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La Lega Gattoparda

Pubblicato aprile 16, 2012 da labiondaprof

Di bene in meglio.

L’assessore Monica Rizzi si è dimessa dalla carica. Perché glielo ha chiesto il partito, ovvero Umberto Bossi. Ovvero il padre di Renzo Bossi, battezzato il Trota da lui stesso medesimo padre. E perché Umberto Bossi ha chiesto a Monica Rizzi di dimettersi? Perché lei era stata la più fervente sostenitrice di Renzo Bossi. E chi mai glielo avrà chiesto, o suggerito, o caldeggiato? Magari il di lui padre?…

Insomma, le operazioni di pulizia della Lega hanno tanto il sapore dell’intervento di facciata. Il partito che inneggia al Vento del Nord in realtà ha adottato una tattica gattopardesca: cambiare tutto(o molto), affinché nulla cambi.

Come dice il bel Tancredi allo zio, il Principe di Salina, che non capisce perché il giovanotto si voglia arruolare e combattere con i garibaldini in Sicilia: Se non ci siamo anche noi, quelli ti combinano la repubblica in quattro e quattr’otto. Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi

E allora: via Renzo Bossi, via Rosy Mauro, via il tesoriere Belsito, via Monica Rizzi. Calderoli, cupo, resiste. Davide Boni, presidente della giunta ragionale della Regione Lombardia, meno cupo, resiste. Altri resistono.

Sia chiaro che non voglio nemmeno lontanamente difendere Monica Rizzi. Monica Rizzi chi? Quella che è in causa con l’Ordine degli psicologi di Brescia perché millantava di essere psicologa e psicoterapeuta iscritta all’Albo e invece non è nemmeno laureata?

E nemmeno Rosy Mauro, nemmeno Belsito, nemmeno il Trota.

Anche perché siamo alla farsa: domani prometto post sui favoleggiati diamanti della Lega, e d’altronde Diamonds are the girl’s best friend o no? E anche l’intervista alla sedicente ex fidanzata del Trota, tale Eliana Cartella, meriterà la mia attenzione. Per ora, mi ha fatto accapponare la pelle con sole due frasi:

Quando uscivamo, pagava sempre lui… E certo, con i soldi della Lega

Mi trattava da principessa: mi portava a cena nelle chiese sconsacrate… oddio, il massimo dello chic. A cena con il Trota in una chiesa sconsacrata, magari con ampolla di acqua del dio Po sul tavolo e scultura con sole delle Alpi a mo’ di turibolo al posto dell’oliera. Proprio da vera principessa: invece de La principessa e il ranocchio, La principessa e il Trota.

Orgoglio padano? Cecco Angiolieri 2012

Pubblicato aprile 9, 2012 da labiondaprof

Martedì sera, a Bergamo, alla Fiera (sì, quella dove si è svolta Lilliput, la manifestazione per bambini e genitori), si terrà una manifestazione per l’orgoglio padano.

Orgoglio padano? Più di 2500 militanti, attesa la presenza dei big del partito della Lega, forse anche dello stesso Bossi.

Insomma, la mia terra non ha ancora assorbito il colpo. Io posso dire che, vivendo in mezzo ai leghisti, ho visto la cosiddetta base iniziare a mugugnare dalla discesa in campo del Trota. E anche nei momenti del bunga bunga e delle grane giudiziarie dei festini di Arcore, molti si chiedevano perché mai l’alleanza con Berlusconi dovesse essere proprio così di ferro. E poi le inchieste su Davide Boni, presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, e altri.

La misura non è colma? I duri e i puri se la prendono solo con Rosy Mauro, da anni chiamata la badante, e con il suo amico-fidanzato-gigolò? O con il Trota che, obiettivamente, non trasuda carisma, fiuto politico e vasta cultura? (Ma poi, 20.000 euro per il tutor per le maturità? Quante ore di lezioni private ha dovuto fare il Renzo? Considerato quanto poco si paga un insegnante, scuola pubblica o privata non cambia, migliaia e migliaia di ore…)

Null’altro? Magari il fatto che dopo 20 anni in cui parlano di federalismo, non sono riusciti a fare nulla? Che l’alleanza con Berlusconi non ha prodotto nessuno di quei risultati in nome dei quali la base ha mandato giù i rospi delle leggi ad personam? Che ormai l’impressione è che quelli che urlavano Roma ladrona in fondo si trovino così bene a Roma da non volerla mollare più, la cadreghina?

Così ho pensato ad un discorso in rima, che qualcuno potrebbe pronunciare martedì sera, dopo essersi alzato da una sediolina padana della Fiera di Bergamo (Padania, ovvio) alla manifestazione padana dell’orgoglio padano.

Ecco l’intervento padano, che un vero padano, novello Cecco Angiolieri padano, potrebbe far risuonare alle orecchie padane dei 2500 padani che si ritroveranno martedì sera:

S’io fosse leghista (Cecco Angiolieri 2012)

S’i fossi leghista, arderei Gemonio
s’i fossi padana, la tempestarei;
s’i fossi il Trota, i’ m’annegherei;
s’i fossi militante, mandereil’ en profondo;
s’i fossi prof, allor serei giocondo,
ché tutti i figli di Umberto boccerei ;
s’i fossi un borgomastro, sa’ che farei?
a Rosy Mauro mozzerei lo capo a tondo.
S’i fossi Miglio dalla tomba sorgerei;
s’i fossi Renzo, mi vergognerei;
similemente faria per mi’ madre.
Si fosse bergamasca  com’i’ sono e fui,
torrei gli onesti e i leggiadri:
e i Calderoli lasserei altrui.

Ecco l’originale qui sotto:

S’i fossi fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fossi vento, lo tempestarei;
s’i fossi acqua, i’ l’annegherei;
s’i fossi Dio, mandereil’ en profondo;
s’i fossi papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s’i fossi ‘mperator, sa’ che farei?
a tutti mozzerei lo capo a tondo.
S’i fossi morte, andarei da mi’ padre;
s’i fossi vita, fuggirei da lui;
similemente faria da mi’ madre.
Si fossi Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
e vecchie e laide lasserei altrui.

Ladroni a casa nostra: un nuovo giuramento a Pontida?

Pubblicato marzo 18, 2012 da labiondaprof

Nel mio blog mi sono ripromessa di non parlare di politica, anche perché fa già abbastanza parte della mia vita familiare: un nonno comunista e uno fascista, capirete voi. E un marito sindaco al secondo, e ultimo, mandato.

Però a volte non se ne può fare a meno.

Vivo in terra leghista. Da vent’anni questi uomini verdi amministrano città, cittadine e piccoli comuni; agiscono nelle società partecipate, nei consigli d’amministrazione di vari enti e nelle direzioni sanitarie. Per quanto riguarda l’amministrazione dei comuni vicini a me, devo dire che hanno dato prova di efficienza e trasparenza. Però le realtà sono molte, spesso diverse tra loro.

E anche per chi, come me, viene toccato solo di striscio dalle piccole e grandi decisioni, era chiaro ormai da un po’ che molti di loro, non tutti ma sicuramente troppi, si erano trovati nella situazione di chi, dopo un lungo digiuno, viene posto di fronte ad una ricca tavola imbandita. E pensa: “Va bene, si è liberato qualche posto. Adesso tocca a me: mi siedo io e mangio io”.

Perciò non mi stupisce nemmeno un po’ tutto quello che sta accadendo nel Consiglio regionale della Lombardia. E, dato che conosco i miei conterranei, e molti di loro sono o sono stati leghisti, non mi stupirebbe se la scritta, apparsa solo per qualche ora e poi prontamente rimossa, fosse opera di un leghista deluso.

Non c’entra, ma invece c’entra. Tra un mese porterò la mia classe terza, insieme ad una terza di un’altra sezione, al Museo Storico di Bergamo, nella sezione dedicata al Risorgimento. Seguiremo un laboratorio dal titolo Il Risorgimento Narrato. Questa visita si inserisce in un percorso storico-didattico che sto svolgendo con loro da mesi, sul Risorgimento e il 150esimo anniversario dell’unificazione d’Italia.

Anche perchè, come molti sanno ma è sempre il caso di ricordarlo, Bergamo, prima di essere la culla del secessionismo padano, è stata la città che più patrioti ha dato all’impresa dei Mille di Garibaldi, 180 furono i partecipanti bergamaschi. Perciò è stata insignita del titolo di Città dei Mille, con Decreto del Presidente della Repubblica nel 196o.

I miei alunni hanno approfondito alcune figure di patrioti bergamaschi:

Francesco Nullo: garibaldino, morto in Polonia durante le lotte polacche per l’indipendenza.

Luigi Biffi: morto a 16 anni nella battaglia di Calatafimi.

Gabriele Camozzi, garibaldino, e la sua compagna Alba Coralli.

Clara Maffei, bergamasca e sposata al conte milanese Maffei, animatrice  di uno dei salotti più vivi e patriottici della Milano delle Cinque giornate.

Come dire, la Storia si legge dall’inizio…

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