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Tutti gli articoli per il mese di aprile 2012

Principesse, scarpette, Louboutin, cristalli e sogni

Pubblicato aprile 30, 2012 da labiondaprof

Si sa, a noi ragazze le fiabe piacciono sempre: da 0 a 90 anni.

In questo periodo, poi, c’è un grande affollamento di principesse sullo schermo: Mirror mirror è il film con la splendida Julia Roberts nella parte della matrigna, mentre in Biancaneve e il cacciatore la parte della perfida e bellissima regina è affidata a Charlize Theron.

Ma tra pochi mesi uscirà la nuova versione blue ray di Cenerentola, la più bionda e dolce delle principesse Disney. In concomitanza con l’uscita di Cinderella Diamond, la Disney ha deciso di affidare la realizzazione di una nuova scarpa, ispirata proprio alla protagonista della celebre fiaba, ad un mago delle scarpe: Monsieur Christian Louboutin. Le sue scarpe eleganti, dal tacco altissimo e femminile, e dall’inconfondibile suola rossa fanno sognare molte principesse moderne. Certo, ora le principesse corrono ancora sui tacchi, non però per scappare a casa a mezzanotte, bensì per arrivare trafelate al lavoro, uscire con il principe consorte per un aperitivo, portare il figlio in piscina, la figlia all’asilo, il gatto dal veterinario.

Ci vorrebbe un cocchio, ci vorrebbe… e un cocchiere che ci porti dove vogliamo in un attimo, e una banda di topini che ci pulisca casa, e una fatina che ci faccia da personal shopper… Per ora accontentiamoci delle scarpette di cristallo;-)

Ah, e se vi piacciono le principesse, e soprattutto Cenerentola, vi informo che un mio racconto partecipa al concorso letterario Cenerentola con o senza principe.

Il mio estratto è il numero 15, e nel mio blog spiego come si vota: https://labiondaprof.wordpress.com/2012/04/19/concorso-letterario-cenerentola-con-o-senza-principe/

E grazie!

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Otto in condotta: l’alunno disturba? No, dormicchia

Pubblicato aprile 29, 2012 da labiondaprof

La notizia è questa: una classe del Liceo Scientifico Lussana, di Bergamo, ha avuto in pagella 8 in condotta.

Beh, lo confesso qui: in seconda Liceo Scientifico, tutta la  mia classe ha avuto 8 in condotta. Eravamo, come dire, vivacetti seppur studiosi, e facevamo dannare alcuni insegnanti. Nulla di grave: chiacchiericcio nelle ultime file, partitelle a risiko tra maschi, bigliettini di gossip scolastico tra femmine, domande impertinenti all’insegnante di biologia (giovane e un po’ insicura), piccoli baccanali (cioccolata e smarties) al cambio dell’ora. Robetta, insomma… devo dire che la mia scuola era un ambiente severo e selettivo, perciò quel voto e quella decisione erano coerenti allo stile del nostro Liceo.

Il caso dell’8 in condotta al Lussana è diverso: questi giovani studenti hanno rimediato il voto (che è solo parzialmente negativo, comunque, nel senso che non è 9 né 10, però non è nemmeno 6 o 7)  non perché troppo vivaci, o vagamente irrispettosi, o poco disciplinati. No, il consiglio di classe con l’8 in condotta vuole scuotere alunni pigri, apatici, poco collaborativi e poco partecipativi. Passivi, poco o punto interessati a quanto proposto in classe dagli insegnanti.

Le reazioni non si sono fatte attendere: tutte o quasi tutte negative. Persino la Gelmini, la cara Marystar, che non ha mai messo piede in una classe, che non ha insegnato nemmeno 2 giorni, in nessun ordine di scuola, e che ha fatto più danni della grandine… dicevamo, anche la Gelmini ha criticato la decisione del Lussana.

L’obiezione più diffusa è che un voto collettivo ha, di solito, poca efficacia e poco senso, poiché ogni classe è fatta di tanti alunni diversi, che presentano altrettante situazioni diverse. L’altra obiezione è che, forse, gli insegnanti non hanno fatto tutto il necessario per alimentare nei loro alunni l’interesse e la partecipazione.

