L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare

Pubblicato dicembre 8, 2011 da labiondaprof

Sono giorni che sui quotidiani rimbalzano le notizie relative alla scuola  media come anello debole del sistema scolastico, come scuola “bocciata”, snaturata, che ha perso la sua identità, la sua vocazione e la sua mission.

Tutto questo cancan è ricollegabile alla pubblicazione del Terzo Rapporto sulla Scuola Italiana a cura della Fondazione Agnelli.

Ora, con tutto il rispetto, queste indagini così generaliste e generalizzanti mi lasciano sempre perplessa. Nella mia carriera scolastica ho insegnato sia nelle Superiori sia nelle Medie e non ho trovato il Paradiso dei docenti e degli alunni né di qui né di là.

Inoltre, ogni scuola media in cui sono stata aveva le sue peculiarità, i suoi Pof, le sue prassi, la sua struttura oraria e i suoi insegnanti: giovani, meno giovani, anzianotti, bravi, impegnati, scazzati e prossimi alla pensione, scazzati e lontani dalla pensione, entusiasiti, abbacchiati, innovativi, antiquati. Ci sono quelli tutti mappe disciplinari e LIM, quelli tutta analisi logica perché per carità, quelli che almeno che studino i verbi, quelli che mamma mia le tabelline, quelli basta che stiano buoni in classe, quelli che io quelli lì non li porto in gita maleducati come sono, quelli che ma dai che stanno migliorando.

Io credo, ed è una sintesi estrema quella che sto facendo, che i problemi della scuola media siano 3:

  1. E’ la scuola dell’obbligo. Quindi gli studenti devono assolvere un obbligo scolastico, pertanto ci sono i ragazzi che vogliono studiare, quelli che devono perché la famiglia li segue, quelli che studicchiano, quelli che non vogliono proprio studiare perché tanto sanno che prima o poi, diciamo entro i sedici anni, saranno promossi. Meglio, buttati fuori. Quante volte di un alunno ho sentito dire, nei consigli di classe: “facciamolo uscire: se lo bocciamo, ci rovina un’altra classe “.
  2. Gli alunni sono in un’età difficilissima. In prima arrivano e ti danno del tu, come alla maestra, a volte soppraprensiero ti chiamano mamma (a me è successo più volte) e vorrebbero un rapporto come quello con le maestre. Poi in terza sono più alti di te, sono arrivati i primi baci, le prime sigarette, l’età dello sviluppo. Il rapporto con loro è dinamico e cambia continuamente: una strategia che andava bene due mesi prima poco tempo dopo può non funzionare più.
  3. Le materie sono troppe: undici. L’origine del “peccato” sta nella nascita della scuola media unica, che ha unificato la scuola “media” che preparava alle superiori e la scuola di “avviamento” al lavoro. Quindi si sono accorpate le materie umanistiche scientifiche e linguistiche e le varie materie “pratiche” o laboratoriali: musica, ed. tecnica, disegno e storia dell’arte. In più l’ora di religione. Troppe materie. Secondo molti esperti, basterebbero le ore di italiano storia geografia matematica scienze una lingua straniera (fatta bene) e poco altro. Modestamente sono d’accordo…

Il post continuerà domani…

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/12/1/SCUOLA-L-esperto-Fondazione-Agnelli-rifare-la-scuola-media-si-puo-ecco-come/225860/

8 commenti su “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare

  • Non ho mai insegnato alle medie. Ma ho fatto (rientrando in una delle millemila statistiche casuali) un’ottima media: so di che cosa parli. E so che cosa potrebbe invece essere. Come ovunque. Ché basta andare nella classe a fianco per cambiare fuso orario, anche nella stessa scuola. Perché alla fine la scuola la fanno le persone, c’è poco da fare.

  • Neanche io ho mai insegnato alle medie (ci ho fatto solo un breve tirocinio). Sono d’accordo, cosi’ a naso, sul punto 3.

    Pero’ noto una cosa curiosa, se posso: prima si dice che il rapporto della Fondazione Agnelli e’ general-generico, poi si danno una serie di indicazioni assai puntuali e preziose che chiariscono perche’ quel rapporto sia arrivato a quelle conclusioni, di fatto confermandole.

    Per cui puo’ anche essere vero che ogni scuola fa storia a se’ (ma non so quanto -l’uniformita’ ministeriale pesa molto), ma sono ancora troppe le scuole nelle quali gli abbacchiati prevalgono.

    Il fatto poi che le condizioni di lavoro siano intrinsecamente difficili non giustifica gli scarsi risultati: bisogna piuttosto lavorare su quelle condizioni difficili.

    Azzardo, ma forse generalizzo: c’e’ un po’ di orgoglio professionale ferito? Al riguardo io farei piuttosto notare che, almeno per le materie umanistiche, il percorso (ex) di formazione dei docenti e’ esattamente identico a quello delle superiori, e che quindi non c’e’ un problema specifico dei docenti delle medie ma dei docenti in genere, al limite.

  • @povna
    sì, ogni classe è un mondo a sè. Un bravo professore può ribaltare una classe (e i relativi genitori).
    @uqbal
    Grazie del commento! In effetti le condizioni di lavoro sono difficili ed è su quelle che bisognerebbe lavorare. Riguardo all’orgoglio professionale ferito, beh, probabilmente c’è anche quello. Non posso però sottovalutare il fatto che, a fronte di molti colleghi che insegnano come me (con la testa, il cuore e la pancia), ce ne sono parecchi che tirano alla fine del mese…

  • Punto 3, secondo me, giustissimo. Chiedo scusa ai colleghi di ed. tecnica, ma io penso che sia una materia inutile, e mi costa tantissimo dirlo ma la Moratti, che voleva toglierla, aveva ragione. Il brutto è che le ragioni per non “eliminare” ed. tecnica sono state, come al solito elettoral-populiste. Però se si ragiona così la scuola non la salviamo più, salviamo solo il posto di lavoro di alcuni, e ho capito che “tengo famiglia”, ma attualmente di prof abilitati ce ne sono pochissimi in giro, e quelli giovani che nonostante la situazione si sono buttati nel mondo della scuola perchè tanto prima o poi il “posto” glielo *devono* dare, beh!
    Purtroppo ora con l’avvio del tfa ci sarà rimpolpamento delle graduatorie e saremo da capo.

  • @anonimo sq
    Benvenuto!Sì, pare proprio che stavolta siamo discordanti, almeno sulla questione delle undici materie… sul fatto che le elementari invece dovrebbero tornare a insegnare i contenuti, e non fumo ammantato da teorie pedagogiche, mi sembra che io e Castagna siamo d’accordo
    @aliceland
    Grazie del commento e benvenuta!
    Sono d’accordo con te sulle ore di ed.tecnica. E già che ci siamo, io credo anche che il passaggio, avvenuto ormai parecchi anni fa, da una sola maestra alle tre maestre (il famoso team) sia stata una mossa elettoral-populista di quelle clamorose. Una sorta di moltiplicazione di posti di lavoro, invece che di pani e pesci…

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