Non si direbbe, forse, data la mia scarsa manualità e il mio amore per i libri, ma anche io ho un trascorso da amante dei lavori femminili…quali?
Il ricamo e la maglia. Mia madre è una tipica Mamma mani d’oro: taglia, cuce, ricama, sferruzza, disegna, dipinge, crea quadretti con i fiori secchi (raccolti sulle sue Crode), impasta…
Io invece sono sempre stata un po’ refrattaria, odio disegnare e la Biondina, a 5 anni, dimostra maggiore manualità e capacità di incastrare le forme e smontare/rimontare oggetti.
Però ho avuto una fase “knitting” e una fase punto croce. A maglia ho prodotto poco: un maglioncino, qualche sciarpa.
Con il punto croce invece è andata meglio: sono partita da piccola con il punto croce semplice, quello con gli schemi colorati sulla tela aida, e sono passata poi a ricamare su tela aida fitta (quadretti piccoli piccoli) con lo schema stampato. Infine, sono arrivata a disegnarmi gli schemi da sola e realizzarli su lino, contando i fili per trovare il quadretto. Roba difficile, eh. E soprattutto ci vuole una pazienza infinita.
Per anni poi non ho più esercitato, diciamo così. Ma poi la Biondina ha iniziato l’asilo… e allora ho prodotto sacchetti portabavaglia, bavaglia e asciugamani vari, tovaglioli con il nome ricamato.
E due quadretti da appendere in camera: una damina bionda e una damina bruna. Deliziose.
Tutto questo preambolo per dire che oggi sarò alla fiera Creattiva di Bergamo, a vedere gli stand delle professioniste:



