Foto di classe

Pubblicato aprile 2, 2012 da labiondaprof

Quando qualcuno, che non conosce il mondo della scuola, mi chiede: «Ma i tuoi alunni come sono? Sono bravi?». Io rispondo sempre: «Certo, sono proprio bravi».

Ma come si fa a parlare generalmente di alunni? Ognuno di loro è diverso. E, nonostante insegni da un po’ di anni, non ho mai avuto nessuna classe uguale ad un’altra. Che, tra parentesi, è anche il motivo per cui quando mi chiedono se non mi annoio, anno dopo anno, a spiegare le stesse cose, posso rispondere che no, non mi annoio, perché ogni classe ha il suo stile, il suo modo di studiare, o di non studiare, e il suo modo di affrontare gli argomenti che propongo. Come già dicevo qui

Come ogni insegnante sa, se è pur vero che ogni classe è diversa, è altrettanto vero che in ognuna compaiono delle tipologie di alunni, dei “tipi” che, come le maschere della Commedia dell’Arte, mettono in scena dinamiche simili.

  • C’è l’alunno secchione, che studia per il voto ed esibisce i suoi voti come medaglie. Generalmente non risulta simpatico ai suoi compagni, anche perché non suggerisce mai, non lo farebbe nemmeno sotto tortura. I professori spesso peggiorano la situazione, lodandolo davanti all’intera classe, e scavandogli per sempre la fossa dove seppellire la speranza di farsi qualche amico in classe. Passa gli intervalli attaccato a qualche professore giovane, unico simulacro di amicizia che riesca a coltivare.
  • L’alunno intelligente: non si ammazza di studio, ma riesce bene in tutto. Spesso è anche sportivo, coltiva tanti interessi oltre la scuola e mantiene rapporti rispettosi ma distaccati con i professori. In classe va d’accordo con tutti e spesso stringe amicizie durature con le pesti della classe, dimostrando così un precoce istinto politically correct. Guarda anche le ragazzine, ma più spesso è inconsapevole del suo fascino di bravo ragazzo.
  • L’alunno saputello. La maggior parte dei suoi professori lo teme come la peste: egli non è particolarmente intelligente, né può vantare i voti del secchione, ma tormenta l’insegnante con le sue domande fuori luogo, poste solo per impressionare l’uditorio. Cita a casaccio puntate di Superquark, letture di Focus e siti divulgativi in Internet. Spesso la sua fine è miserabile: spernacchiato dai compagni e tacitato senza troppi riguardi dai professori. Si sfoga sui fratellini o cuginetti più piccoli, che lo ascoltano come l’oracolo.
  • L’alunna vanitosa. Ogni classe ne ha almeno una in dotazione, spesso più d’una. Ella vive la sua giornata scolastica come una grande occasione di farsi ammirare. Scuote le chiome quando è interrogata alla lavagna, si rimira nello specchietto durante le lezioni, si spia nelle vetrate dei corridoi, si specchia beata nello spogliatoio prima e dopo le lezioni di ed.fisica. È totalmente impermeabile a discorsi che non riguardino il suo aspetto; le uniche lezioni che segue sono quelle di Storia dell’arte, perché si immedesima con la Venere di Botticelli e con le donne ritratte da Boldrini.
  • L’alunna innamorata. La si riconosce facilmente: esibisce occhi a cuoricino per tutto l’anno scolastico. Inoltre passa le ore a spiare sms d’amore sul cellulare o a trascrivere canzoni d’amore sul diario. Quando è felice ha la camminata saltellante e allegra di Winnie the Pooh; quando è affranta lascia scie di lacrime per tutto l’edificio e cammina circondata dalle amiche, tipo coro greco.
  • L’alunno servizievole: si offre per ogni piccolo incarico, in modo compulsivo e reiterato. Distribuisce fotocopie, ritira ricerche e le consegna all’insegnante, corre a chiamare la bidella se l’insegnante ne ha bisogno, porta avvisi e comunicazioni nelle altre classi. Avvia e predispone il computer o la Lim in classe, ricopia appunti per i compagni assenti, trasporta libri e registri in sala professori. Quando torna a casa è troppo stanco per studiare, e poi non riuscirebbe lo stesso: non ha capito una parola di nessuna lezione, era impegnato a rendersi utile.
  • L’alunno chiacchierone: chiacchiera sempre e ovunque. Nell’atrio, in classe, in palestra, nel laboratorio linguistico, in quello scientifico, all’intervallo, al cambio dell’ora, durante l’ora, mentre scrive, mentre l’insegnante spiega, mentre prende appunti. Si ammutolisce solo quando è interrogato: lo psicologo lo ha chiamato mutismo selettivo ed ha consigliato di curarlo. I suoi insegnanti suggeriscono, come cura, una terapia d’urto: legargli la lingua con materiale atossico e non pericoloso. Da settembre a giugno dovrebbe bastare.
  • L’alunno timido. Non parla mai; ha cura di sistemarsi in ultima fila, dietro l’alunno più alto della classe. Il suo intento sarebbe quello di sparire, di trascorrere i suoi anni scolastici senza essere mai chiamato, interpellato, interrogato. Quando lo si chiama, risponde «Io?», con il tono incredulo del passante che viene fermato per strada dal giornalista a caccia di opinioni. Per le imperscrutabili leggi delle dinamiche scolastiche, spesso è l’amico del cuore dell’alunno chiacchierone.
  • L’alunno che ha sempre la scusa pronta. Simpatico e sfrontato, non ha mai il libro, il quaderno, il diario, l’astuccio, la cartelletta dei disegni, il compito. Però ha un repertorio di scuse da far invidia a Jonh Belushi in The Blues Brothers (Le cavallette…) e una fantasia degna di uno scrittore di fantasy
  • L’alunna fashion: attende la gita per sfoggiare i suoi ultimi capi. Per gli insegnanti non prova nessuna stima: sono troooppo antiquati! Si rivolge solo ad eventuali supplenti giovani e carine per chiedere loro dove hanno acquistato quel favoloso paio di stivali così trendy.
  • L’alunno ribelle. Ciuffo alla James Dean, situazione familiare difficile, tanta rabbia repressa che rischia di esplodere una o due volte al giorno. È il terrore dei giovani supplenti perché, come un lupo nel branco, rispetta solo chi si dimostra più forte: il professore alfa. Quando lo riconosce, si comporta bene solo con lui, studia solo la sua materia, ascolta solo i suoi suggerimenti. E gli altri che si arrangino,  per lui semplicemente non esistono.
  • L’alunno negoziatore. È il sindacalista della classe, colui o colei che deve sempre prendere le parti sia dell’insegnante sia dell’alunno di turno. Cerca il compromesso, la soluzione, è una sorta di Metternich scolastico e la classe è il suo Congresso di Vienna
  • L’alunna viperetta: sveglia, furba e veloce. Di mente e di favella: ha sempre la battuta pronta, sa imitare i compagni e i professori. Studia il necessario, si barcamena e dà il meglio solo nelle prove finali. Vende bene quello che sa, è campionessa nell’arte di girare attorno alla risposta e stordire l’insegnante di chiacchiere per evitare le domande più difficili.

