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Ah, i compiti!

Pubblicato aprile 17, 2012 da labiondaprof

Il mio nuovo articolo è stato pubblicato su donnain: http://www.donna-in.com/2012/04/compiti-si-o-compiti-no/

Sempre per la discussione compiti sì-compiti no, ecco le mie idee, già riportate in questo post:http://labiondaprof.wordpress.com/2012/03/28/no-ai-compitila-scuola-e-un-villaggio-vacanze-all-inclusive/

e nella trasmissione tv a cui ho partecipat: nel cuore dei giorni

Homeschooling in Italia: perché?

Pubblicato marzo 20, 2012 da labiondaprof

Ho già parlato dell’homeschooling in un mio post, e in una serie di commenti ad un post di Loredana Lipperini.

So che negli Stati Uniti i genitori che praticano l’ homeschooling lo fanno essenzialmente per  motivi religiosi: sono contrari al fatto che nelle scuole si insegni Darwin e l’evoluzionismo, invece del contenuto della Genesi relativo alla creazione del mondo e alla creazione dell’uomo da parte di Dio.

Non vogliono che i loro figli siano “esposti” ad una scuola laica, e preferiscono tenerli a casa con loro per impartire personalmente lezioni di scienze, matematica, inglese e altre materie.

Non riesco ad immaginare nulla di più asociale, di più chiuso e di più cieco di questo atteggiamento nei confronti dei figli.

So che anche in Italia si sta diffondendo la pratica dell’homeschooling, e molti genitori sono convintissimi di fare così il meglio per i propri figli.

Trovo veramente arrogante l’atteggiamento di questi genitori: innanzitutto sono sicuri di avere le competenze per insegnare tutte le materie della scuola primaria e secondaria? E di saper adattere le materie alle diverse età del figlio, soprattutto se ne hanno più di uno? Hanno tempo da dedicare in modo esclusivo a questa attività? Così tante ore al giorno? Non lavorano?

E poi, credono che tenere i propri figli sotto una campana di vetro, evitar loro il confronto con altre realtà e altri bambini, rinchiuderli in una gabbia dorata, isolarli dai loro coetanei sia il meglio per i propri figli? Perché?

Curiosando tra i blog italiani che trattano di homescholing, ne ho trovati alcuni che mi hanno fatto rizzare i capelli in testa, uno poi già dal nome: http://miofiglioascuolanoncelomando.blogspot.it/

Hanno una fiducia così grande nei loro mezzi e una sfiducia così abnorme nei confronti della scuola, pubblica o privata che sia? Perché?

Quando ho accompagnato la Biondina all’asilo per l’inserimento, mi sono sentita morire quando ho dovuto lasciarla, prima per un’ora, poi per tutta la  mattina e poi per tutto il giorno. Ma sapevo che era la cosa giusta per lei, e anche per me. Lei ha imparato a stare con altri bambini, ad ascoltare la maestra, a capire che non può fare/dire/avere tutto ciò che vuole nell’istante in cui lo vuole; ha imparato a  mangiare con gli altri, ad aiutare il compagno in difficoltà e a chiedere aiuto quando ha bisogno.

Io ho imparato che mia figlia  non è mia; ho imparato che, crescendo, avrà bisogno ancora di me, ma non della mia presenza costante 24 ore al giorno; ho imparato che può apprendere da altre persone, oltre che da me, dal papà e dai nonni, ed ho imparato che è felice di tornare a casa dall’asilo e raccontarmi cosa è successo.

Poi, certo, so anche che non sarà sempre facile: avrà delusioni dalle amichette, non capirà alcune decisioni della maestra, si sentirà triste per un rimprovero, spaventata da un compito che le sembra difficile, misurerà il suo naturale egoismo di bambina con quello dei suoi coetanei. Ma, così facendo, crescerà e imparerà i suoi limiti e i suoi punti di forza.

Bene, in un articolo di Vittorio Zucconi sulla rivista D, ho trovato espresse le  mie stesse idee:

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