Chick lit italiana? Sì, grazie.

Pubblicato marzo 26, 2012 da labiondaprof

L’ho già scritto, credo, ma io sono una lettrice onnivora: poesie, romanzi, racconti, giallo, avventura, horror, reportage. Fiabe, favole, raccolte di testi di canzoni, classici russi, francesi e inglesi. E ancora: classici italiani, testi latini con traduzione a fronte, i Peanuts, Goldoni e Pirandello, Fallaci e Severgnini, Scurati e Lipperini… e la chick lit.

Sì. Lo ammetto: leggo la chick lit, quando ho bisogno di un po’ di leggerezza.

Che poi, la definizione di chick lit  in senso stretto, secondo me in realtà è limitativa. Parlerei di letteratura di genere rosa, e anche in questo ambito, racchiuderei libri molto diversi tra loro, da quelli di Brunella Gasperini (a quattordici anni lessi L’estate dei bisbigli e mi piacque immensamente) a quelli di Liala, da quelli di Sophie Kinsella a quelli di Federica Bosco. E le avventure di personaggi come Bridget Jones e Carrie Bradshaw, che si sono imposti anche al cinema e nelle serie tv.


Ma la prima di tutte queste eroine non è forse stata Elizabeth Bennet di Orgoglio e Pregiudizio? Libro di cui Bridget Jones fa una affettuosa parodia, a cominciare dal nome di Marc Darcy, tra l’altro.

Ho scritto un articolo per fashionblabla sulla chick lit italiana, in particolare ho posto qualche domanda alla scrittrice Chiara Santoianni, l’autrice del Diario di Lara, e di Il lavoro più inadatto a una donna di cui ho già parlato qui.

Ecco il link a fashionblabla: http://www.fashionblabla.it/people/chick-lit-allitaliana-intervista-a-chiara-santoianni.html#more-6805

Annunci

4 commenti su “Chick lit italiana? Sì, grazie.

  • Brava Bionda, si legge tutto. E il capostipite di Jane Austen non è mai troppo ricordato.
    Anche io sono come te. E, proprio perché di parole vivo, so che lettura è tutto, ma proprio tutto. Con consapevolezza, si intende, ma senza inutili intellettualismi finto-chic.

  • Anche a me piace la chick-lit. Con un’unica eccezione: non sopporto la Kinsella, non so perché ma il libro dove parla della ragazza che non sa se sposarsi a New York o in Inghilterra e fa preparare due matrimoni costosissimi da tutte e due le parti mi ha disgustato, per lo spregio ai soldi e alle persone. Non mi ricordo neanche il titolo.
    Invece adoro Bridget Jones 🙂

  • @povna
    Infatti, anche perché è bello variare, senza preconcetti.
    @ aliceland
    pensa che io quel libro (I love shopping in bianco) l’ho letto l’estate del mio matrimonio… in effetti sì, era esagerato, anche io preferisco Bridget Jones.
    Ho provato a commentare il tuo post su Amelia, ma non mi prende il commento, non so come mai, riproverò domani. Cmq, grande solidarietà, anche io ho un dirigente reggente folle!

  • Rispondi

    Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

    Logo WordPress.com

    Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto Twitter

    Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto di Facebook

    Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

    Google+ photo

    Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

    Connessione a %s...

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: