Archivi

Tutti gli articoli per il mese di gennaio 2012

Mia figlia ama le principesse

Pubblicato gennaio 30, 2012 da labiondaprof

Mia figlia, labiondina, adora vedere i suoi dvd con le storie delle principesse Disney. Le abbiamo quasi tutte: Biancaneve, Cenerentola, La Bella addormentata, La Bella e la Bestia, La Principessa e il Ranocchio, Rapunzel. Poi certo, le piacciono anche Gli Aristogatti, La carica dei 101 e altri senza le adorate fanciulle dai vestiti improbabili e dalle chiome lunghissime, però vengono nettamente dopo, nella sua personalissima scala di gradimento.

Adesso manca relativamente poco a Carnevale e ha messo in chiaro che quest’anno si vestirà ma niente gattina, o puffetta, o coniglietta. No, lei sarà Rapunzel, con i capelli lunghi fino a terra e la padella in mano. Ok per la padella, per i capelli fino a terra la vedo un po’ complicata.

Ma secondo voi, da chi avrà preso questa passione per fiabe, principesse e storie di re e regine?

LaBionda da sempre è affascinata da queste figure: prima da bambina, quando leggeva le fiabe dei fratelli Grimm; poi da ragazza, quando leggeva Maria Bellonci e i suoi libri sul Rinascimento (Isabella Gonzaga e Lucrezia Borgia, che donne!); poi come insegnante di Storia, facendo conoscere biografie al femminile ai propri alunni (da Giovanna la Pazza ad Anna Bolena, dalle mogli di Napoleone a Maria Antonietta di Francia, da Caterina la Grande alla povera Anastasia Romanov)

E come lettrice: l’ho già segnalato, ma l’ho riproposto su donnain.

101 storie di Regine e principesse (di Marina Minelli)

Buona lettura:-)

 

27 gennaio: la giornata della memoria

Pubblicato gennaio 27, 2012 da labiondaprof

Il 27 gennaio 1945 i soldati russi dell’Armata Rossa arrivarono nei pressi della città polacca di Oswiecim, nota con il nome tedesco di  Auschwitz, e varcarono i cancelli del campo di concentramento, scoprendo una verità orribile, e liberando i pochissimi superstiti.

Il Parlamento italiano, con la legge 211 del luglio 2000 istituisce la ricorrenza della giornata della memoria.

Il testo dell’articolo 1 della legge definisce così le finalità del Giorno della Memoria: « La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati »

A scuola sono mille le iniziative: film, incontri con ex deportati, proiezioni di documentari, analisi di canzoni e testi poetici.

Uno dei film che propongo con maggior piacere alle classe terze è Il Grande Dittatore di Chaplin. Ecco il discorso finale, capolavoro assoluto. Un uso sapientissimo della parola, da parte di un regista e attore nato con il cinema muto:

http://www.youtube.com/watch?v=KbidLa2JbVA

Ieri

Pubblicato gennaio 26, 2012 da labiondaprof

Ieri è stata una di quelle giornate da pensare: “Vedi un po’ che i Maya, quei menagrami della fine del mondo nel 2012, in fondo in fondo…”.

Da giorni labiondina si trascinava da un virus all’altro, e quindi ha ben pensato di sviluppare un’otite fulminante, con febbre e deliri da mammite proprio ieri, giorno dei prescrutini. Già, nella mia scuolina amiamo complicarci la vita: prescrutini e, una settimana dopo, scrutini veri e propri.

Io, da brava coordinatrice, avevo già preparato tutto, dalle griglie con i mille criteri, alla tabelle dei voti, a quelle dei giudizi, del comportamento etc. Però ho mancato il consiglio. Nello stesso pomeriggio, un’ora prima, si è svolta anche una riunione importante: mancata anche quella…

Insomma, ero a casa a curarmi una bimba a forma di straccetto, dolorante, snervata e snervante, mentre a scuola si decidevano i destini dei prossimi mesi.