In realtà, premesso che è difficile parlare senza conoscere la situazione esatta della classe in questione, io credo che se il consiglio di classe all’unanimità ha preso questa decisione, significa che la ritiene necessaria, e che prima ha tentato altre strategie. E un voto collettivo ha un senso, considerando che tutti gli alunni contribuiscono a creare un clima di classe: se un alunno è bravo e studioso, ma non “si butta” mai, se non sa lavorare in gruppo aiutando gli altri, se non è mai propositivo, se non interviene mai, se rimane inchiodato al suo banchino come una cozza attaccata allo scoglio… deve maturare. Anche con un otto.

Sul fatto che gli insegnanti debbano motivare i loro studenti, non vorrei tornare su quanto ho già detto dell’insegnante coach in questo post… però dico solo che noi prof dobbiamo rendere le lezioni comprensibili, interessanti, coinvolgenti, però insomma, a casina loro, nella loro cameretta, sono i nostri alunni che debbono abbassare il crapino sui libri e studiare.

Qui un articolo di chi la pensa più o meno come me: http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/opinioni/12_aprile_29/condotta-lussana-insegnanti-commento-bergamo-otto-belleri-2004267436419.shtml

Il Sergente nella neve per il venerdì del libro

Pubblicato aprile 27, 2012 da labiondaprof

Per questo venerdì, a ridosso del 25 aprile e della Festa della Liberazione scelgo un libro che amo molto, e faccio leggere ai miei alunni di terza: Il sergente nella neve, di  Mario Rigoni Stern.

Il Sergente nella neve racconta una storia autobiografica: il ritorno dell’autore, il Sergente Rigoni Stern, dalla campagna di Russia, insieme ai suoi alpini. Rigoni Stern faceva parte di un battaglione della Divisione Tridentina, che rispetto alle altre conservava ancora forze e equipaggiamento; nel libro rievoca la dolorosa ritirata dell’ARMIR, e la prodigiosa battaglia di Nikolajewka, con la quale gli alpini ruppero l’accerchiamento dei soldati russi che li avevano chiusi in una “sacca”.

Un libro straordinario, coinvolgente, senza un filo di retorica, diretto. Uno stile asciutto, semplice, come semplice è l’animo dei montanari e degli alpini che lo stesso autore-protagonista conosceva bene, essendo nato e vissuto nell’altopiano di Asiago.

Gli orrori della guerra, la solidarietà dimostrata dal popolo russo, nemico, ma capace di accogliere nelle isbe i poveri alpini in ritirata. Bellissimo l’episodio in cui i soldati russi e il soldato italiano mangiano insieme nell’isba, muti, vicini, come se non fossero più soldati nemici, ma solo uomini che hanno sofferto, soffrono e vogliono sopravvivere.

Il mio personaggio preferito? Il Giuanin, bresciano, che tormenta Rigoni Stern con la domanda: ““Sergentmagiù, ghe riverem a baita?” cioè Sergente maggiore, arriveremo (torneremo) a casa?

Pochi, davvero pochi sono tornati a baita. Ed è giusto ricordarli.

Come ha fatto Marco Paolini con il suo monologo, tratto dal libro di Rigoni Stern; ecco un piccolo estratto: http://www.youtube.com/watch?v=aCqrKAQHTqQ

 

