Cose fare nel week end a Bergamo: Storia Locale

Pubblicato maggio 27, 2012 da labiondaprof

Il tempo non promette sole, ma insomma, basta che non piova.

  • Visita ad un bellissimo palazzo di Bergamo, Palazzo Moroni: visitabile il palazzo e il parco, due ettari di meraviglia

  • Visita ai castelli dell’Oglio, ricordando alcune battaglie importanti: castello di Cividate al Piano(Bg), castello di Pontoglio (Bs). Ora, è proprio la  mia zona, una manciatina di Km dal Comune in cui sono nata e da quello in cui mi sono trasferita. A scuola, non tutti gli anni, ma quando ho un’ora o due in più di laboratori o compresenze, organizzo un piccolo corso di storia locale, incentrato soprattutto sul periodo medievale: e allora ecco il castello di Romano di Lombardia, ecco il mio amatissimo Castello di Malpaga, ecco i castelli di Cividate e Pontoglio e le battaglie. Quali? Una di importanza assoluta, non solo territoriale, ed è la battaglia di Cortenuova. E poi la battaglia delle Grumore, e la battaglia della Malamorte (nome quanto mai evocativo). In estrema sintesi: la battaglia di Cortenuova si svolse nel 1237, quando i ghibellini bergamaschi si allearono con l’imperatore Federico II nello sfondo della lotta dei Comuni lombardi per l’autonomia (Sì, la Lega Lombarda, quella del Carroccio, del giuramento di Pontida e  della battaglia di Legnano, la Lega vera, insomma…). Si narra che Federico II potesse anche contare sui suoi arcieri saraceni, un esercito multietnico, vedi un po’, e travolse le armate guelfe . Le altre due battaglie sono invece precedenti ed ebbero risonanza ed importanza più locale: rientrano nella serie di scontri che Bergamo e Brescia ebbero per contendersi il dominio sull’Oglio: perciò lungo le sponde del fiume nacquero castelli e borghi fortificati in posizioni strategiche. La battaglia delle Grumore (località tra Palosco e Cividate) fu vinta dai bresciani nel 1156; la battaglia, violenta e assai cruenta , detta della «Malamorte» venne combattuta nel 1191vicino a Cividate e fu vinta ancora dai bresciani. Cavalli e cavalieri caddero nel fiume e le cronache contemporanee narrano un Oglio diventato rosso per il sangue. E tutto ciò a me ricorda sempre il verso di Dante “lo strazio e il grande scempio che fece l’Arbia colorata in rosso…”  Ah, poi arrivò Venezia, e il Leone di San Marco conquistò sia Bergamo che Brescia, e allora non ci furono più battaglie. In realtà una certa rivalità, accesa, esiste tra bergamaschi e bresciani: affini per storia, cultura, dialetto e tradizioni, sono e si sentono, appunto, rivali.  Qui l’etimologia ci viene in aiuto: il rivale è colui che sta dall’altra parte del fiume (rivus), quindi è un vicino, ma un vicino scomodo, minaccioso, da cui guardarsi… La parte più accesa e becera di questa antica rivalità ormai è confluita nella opposizione, chiamiamola così, tra le due tifoserie di calcio. Gli atalantini e i tifosi del Brescia si odiano cordialmente, e se qualcuno li chiama “cugini” si sentono prudere le mani. Le antiche rivalità perdurano, in forme diverse, ma è giusto conoscerene le cause, no?

Ovviamente la Biondina verrà trascinata per castelli, con la scusa di una principessa che viveva lì, e forse forse è ancora lì…

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