scuola, twitter e iPad

Pubblicato gennaio 10, 2012 da labiondaprof

In una scuola elementare in Francia si utilizzano i messaggi di twitter per imparare a leggere e a scrivere. Beh, moderno, molto moderno.

Stavolta però anche nella mia Regione, anzi proprio nella mia terra, si sta facendo di più…

In una scuola di Grumello del Monte, la Fondazione Ikaros, che è una scuola professionale, si utilizza l’Ipad non affiancato ai libri, ma proprio in sostituzione ai testi scolastici.

Alcuni dei miei alunni di terza si stanno iscrivendo lì in questi giorni.

Io personalmente non so se sia un bene abbandonare i libri di carta. Forse perché quando studiavo ( e studio ancora…) sottolineavo con mille colori, scrivevo a margine, inserivo post it con micro schemi e microriassunti, torturavo il libro fino a farlo mio. E tutto ciò non si può fare su uno schermo…

I colleghi che mi leggono cosa ne pensano?

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9 commenti su “scuola, twitter e iPad

  • Su Twitter non so che dire, lo uso troppo poco per capirlo a fondo.
    Sulla questione libri di testo elettronici, invece, sono a favore, ma con una serie di spiegazioni. (vado per punti per comodità, non per essere brusca):

    1) Proprio perché sono a favore dei libri di testo elettronici, non sono favorevole all’uso dei tablet e dell’i-pad (almeno per ora). Un e-reader NON è un tablet, si basa su principi direi opposti (schermo retro-illuminato, ie nero vs schermo opaco, ie bianco come la pagina di un libro; uso di normali tecniche per far apparire i colori, uso delle tecnica dell’i-ink etc). Un e-reader serve *solo* a leggere libri elettronici. Punto.

    2) E’ uno strumento che ti permette di caricare legalmente sul dispositivo tutti i classici fuori diritti, una quantità di libri in offerta e molte altre cose; non solo: ti permette di caricare i dizionari delle maggiori lingue e di usarli come rubrica.

    3) A partire almeno dalle scuole medie io credo che sarebbe necessario incentivare l’acquisto di libri di testo per e-reader (il figlio di una mia collega, in 5 elementare ha avuto il Nook per natale e ci si orienta perfettamente). Attualmente alcuni modelli (vedi il mio, il Kindle) costano meno di 100 euro, ed è evidente che – se le case editrici facessero una politica onesta – poiché un e-reader lo tieni molti anni, il prezzo sarebbe ammortizzato dallo sconto dei libri;

    4) Per fare questo è necessario ovviamente che appunto le case editrici collaborino (un mio amico dirigente di una delle maggiori di editoria scolastica in Italia mi disse, oramai 3 anni fa che il mondo dell’e-reading era assolutamente il futuro, ma che loro cercavano come potevano di fare attività lobbystica per rimandarne l’introduzione, perché altrimenti poi si sarebbero dovute totalmente reinventare e le più piccole, è ovvio, sarebbero fallite). E in generale che l’opinione pubblica in Italia sia ‘educata’ a questo.

    5) In questo incentivi di Stato potrebbero essere utili soprattutto all’inizio (magari con una politica opposta a quella dello scandaloso calmiere al contrario sulla legge sugli sconti dello scorso settembre).

    6) Ovviamente con un uso accorto di libri di testo e libri su e-reader non si eliminerebbe la carta, ma si userebbe da supporto per altro, o in modo più mirato e intelligente (nulla vieta, anzi!, di far fare riassunti e schemi su carta dai libri di testo che si leggono sul proprio e-reader!).

    Perché (e concludo, scusa!) quello che bisogna davvero comprendere è che l’e-reader non è un tablet. E’ solo uno strumento che ti mette tante pagine in un solo dispositivo, e te le fa leggere in modo assai più simile a quanto si pensi se non si prova alla lettura tradizionale (per esempio: non si legge al buio, ovviamente, essendo i-ink!). Uno strumento che ci consentirebbe di risparmiare moltissima carta, una delle voci più inutilmente costose della scuola. E anche, sottilmente, di selezionare tra docenti (perché è possibile produrre con relativa facilità materiali propri da mettere sull’e-reader, ma per farlo bisogna esserne capaci. O avere voglia di imparare).

  • Capisco quello che vuoi dire, anche a me piace sottolineare, evidenziare e scrivere appunti sui margini, magari anche solo un paio di parole che riassumono un concetto.
    Devo dire però che sono anche molto attratta dalle nuove tecnologie e, come dice ‘povna, se le sai usare puoi fare tutto quello che vuoi.
    Fino a pochi anni fa sostenevo che i libri in formato cartaceo saranno sempre insostituibili, adesso invece ho cambiato idea, credo sia questione di abitudine, e (mi ripeto) le possibilità di personalizzare e la conoscenza dell’uso di tutte le funzioni dei vari programmi aprono dei mondi. Bisogna esserne capaci O avere voglia di imparare E avere tempo. Sennò si può imparare piano piano!

  • @economa domestica
    In effetti agli alunni ipovedenti e non vedenti non avevo pensato…
    @povna
    Ok per la differenza e-reader e tablet. Ok anche per la spesa che si ridurrebbe. Una questione però nascerebbe nell’acquisto degli e-reader. Li compra la scuola? E con quali soldi? Li comprano i singoli alunni?
    Certo, si arriverà lì, il futuro è quello… Però molti insegnanti, molte famiglie e forse anche parecchi alunni avrebbero delle resistenze…
    @aliceland
    In effetti forse è solo questione di abitudine. Io per esempio uso la LIM e mi piace, altri miei colleghi neanche per sogno…

  • Secondo me li comprano le famiglie (dalle medie, non a caso, quando il tetto di spesa lievita), esattamente come comprano i libri. Il prezzo iniziale (e ovviamente se ora costa 99 euro ed è appena entrato in produzione basterebbe fare una convenzione tra scuola e casa elettronica per abbassarlo anche del 50%) viene ampiamente ammortizzato dal costo libri abbassato. Gli alunni farebbero pochissime resistenze, provare per credere (io ho provato): e alle famiglie quando vedi che complessivamente da 1000 euro in tre anni la spesa libri passa a 400 in tre anni vedrai che le resistenze passano in fretta. Restano i colleghi, verissimo. Ma, come dire, diventerebbe un ottimo criterio per parecchie cose… (e per chi ha davvero voglia l’abitudine si coltiva!)

  • Io non sono una collega, ma solo una che ha studiato tanto nella vita e ancora lo fa.
    Amo i libri e il loro odore e farli miei, anche se a mio modo, perchè non sopporto che vengano maltrattati. Amo rivedere i miei libri del liceo tutti scritti, perchè ero meno assolutista allora, e ricordare i giorni passati su di loro.
    Però il mondo va avanti, e gli alberi sono sempre di meno. Forse mi farò regalare un e-reader per il mio compleanno. Solo a titolo ecologista. E so che anche sugli e-reader si può sottolineare e forse tra poso si potrà anche chiosare a mano libera, quindi, tutto sommato, che differenza fa?

  • @pellons
    In effetti il risparmio di carta(e di alberi) potrebbe essere la spinta maggiore per me. Poi c’è da dire che le abitudini sono dure a morire e io adoro penne, quaderni, fogli da disegno, pastelli, penne colorate. La mia festa è entrare in una cartoleria. In questo sono peggio di mia figlia, labiondina…

  • Rispondi

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