E voi, che tipo di alunni siete stati?

4 commenti su “Foto di classe

  • Gentile Professoressa, Le scrivo dal programma tv Nel Cuore dei Giorni di TV2000 (visibile sul canale 28 del digitale terrestre, su SKY 801 e in streaming http://www.nelcuoredeigiorni.tv2000.it ) Le abbiamo mandato un’email all’indirizzo ‘labiondasonoio@gmail.com’ con richiesta di contatto per le sue interessanti riflessioni sul tema no ai compiti.
    Le saremmo grati se potesse contattarci al più presto. Grazie, la redazione di Nel Cuore dei Giorni

  • intelligente-timido-negoziatore, trentatre-trentatre-trentatre [cit.] mediando diverse opinioni:
    la prima dei prof (e mia quando mi svegliavo ottimista)
    la seconda mia e basta
    la terza dei miei compagni, che mi hanno ripetutamente e ostinatamente eletto rappresentante di classe per tutto l’ultimo triennio dello scientifico…

    Gianc.

  • Per me, quest’anno:
    – un paio di ribelli (Weber e soprattutto Scugnizzo, dei Pesci);
    – un insopportabile Saputello (Earnest)
    – svariati servizievoli (tra i Merry Men): in primis Soldino e soprattutto Cirillo Skizzo
    – piccoli negoziatori crescono (Inquieta e Pippi per i Pesci; nei Merry Men Piccolo Giovanni; e un po’ anche la Pesciolina);
    – un po’ di solito timidi

    Nella mia tipologia, aggiungerei solo il Ridanciano (per me, nella storia, Giglio Tigrato dell’Onda e ora il Panda): quello che ride sempre e comunque, di gusto pieno.

  • @Beatrice
    Le ho risposto in pvt. A domani
    @Gianc
    bella combinazione di tipologie… comunque chi è eletto rappresentante viene ritenuto affidabile e maturo 🙂
    @Povna
    Se ti conosco almeno un po’, a te piacciono tutte le tipologie, vero? Come me, in ognuno trovi del buono…
    Il ridanciano mi manca quest’anno, ma l’ho avuto, e Io chiamavo “Cuor contento”.

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