale quella di Cappuccetto Rosso in versione pomodoro, persa nel bosco di rosmarino, e inseguita dal lupo tovagliolo…;-)


E per chi vuole esagerare, ecco la raccolta completa delle fiabe dei Fratelli Grimm

http://www.grimmstories.com/it/grimm_fiabe/index

Chi ha paura del lupo cattivo?

Pubblicato giugno 6, 2012 da labiondaprof

Il lupo è una presenza antica e  costante nella vita dell’uomo, e ciò si riflette nel folklore e nelle fiabe: dal lupo di Cappuccetto Rosso (che occhi grandi hai, nonna, e che bocca grande…), al lupo della storia dei Tre Porcellini, alle favole di Esopo e Fedro.  A proposito di questi, quando avevo il tempo di dare ripetizioni di Latino, avrò fatto tradurre almeno una ventina di volte Lupus et agnus: At rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi. Superior stabat lupus, longeque inferior agnus…

E poi: lupus in fabula! 

E San Francesco e il lupo di Gubbio.

E il mio amatissimo Il richiamo della foresta

Fino ad arrivare ai licantropi di Twilight e di Cappuccetto Rosso Sangue

In realtà, non per moda, io sono sempre stata affascinata dai lupi: animali liberi, capaci di vivere nelle condizioni più impervie e difficili, intelligentemente organizzati secondo la logica del branco (tutta la storia del maschio alfa e altro che l’etologia ci insegna).

I lupi non sono estinti: sono stati avvistati nel febbraio di quest’anno nella mia amata Val Pusteria, l’anno scorso nella bergamasca e in Piemonte. E ovviamente in Abruzzo.

Ma questi animali rischiano l’estinzione: bracconaggio, difficili condizioni di vita e inquinamento del loro habitat.

Segnalo quindi l’iniziativa del WWF: progetto lupo.

Ricordo, infine, alcune parole tratte dal libro Io non ho paura, libro che parla delle paure infantili e di due bambini coraggiosi, protagonisti di una storia appassionante:

«Piantala con questi mostri, Michele. I mostri non esistono. I fantasmi, i lupi mannari, le streghe sono fesserie inventate per mettere paura ai creduloni come te. Devi avere paura degli uomini, non dei mostri».

Infine infine, ultima segnalazione: gli abitanti di una vallata della bergamasca, la Val di Scalve, e in particolare gli abitanti di Vilminore hanno l’antico soprennome di Luff, cioè lupi. (notevole l’assonanza con la parola tedesca Wolf). Nello stemma della Val di Scalve compare un orso, e la scritta Tutus in Silvis, cioè sicuro nei boschi.

Ed esiste persino un gruppo, i Luff, che fa musica popolare e dialettale: eccoli qui

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