La biondaprof in onda!

Pubblicato aprile 11, 2012 da labiondaprof

Ieri ho partecipato alla puntata della trasmissione Nel cuore dei giorni; si parlava di scuola, alunni e compiti.

Ho già spiegato qui come si è creata questa occasione: https://labiondaprof.wordpress.com/2012/04/06/labiondaprof-in-tv/

Qui il link alla puntata del 10 aprile 2012

Sono stata contenta di questa esperienza: io ero nello studio di Milano, mentre tutti gli altri erano nello studio di Roma, ma mi è stato dato lo spazio necessario per dire quello che volevo sui compiti e, en passant, sul rapporto scuola-famiglia.

Vorrei fare due o tre considerazioni personali, sullo stile di Renzo Tramaglino nel finale dei Promessi Sposi:

  1. Ho imparato che il pomeriggio in cui prendi il  treno dal paesello per Milano, esso partirà e arriverà in ritardo, esattamente come anni prima il treno ritardava, o si fermava per un fantomatico guasto, o era soppresso causa sciopero selvaggio proprio proprio il giorno dell’esame.
  2. Ho imparato che nella stazione del paesello gli anni che passano non migliorano le cose: le macchinette obliteratrici erano guaste allora, sono guaste adesso.
  3. Ho imparato che spostarsi con il taxi è infinitamente più comodo che prendere la metropolitana… d’ora in poi voglio fare come Carrie Bradshaw: Taaaxiii!
  4. Ho imparato che la telecamera non mi fa nessuna soggezione… forse perché ho preso il tutto come un piacevole diversivo e non come un dovere o un lavoro?
  5. Ho imparato che esistono trasmissioni in cui si può parlare di un argomento scottante, come quello dei compiti, senza urlare, senza togliersi la parola, senza fare sceneggiate. Un talk show dai toni pacati, ed educati: ne sono rimasta piacevolmente sorpresa…
  6. Ho imparato che in tv il mio accento bergamasco, che io mi illudevo fosse poco marcato, data anche la metà ladina della mia origine, si sente parecchio. Praticamente, riascoltandomi, mi sembrava di essere un clone di Tata Francesca!
  7. Ho imparato che anche i genitori dell’AGe possono essere equilibrati, consapevoli dell’importanza dei compiti, dello studio e della fatica. I compiti sono ineludibili: quando la rappresentante dell’AGe in studio ha detto questa frase, l’avrei abbracciata, se fossi stata a Roma.
  8. Ho imparato che la Biondina, guardandomi da casa, mi salutava e si stupiva che io non la salutassi a mia volta… però non si è stupita per nulla di vedermi in tv. Anzi, era tutta compiaciuta, “come i cartoni”, ha detto la piccola unna… Praticamente una mamma Hello Kitty, la prossima volta indosserò una T-shirt rosa. Che in tv è un colore che spicca:-)
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9 commenti su “La biondaprof in onda!

  • Io ti ho visto Bionda. E, accerchiata da un parterre di gente (con l’eccezione della mamma genitora) tutta schierata e quello che da spettatore sembrava in netta mala fede, hai fatto un figurone.
    Sono d’accordo su tutto (in specie sulla spudoratezza – lo dico in senso positivo – da microfono, cosa della quale anche io mi accorsi a proposito di me stessa quando finii in radio e poi in TV la prima volta). Tranne che sul giudizio della trasmissione. Che ho trovato faziosa e sottilmente strisciante. Meno male che tu c’eri. E hai sostenuto le nostre idee (in senso vario e multipolo) con tutta la tua bravura!

  • Bilancio positivo!!
    Anche a me ha colpito il fatto che si sia potuto “parlare di un argomento (…) senza urlare, senza togliersi la parola, senza fare sceneggiate (…)”.
    Mi sembra che siano anche emersi vari spunti utili a genitori e insegnanti, che meritano di essere ripresi in altra sede.

    @ ‘POVNA.
    La mia prospettiva è un po’ differente dalla tua, ma ti leggo con interesse. Posso garantirti, comunque, che almeno il maestro di scuola primaria che ha telefonato da Palermo era – oltre che un po’ emozionato – in assoluta buona fede :))

  • Complimentoni! Per quanto riguarda il tuo accento non era poi così marcato, e comunque l’accento anche se diverso ce l’aveva anche il conduttore. Sei stata in gambissima! Mi faceva sorridere la controparte interpellata: un professore universitario! Cosa ne sa?

  • Anche io concordo con tutto quel che hai detto in quella trasmissione.
    Ma quel di cui sei stata portavoce, è così ostico da capire e ritrovare normalmente nella scuola (il privilegiare la lettura, le esperienze personali; preferire lo sbaglio alla pagina bianca – o peggio all’aiuto dei genitori…)? Ecco, questo mi lascia perplessa.
    Per questo avverto anche io quello che notava ‘Povna: in fondo, la conduttrice mi sembra volesse solo ribadire che i compiti non vadano comunque dati…

  • Mah…ai due conduttori avrei sparato senza rimorsi (anche alla signora telefonica che non vuole i compiti perchè deve andare alla processione).
    Per il resto vorrei chiedere al professore universitario se i ragazzini non imparano a studiare poi ci pensa lui all’università?

  • Comunque l’accento bergamasco non è forte, è che noi stessi siamo sempre i nostri giudici più severi 😉

    Concordo sul giudizio della rappresentante dell’age, infatti l’ho detto anche da me. Altra cosa che mi ha colpito (e sulla quale la conduttrice ha glissato) è il commento sul fatto che ci dovremmo interrogare sul perché i ragazzi non accettano le sconfitte o i fallimenti, vedi voto negativo. Brava mamma! Che poi, come sottolineavi anche tu, siamo mamme anche noi, “forse” dovremmo stare dalla stessa parte.

  • @sergio fenizia
    eri tu il maestro di Palermo? Ma grazie di aver chiamato:-)
    @destinazioneestero
    Infatti, un professore universitario di pedagogia non mette piede concretamente mai nelle aule delle nostre scuole…
    @Monica
    sì, il messaggio che temevo passasse era che i compiti fanno solo male… però, ribadisco, mi hanno fatto intervenire più di quello che potessi pensare…
    @Vnnvvvn
    Ma infatti poi abbiamo un altissimo numero di studenti fuori corso: sarà perché non hanno imparato ad organizzarsi nei compiti e nello studio autonomo negli anni delle medie e delle superiori? Chissà:-)
    @aliceland
    quando risento la mia voce non mi sembra addirittura la mia, figurati! Anche io ho colto quel riferimento ai figli che non accettano le frustrazioni, un no come un brutto voto, però poi il discorso è stato lasciato lì, sarebbe stato interessante. Comunque è la prima rappresentante Age con cui mi trovo così in sintonia, davvero.

    • Sì. Ma non hai letto la posta elettronica?
      Comunque, se non l’avessi saputo da te, una trasmissione del genere me la sarei persa di sicuro. E invece ne è valsa la pena. Tra l’altro, le idee che hai veicolato – pur essendo di buon senso – devono assolutamente essere riprese e divulgate (anche in ambito accademico! – a quanto pare).

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