Don Lisander

Pubblicato marzo 7, 2012 da labiondaprof

227 anniversario della nascita di Alessandro Manzoni

La bella coincidenza è che stamattina ho interrogato sui Promessi sposi.

E sono entrata in classe con questa immagine stampata.

Inutile dire che, così facendo, ho fatto divertire i miei alunni; poi però li ho interrogati.

Più seriamente: come molti, quando leggevo Manzoni alle superiori, non ci trovavo poi chissà che cosa.

Poi, all’Univerisità, me ne sono innamorata.

Oddio, gli Inni sacri non mi fanno impazzire nemmeno ora.

Però l’Adelchi e i Promessi Sposi li amo proprio.

Il guazzabuglio del cuore umano; troncare e sopire, sopire e troncare; il bel cielo di Lombardia.

Verrà un giorno…; Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia; La mattina dopo Don Rodrigo si svegliò Don Rodrigo; Il mio unico guaio è stato quello di voler bene a voi; con la lieta furia di un uomo di vent’anni che deve sposare quel giorno quella che ama.

Ma soprattutto queste parole: “Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande”. Mi hanno aiutato in una circostanza della mia vita, e non le scorderò più.

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14 commenti su “Don Lisander

  • Vediamo se questa volta mi accetta! Per me Manzoni è il romanzo, il romanzo, il romanzo. Che mi piace molto. L’Adelchi meno, direi, anche se la visione della storia che traspare anche da lì viceversa è innegabilmente intrigante.
    Anche io, invece, poca passione per gli Inni sacri…

  • @povna
    Sono riuscita a togliere i tuoi commenti dallo spam. Chissà i prossimi? Vedremo…
    @noisette
    Sai che io “stringerei” solo alcune descrizioni, ma poca roba? Invece, concordo sul fatto che sia un grande poeta, perché grande conoscitore dell’animo umano e delle sue sfaccettature.

  • @anonimo sq
    Eh, lo so, lo so. Brera, da buon lombardo, non poteva soffrire la lingua toscanizzata dei Promessi Sposi, lo “sciacquare i panni in Arno” di Manzoni. E, da buon pavese (San Zenone Po), nutriva antipatia per il milanese parente di Beccaria.
    Però per soprannominare un calciatore di nome Egidio lo chiamò “Lo sciagurato Egidio”…

  • Soprattutto Brera mette in discussione la figura morale dell’uomo Manzoni, sempre presentato dalla cultura cattolica dominante come un vero e proprio Santo (così lo chiamava anche Verdi).
    Ricordo che ne fu proposta addirittura la beatificazione, salvo un intervento di un grande della nobiltà milanese sul Corriere, a chiarimento del fatto che chiedere di far beato uno che violentava le servette (evidentemente erano cose di dominio pubblico nella cerchia) era un pelino fuori luogo. Non se ne parlò più.
    Ricordo ancora che il maestro di virtù civiche, senatore a vita, prese una volta sola la parola: grande attesa, ma richiese solo di chiudere una finestra, la corrente gli dava fastidio.

    Anonimo SQ

  • Rispondi

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