Mentre tentavo di vestirle la piccola malatina, una bella scossa di terremoto ha dato il giusto mood alla giornata.

In più, essendo assente il pediatra di riferimento, ho ripiegato su una sostituta, che chiaramente labiondina ha preso di punta. Si è rassegnata a farsi visitare, ma era visibilmente contrastata, e ha sibilato: “Questa dottoressa non ha i giochi belli come quelli del Dott.Roberto”. Dopo la visita orecchie-naso-gola, si è avviata con passo sostenuto verso la porta, dicendo: “Finalmente, andiamo dalla nonna, che è meglio”.

Mi sono vergognata parecchio, soprattutto quando la dottoressa, sorridendo, ha detto: “Bel caratterino, eh?”. Ho solo sospirato: “Eh, l’energia non le manca”.

A seguire, coda allucinante in farmacia. Forse gli italiani hanno paura che i tir blocchino i rifornimenti di farmaci?

Infine, pranzo in ginocchio, a pregare labiondina di mangiare almeno uno o due bocconi.

Pomeriggio trascorso con il dvd di Rapunzel. Bello, anche se una visione reiterata per ben tre volte può portare ad una pesante saturazione. Ormai ho imparato le canzoni a memoria. E ho preso lo spunto per immaginare una controfiaba: Rapunzel scappa dalla torre perché vuol andare a rinchiudersi nella casa del Grande Fratello, e il principe è una versione maschile di Alessia Marcuzzi…

La sera, finalmente torna il borgomastro e, affamato da ore, pretenderebbe di trovare una cenetta costituita da primo, secondo, contorno, dolcetto, caffè e ammazzacaffè. Invece trova minestrone di verdure, prosciutto cotto e crescenza. Praticamente un menu da ospedale.

Si consola poi con un caffè d’orzo, che francamente ammetto essere una vera ciofeca, e si mette comodo comodo a ronfare sul divano. Nel frattempo io provvedo alla sequela sciroppo-goccine-aerosol-fumenti-lavaggio dentini-favole-coccole.

Infine, crollo stremata e penso: “Per fortuna domani torno a scuola”.

Capitani coraggiosi

Pubblicato gennaio 18, 2012 da labiondaprof

Sono giorni che, come tutti, sono bombardata da notizie sul naufragio della nave all’isola del Giglio.  I media si sono buttati a pesce (è il caso di dirlo…) sulla figura del Comandante Schettino. Infame, vigliacco, in fuga, irresponsabile, capace solo di abbandonare la sua nave e le migliaia di persone di cui era responsabile, pronto a giustificare la sua fuga. Così lo definisce la stampa. E poi la telefonata con la Capitaneria di porto: ascoltarla mette i brividi. L’ho ascoltata una volta. Una sola, perché poi non ce l’ho fatta più. Sembra un film, non può essere la realtà. Il Sordi de La Grande Guerra. Il capitano che scende dalla nave e chiede alla capitaneria di porto quanti sono i morti sulla sua nave, per sentirsi rispondere “Ma deve dirmelo lei”. Non trovo le parole.

Però mi vengono in mente quelle di Manzoni su Don Abbondio, vaso di coccio in mezzo ai vasi ben più resistenti. “che uno il coraggio non se lo può dare”
O le parole di Machiavelli sull’uomo: Perché degli uomini in generale si può dire questo: che sono ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitivi davanti al pericolo, avidi di guadagno; e mentre fai loro del bene sono tutti dalla tua parte e ti offrono il sangue, i beni, la vita e i figlioli, come ho detto precedentemente, quando il bisogno è lontano; ma quando il bisogno ti si avvicina, ti si rivoltano contro. (Capitolo XVII del Principe)
 
E quelle di Guicciardini:

134. Gli uomini tutti per natura sono inclinati piú al bene che al male; né è alcuno el quale, dove altro rispetto non lo tiri in contrario, non facessi piú volentieri bene che male; ma è tanto fragile la natura degli uomini, e sí spesse nel mondo le occasione che invitano al male, che gli uomini si lasciano facilmente deviare dal bene. 
 
E condivido anche quello che scrive Massimo Gramellini sulla Stampa:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1122&ID_sezione=56
 
Invece sull’iniziativa di chi ha già stampato e venduto le magliette con la scritta “Vada a bordo, cazzo”… No comment

Adotta una parola

Pubblicato gennaio 16, 2012 da labiondaprof

L’ho fatto. Qualche settimana fa.

Ho adottato una parola, con la Società Dante Alighieri. Mi impegno ad usarla, a farla conoscere e a difenderla qualora venisse usata in un modo scorretto.

Ho scelto la parola calabrosa. L’ho scelta perché la conosco fin da bambina: fa parte del paesaggio della mia terra. L’ho scelta perché appartiene ad una stagione che amo particolarmente: l’inverno. L’ho scelta perché ha un suono bellissimo, e molto lombardo.

Che cos’è la calabrosa? Una formazione che possiamo vedere in questi giorni, un deposito di ghiaccio che si produce sui rami e altre superfici quando c’è la nebbia e una temperatura inferiore allo 0°.

File:Rime ice.jpg

E’ molto simile alla galaverna, ma mentre questa  richiede gocce di nebbia di piccole dimensioni e pochissimo vento, e forma aghi di ghiaccio sugli alberi, sulle ragnatele e sui cancelli, la calabrosa  si forma quando le gocce di nebbia sono più grosse e il vento è più forte.

Ecco la galaverna

ancora su scuola e twitter, scuola e Ipad…

Pubblicato gennaio 12, 2012 da labiondaprof

L’uso delle nuove tecnologie è controverso, da sempre, nella scuola.

Immagino che passare dalla tavoletta di argilla alla pergamena abbia causato le stesse discussioni… Personalmente uso la LIM e la trovo funzionale alle mie lezioni. Per esempio è bellissimo spiegare la Prima Guerra Mondiale e far ascoltare una canzone degli alpini, o mostrare il fronte con delle cartine, o alcune scene del film La Grande Guerra, o delle fotografie delle trincee, o… insomma ci siamo capiti. Per Storia e Geografia uso molto la LIM, meno per grammatica, o meglio, la uso in funzione lavagna per gli esercizi.

Però, ripensando proprio alla questione dei computer, degli e-reader, dei tablet, come rammentavo in questo post, credo che la scuola non potrà mai prescindere dall’elemento umano. C’è un racconto di Asimov che faccio sempre leggere ai miei alunni, che spiega bene l’importanza dell’insegnante-uomo e la sua differenza da un ipotetico insegnante-macchina.

Si intitola Chissà come si divertivano.

Eccolo:

Margie lo scrisse perfino nel suo diario, quella sera. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157, scrisse: “Oggi Tommy ha trovato un vero libro!” Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta che, quand’era bambino lui, suo nonno gli aveva detto che c’era stata un’epoca in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta.
Si voltavano le pagine, che erano gialle e fruscianti, ed era buffissimo leggere parole che se ne stavano ferme invece di muoversi, com’era previsto che facessero: su uno schermo, è logico. Leggi il resto di questo post → r
r

giveaway libri

Pubblicato gennaio 12, 2012 da labiondaprof

Bene, io di solito non partecipo ai giveaway… ma stavolta sì.

Lascuoladellemamme.net mette in palio dei libri per bambini. La casa editrice delle mamme si occupa di libri dedicati all’infanzia, all’adolescenza, alla maternità e alla famiglia, al rapporto scuola-famiglia.

Io partecipo segnalando l’iniziativa qui

http://www.lascuoladellemamme.net/content/un-giveaway-di-libri#comments

E speriamo di vincere…:-)