Violenza, donne e Barbablù

Pubblicato aprile 4, 2012 da labiondaprof

Il blog di Loredana Lipperini in questi giorni si occupa di violenza alle donne e di un incontro avvenuto il 23 marzo, in cui diverse donne, giornaliste, scrittrici, e altre che si occupano di questo tema, hanno dato vita ad un confronto da cui sono emerse molte cose interessanti.

Io che in questo periodo per mestiere, interesse personale e familiare (la Biondina), vivo tra fiabe, favole e principesse, ho pensato alla fiaba di Barbablù. http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe-classiche/charles-perrault/522-barbablu.html

Come si può interpretare e attualizzare questa fiaba che molti studiosi hanno interpretato secondo le coordinate psicologiche della curiosità sessuale (e della proibizione? Molti studiosi parlano della fiaba di Barbablù come di una fiaba che descrive con accuratezza e precisione le dinamiche psicologiche dell’ingenuitàL’ingenuità della donna che vuole fidarsi, e affidarsi, ad un uomo dalla natura violenta e distruttiva e per questo rischia la vita.

Ecco la fiaba, e le osservazioni.

C’era una volta un uomo, che avea belle case e belle ville, vasellame d’oro e d’argento, mobili ricamati, carrozze tutte dorate; ma per disgrazia quest’uomo avea la barba blu; e ciò lo rendeva così brutto e terribile, che non c’era donna o ragazza che non scappasse in vederlo.

Ecco un uomo violento, che le donne sfuggono. Nonostante le sue ricchezze e le sue qualità, egli è portatore di una violenza e un istinto aggressivo così distruttivo che le donne ne sono terrorizzate.

Poi Barbablù conosce due sorelle bellissime; ne chiede una in moglie, lasciando alla madre delle ragazze la possibilità di scegliere. Nessuna delle due, inizialmente, lo vuole sposare: hanno paura perchéBarbablù si era già sposato  parecchie volte ma non si era mai saputo cosa fosse successo alle sue mogli. Poi però il ricco signore organizza feste, cene, serate, fa sfoggio di ricchezza e convivialità e la sorella minore…  tutto in somma andò così bene che la più giovane cominciò a trovare che il padron di casa non avea la barba tanto blu e che era un uomo proprio come si deve. Tornati appena dalla villa, il matrimonio fu conchiuso.

Ecco che una donna,ingenua per età o inesperienza, mettendo a tacere il suo istinto, che le aveva fatto intuire la vera natura dell’uomo violento, comincia a trovarlo affascinante e allora si autoconvince che lui non è come lo vedono tutti gli altri, che è un uomo dabbene, e “la sua barba non è così blu”. E non si chiede più perché le donne che sono state sposate con Barbabù sono sparite nel nulla, cioè hanno sofferto; non ascolta i segnali d’allarme che il suo intuito le aveva fatto percepire.

Poi Barbablù parte per un viaggio e raccomanda alla moglie di divertirsi in sua assenza, ma di non aprire mai un piccolo stanzino. Nonostante la proibizione, o forse proprio per quella, la curiosità della giovane moglie cresce fino ad essere incontenibile. Così prende coraggio e… Arrivata all’uscio del gabinetto, si fermò un poco, pensando alla proibizione del marito e al pericolo della disobbedienza; ma la tentazione era così forte che non seppe resistere: prese la chiavettina e aprì tremando la porta del gabinetto.

La donna disobbedisce ad una imposizione dell’uomo che la mette alla prova, per affermare il proprio potere su di lei.

Quello che la donna scopre è spaventoso e orribile: tutte le mogli di Barbablù sono lì, morte, accatastate e insanguinate.

La donna ha scoperto la vera natura dell’uomo che ha sposato: un violento, che è già stato violento con altre donne.

Poi la moglie lascia cadere la chiavetta dello stanzino nel sangue e…
Notò che la chiavetta era macchiata di sangue, l’asciugò due o tre volte, ma il sangue non se n’andava; per quanto lavasse e fregasse con sabbia e pietra pomice, il sangue rimaneva sempre, perchè la chiavetta era fatata, né c’era mezzo di pulirla a dovere: quando si levava il sangue da una parte, lo si vedeva uscire dall’altra.

La donna non riesce a dimenticare o rimuovere la verità che ha scoperto e che la sconvolge. Non serve non pensarci, cioè cercare di “pulire” la memoria.

Quando torna Barbablù scopre tutto, e minaccia di ucciderla e di mandarla a far compagnia a tutte le altre mogli nello stanzino. La moglie chiede solo un po’ di tempo per pregare. Invece di pregare cerca la sorella e, prendendo tempo, aspetta l’arrivo dei fratelli. I fratelli alla fine arrivano e la salvano.

Se la donna, prendendo un po’ di tempo, riesce a farsi aiutare dalla parte più razionale di se stessa (la sorella maggiore, quella che non aveva mai dubitato della natura malvagia di Barbablù) e a chiedere aiuto ad altri ( i fratelli), riuscirà a salvarsi.

Barbablù non ha eredi, la moglie quindi eredita tutto. Impiega una parte delle sue ricchezze per far sposare la sorella con un gentiluomo, una parte per premiare i suoi due fratelli e soprattutto… il resto a maritarsi lei, con un uomo molto per bene, il quale le fece dimenticare il brutto tempo passato in compagnia di Barbablù.

La donna fa tesoro della sua esperienza, premia chi l’ha aiutata e infine trova un uomo che le vuole bene davvero, lo riconosce e lo sposa.

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2 commenti su “Violenza, donne e Barbablù

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