Archivi

Tutti gli articoli per il mese di giugno 2012

Spread!

Pubblicato giugno 29, 2012 da labiondaprof

Jesse Owens , Olimpiadi di Berlino 1936.

Quattro medaglie d’oro: 100 metri, 200 metri, salto in lungo, staffetta

 

Mario Balotelli, Europei 2012, Varsavia: Italia-Germania

2 goal

Annunci

Ascolta il mio cuore: il venerdì del libro

Pubblicato giugno 22, 2012 da labiondaprof

Ascolta il mio cuore

di Bianca Pitzorno

Prisca, Elisa e Rosalba, tre amiche che frequentano la stessa classe; gli zii di Prisca, Leopoldo, Casimiro e Baldassarre, Dinosaura, la tartaruga di Prisca.

Ecco i protagonisti di questo libro, delizioso, di Bianca Pitzorno, la storia di un anno scolastico vissuto intensamente: le alunne più brave faranno “il salto”, cioè passeranno dalla IV elementare direttamente alla I media.

Così, con questo libro che parla di scuola, saluto gli alunni della mia classe terza, che questa settimana conclude gli esami e si avvia verso l’orizzonte delle scuole superiori, mentre io idealmente sventolo un fazzoletto per congedarmi da loro…

Sonia Topazio e gli orrori di ortografia

Pubblicato giugno 21, 2012 da labiondaprof

Per me sono giorni di esami: la mia classe terza, come dicevo QUI, ha affrontato 5 giorni di prove scritte:

  1. Tema d’italiano
  2. Prova di matematica
  3. Inglese
  4. Francese
  5. Invalsi

Ora è il momento degli orali.

Però, parliamoci chiaro: è difficile, difficilissimo far capire loro che bisogna studiare per se stessi, per costruirsi una cultura, e trovare ( o inventarsi) un lavoro decente che dia qualche soddisfazione, per avere una vita degna.

Trovo che sia sempre più difficile trasmettere certi valori, e remare in una direzione, quando la società rema dalla parte opposta.

Per esempio: questa gran donna di Sonia Topazio, attualmente capo ufficio Stampa di un ente importante, l‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Si autodefinisce scrittrice e giornalista, laureata in Lettere alla Sapienza di Roma, dopo una breve ma intensa carriera di attrice (anche di film, diciamo così, scollacciati)

Oltre a rivendicare, con un certo orgoglio (degno di miglior causa) e molta arroganza, di aver ottenuto il posto per raccomandazione di un politico, è anche un’incompetente. Perché non sa scrivere, cioè non sa fare quello per cui è stata assunta ed è, credo lautamente, pagata… Non ci credete?

Bene, la maga dei comunicati stampa, colei che dovrebbe maneggiare le parole e conoscerle alla perfezione, guardate un po’ cosa scrive nel suo sito, nella sezione “Giornalista”:

sì, avete letto bene:

LA GIORNALISTA

Dopo la laurea in lettere presso l’Università di Roma “La Sapienza”, Sonia si mette alla ricerca di un lavoro nuovo rispetto alle sue passate esperienze da modella e attrice, e dopo diversi mesi approda all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) dove, inizialmente, ricopre un ruolo diverso da quello attuale.
Durante i primi mesi si annoia un pò, e così, nelle pause, inizia a scrivere un gossip sulla scienza che prendeva in giro gli scienziati nel mondo; è piaciuto a Roberto D’Agostino che lo ha pubblicato sul suo Dagospia. Sonia riceve telefonate da tutta la penisola per complimentarsi di un’idea che alla stessa Sonia appariva sinceramente un pò goliardica e pazzarella.
Il bellissimo ed efficente ente dove Sonia era appena entrata a lavorare, aveva però un difetto facilmente risolvibile: mancava di un ufficio stampa. Forte del suo tesserino da giornalista, Sonia propone di costituirlo dopo un periodo di prova.
Il periodo di prova va a gonfie vele e l’ufficio stampa inizia a funzionare a pieno ritmo: Sonia viene nominata capo ufficio stampa, con uno staff composta da quattro persone.
Come giornalista continua a scrivere articoli per varie testate (vedi rassegna stampa).
È anche scrittrice: la sua opera prima e’ “Il Taglio nell’Anima”.

I miei alunni po’ lo sanno scrivere correttamente, cioè con l’apostrofo e non con l’accento… e non sono ancora laureati. Ah, anche efficiente con la i…

Domani devo ricordarmelo, quando li interrogherò!

Inoltre, è deontologicamente “sbadata”: cosa ci fa la notizia del suo libro sul sito ufficiale dell’Istituto? Non poteva pubblicizzarlo solo sul suo sito?

E nella rassegna Stampa, mixati ad articoli sui terremoti in Emilia, ecco una marea di articoli su di lei e il suo passato…

Ma non si può licenziarla?

 

Compiti delle vacanze?

Pubblicato giugno 16, 2012 da labiondaprof

La scuola è finita, ok ci sono gli esami per alcuni, ma per quasi tutti è ora di gettare lo zaino, la cartella, gli astucci, il diario e i libri in un angolino… e i compiti?