Giornata mondiale della Terra & Giornata mondiale del libro

Pubblicato aprile 23, 2012 da labiondaprof

Ieri si festeggiava la Giornata Mondiale della Terra. Mentre la Bionda e la Biondina girellavano per la Fiera dei Librai di Bergamo, in tutto il mondo si tenevano iniziative dedicate alla salvaguardia del nostro Pianeta. Inquinamento, effetto serra, buco nell’ozono, desertificazione, sovrappopolazione, spreco di risorse idriche… in realtà c’è ben poco da festeggiare, diciamo che è difficile trovare la via per arrivare a realizzare interventi davvero incisivi. Per il motto Think global, act local, segnalo un’iniziativa che riguarda la mia provincia, diciamo proprio la mia terra (una manciatina di km da casa): le terre attorno al Castello di Malpaga vengono coltivate con metodi innovativi, sia per ricavare alimenti, sia per ottenere energia per il teleriscaldamento che garantità al piccolo borgo di essere autosufficiente dal punto di vista energetico. Qui le spiegazioni più dettagliate:  http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/12_aprile_23/malpaga-castello-bergamo-colleoni-fotovoltaico-energia-2004185454657.shtml

 

Oggi si festeggia invece la Giornata Mondiale del libro.

L’obiettivo della Giornata è incoraggiare a scoprire il piacere della lettura e valorizzare il contributo che gli scrittori apportano al progresso dell’umanità.
Perché il 23 aprile? Perché in questa data, nel 1616,  sono morti lo spagnolo Miguel Cervantes, l’inglese William Shakespeare e il peruviano Garcilaso de la Vega.

Per festeggiare questa giornata potrei parlare dei tanti e tanti libri che mi hanno accompagnato nei miei anni di bambina, poi di adolescente, poi di studentessa universitaria e poi di insegnante.

Invece, mi limito a parlare di un libro che non è un classico, non è uno di quelli che si “devono” leggere per forza per una buona cultura di base… però è un libro che piace alle mie classi. Non solo, è piaciuto anche a me, e in questi giorni lo sto rileggendo. Il libro è Io non ho paura di Niccolò Ammaniti, da cui è stato tratto un bel film di Salvatores (con un inquietante Abbatantuono). La storia narra di un bambino, Michele,  che diventa improvvisamente adulto, quando scopre che non di tutti gli adulti ci si può fidare.

La frase che scelgo è questa: «Piantala con questi mostri, Michele. I mostri non esistono. I fantasmi, i lupi mannari, le streghe sono fesserie inventate per mettere paura ai creduloni come te. Devi avere paura degli uomini, non dei mostri».

Fiera dei librai e altre proposte: cosa fare nel fine settimana a Bergamo?

Pubblicato aprile 21, 2012 da labiondaprof

Tre proposte per il week end

  • 53° edizione della Fiera dei librai a Bergamo: il Sentierone, la via del passeggio, diventa una libreria aperta a tutti, bambini, ragazzi e adulti. Migliaia di titoli, incontri con gli autori, novità e curiosità: ci sarà anche una  sorpresa: il laboratorio interattivo dedicato all’alimentazione “i.lab alimentazione: dentro il cibo“, direttamente dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnicologia Leonardo da Vinci di Milano, in collaborazione con la mostra “Buon Appetito. L’alimentazione in tutti i sensi“. Ci sarà uno spazio bambini, dove potranno leggere, giocare e partecipare a vari laboratori. http://www.facebook.com/pages/FIERA-DEI-LIBRAI/201554746550737

Il Piccolo Principe per il Venerdì del libro

Pubblicato aprile 20, 2012 da labiondaprof

Un classico dei classici: Il Piccolo Principe.

Il capolavoro dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry, pubblicato nel 1943, è stato tradotto in 220 lingue e ha venduto circa 130 milioni di copie nel Mondo.

Ho letto e riletto molte volte questo libro, e lo faccio leggere ai miei alunni, soprattutto di prima e seconda. Con parole semplici affronta temi profondi: l’amicizia, la fantasia, il senso della vita, il dolore, la morte.

Anni fa, per una festa della scuola, insieme ad una favolosa insegnante di sostegno, diplomata al Conservatorio (pianoforte) ed esperta di drammatizzazione, componemmo un piccolo testo teatrale basandoci sugli episodi più significativi del libro. I nostri alunni lo recitarono, con il sottofondo di musiche di Ludovico Einaudi. Fu un successone, genitori con gli occhi lucidi, alunni con il sorriso per tutta la sera, e io e la mia collega commosse come due nonne.

Ed ecco una delle mie frasi preferite: