Scuola e chick lit

Pubblicato febbraio 27, 2012 da labiondaprof

Io sono una lettrice onnivora: passo dai classici alla chick lit, da Plauto con testo latino a fronte a Fruttero e Lucentini, da Oriana Fallaci ai classici per ragazzi.

Mi piace anche leggere i libri di professori che scrivono, della scuola e di altro. Mi è piaciuto il libro di Paola Mastrocola, La scuola spiegata al mio cane; ho apprezzato La profe con gli anfibi di Antonella Landi; ho letto, incuriosita, Perle ai porci, di Perboni. Ora ho scoperto, per le contorte vie della Rete, Chiara Santoianni, un’insegnante che scrive, anzi, come dice lei, una scrittrice che si è trovata quasi per caso nel mondo della scuola. Prima ho letto Il diario di Lara, una storia che si può definire chick lit, e poi il suo ultimo libro: Il lavoro più (in)adatto a una donna. In questo libro, l’autrice racconta della sua esperienza di docente, prima precaria e poi di ruolo, dal punto di vista di una laureata in Lettere che in realtà non aveva la vocazione all’insegnamento, ma si è trovata ad insegnare, e a scontrarsi con lal burocrazia, la maleducazione dei ragazzi, le rivalità tra i colleghi.

Per il sito donnain, ho presentato il libro ed ho intervistato l’autrice.

Ecco il link : http://www.donna-in.com/2012/02/il-lavoro-piu-inadatto-a-una-donna-intervista-alla-scrittrice-chiara-santoianni/

Autore: Chiara Santoianni Titolo: Il lavoro più (in)adatto a una donna
Editore: Edizioni Centoautori Pagine: 95 Prezzo: 10 €

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8 commenti su “Scuola e chick lit

  • Io sarò banale, ma, lo confesso, tra tutti i libri di colleghi di preferire i grandi classici di Starnone e (soprattutto) Lodoli. Forse perché amo tantissimo la tradizione delle school-stories inglesi e quindi mi dispiace che in Italia il tema scuola sia troppo spesso confinato in un genere quasi ‘para-letterario’, da pseudo blog (in questo senso difendo, e difenderò sempre, a spada tratta, il valore sia di Cuore, sia di Amore e ginnastica di De Amicis!).
    Di quelli che citi, la Mastrocola (ma solo la prima) mi è piaciuta; di Antonella Landi leggevo con gusto il primo blog, di cui il libro mi è sembrato comunque imitazione pallida (e ne ha segnato a mio avviso, in tutti i sensi, quella che solo molta bontà mi spinge a definire ‘involuzione’). Perboni non lo reggo (e quello pseudonimo usato così alla leggera mi intristisce molto). Ho letto anche “Quelli che però è lo stesso”, di Silvia Dai Pra, che mi ha veramente deluso (ma lei è molto establishment, e Alias e radical-chic). Ora volevo leggere Domani niente scuola di Bajani. Lui è uno dei pochi scrittori che trovo bravi in Italia ora, e il suo approccio mi pare estremamente sensato.
    Non conosco il libro che ricordi, del quale mi incuriosisce soprattutto il titolo, che mi sembra riassuma nella brillantezza di una battuta le due facce di una stessa verità. Cercherò!

  • @povna
    Non ho letto il libro di Silvia Dai Pra, e a questo punto magari non lo cerco nemmeno più, invece mi incuriosiva Domani niente scuola di Bajani…
    @perboni
    Buongiorno!
    La chick lit, ovvero letteratura per pollastrelle, è la definizione anglosassone per la letteratura che si rifà a quella “rosa”. Nasce negli anni Novanta, con il personaggio di Bridget Jones. Le scrittrici più famose sono H.Fielding, la Bushnell (autrice di Sex and the city), Sophie Kinsella, l’autrice della serie I love shopping. I personaggi sono giovani donne single, a volte in carriera, alla ricerca dell’uomo giusto o della dieta giusta, talora del lavoro giusto. Ora, con la naturale evoluzione dei personaggi, stanno diventando delle mamme 2.0, insomma delle mamme bloggger, delle mamme in carriera etc. Attendo tra quindici anni le nonne trendy…

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