Argh! Il tema dei compiti sì/compiti no è antica quanto la scuola, credo. Riesco a  immaginarlo, un piccolo egiziano che prende a calci un sassolino ai piedi delle piramidi ed esclama Ma insomma, va bene che dovrò essere uno scriba, da grande, ma almeno in estate il papiro vorrei dimenticarmelo, e andare a giocare come tutti gli altri…

Oppure un piccolo romano che brontola, vicino al Campidoglio Uffa, voglio andare anch’io a prendere a sassate le oche, invece di stara ancora in casa tutti i pomeriggi, con quel noioso di liberto, a incidere ste 4 tavolette, e poi cancellarle, e poi inciderle ancora...

Insomma, da che mondo e mondo, gli scolari odiano i compiti delle vacanze, e noi insegnanti invece ci ostiniamo a darli.

Ebbene sì, come si evince da altri post, come questo e questo, nonché dal mio intervento televisivo, io sono per i compiti. Cum grano salis però. Come suggerisce l’insegnante Sergio Fenizia in questo intervento:  http://sergiofenizia.blogspot.it/p/eduvacanze.html

E quindi: i compiti estivi servono o non servono? Sono uno stress, un’inutile perdita di tempo o un modo per non dimenticare tutto quanto si è appreso, con fatica, in un anno scolastico?  Recenti studi americani hanno dimostrato che le vacanze estive portano a una progressiva e inevitabile perdita di conoscenze e abilità, fino al 25% di quelle acquisite durante l’anno. So, per esperienza, che i risultati di queste ricerche non sono affatto sorprendenti: a settembre i bambini e i ragazzi hanno dimenticato molte nozioni e molte competenze che a giugno erano invece ben presenti. Non dimentichiamo che il cervello va allenato e tenuto costantemente in attività a qualsiasi età. È giusto che un bambino o un ragazzo godano del meritato riposo nelle vacanze, ma il cervello non può permettersi di riposare tutto il tempo. Lo scopo dei compiti delle vacanze quindi non è quello di rovinare la vita agli alunni e alle loro famiglie, né tantomeno di far svolgere da soli parti del programma che l’insegnante non ha terminato, ma è quello di non far perdere elasticità mentale al bambino e permettergli di conservare le abilità e le conoscenze acquisite durante i lunghi mesi scolastici.

Fermo restando che gli insegnanti dovrebbero assegnare una quantità ragionevole di compiti, orientati soprattutto all’esercizio della lettura (libri, anche a libera scelta) in italiano e all’applicazione in matematica, potrebbero anche assegnare compiti legati alle vacanze e all’estate: un diario di viaggio, un reportage di un luogo visitato, la storia di una nuova amicizia, un film particolarmente significativo ecc. Il tutto calibrato ovviamente sulla fascia d’età del bambino o del ragazzino.

Da parte loro i genitori non dovrebbero mai far diventare i compiti un leitmotiv delle giornate estive, non ha senso che chiedano mille volte al giorno «Hai fatto i compiti?» o minaccino punizioni apocalittiche, né devono mai sostituirsi ai figli e fare i compiti al posto loro o con loro.

Infine, l’ultimo consiglio, semiserio: mai sbuffare, facendo capire che i compiti, secondo voi, sono troppi. In questo modo otterrete due effetti, entrambi negativi: delegittimare l’insegnante di vostro figlio e fornirgli un comodo alibi per non svolgere i compiti o per svolgerli superficialmente e di malavoglia.

E ora, davvero, buone vacanze…

Domani, un post sui giochi dell’estate, e un blog molto carino che si occupa di gioco e crescita: giocarepercrescere.blogspot.it/

 

Il manuale del perfetto marito per il Venerdì del libro

Pubblicato giugno 15, 2012 da labiondaprof

Per questo venerdì, propongo il mio libro: sì, sì, l’ho scritto proprio io.

Si intitola Il manuale del perfetto marito. Ecco la copertina:

La scheda del libro la potete trovare nel sito della Sesat: http://www.sesatedizioni.it/il-manuale-del-perfetto-marito/

Io posso aggiungere che è divertente, ironico, mooolto scanzonato. Prende in giro, affettuosamente ma con un certo disincanto, i comportamenti, i pregi e i difetti delle tipologie più diffuse di marito. Si va dal marito pignolo al marito gourmet, dal marito cinefilo al marito trash, da quello trendy a quello equo e solidale… Insomma, direi che ci sono quasi tutti.

Si può acquistare dal sito della Sesat (versione cartacea o ebook) ma si può anche tranquillamente ordinare in ogni libreria.

Ci tengo a dire che la mia parte, i miei diritti d’autore, saranno devoluti in beneficenza al reparto di Patologia Neonatale dell’Ospedale di Bergamo, una struttura molto qualificata. Mia figlia, che ora ha quasi 5 anni e sata bene, è nata prematura ed è stata lì per un periodo. Inutile dire quanto sono rimasta  legata a questo reparto…

Marylin: bionde, miti e dive

Pubblicato giugno 12, 2012 da labiondaprof

Ok, il titolo del post non è proprio originalissimo…

Ho visto il film Marylin, poche sere fa. Ero un pochino scettica, perché, parliamoci chiaro, Michelle Williams mi piace e mi era piaciuta in I segreti di Brokeback Mountain , però io quando la guardo a bruciapelo vedo la Jen di Dawson’s Creek. Nello stesso modo, ieri sera, guardando Katie Holmes nei panni di Jackie Kennedy, nel telefilm su La7, vedevo lei, Joey.

Comunque, dicevamo: Marylin. Il film, com’è noto, narra un periodo preciso della vita e della carriera della diva: la lavorazione del film Il principe e la ballerina, a Londra, con la regia di Laurence Olivier, e si basa su un libro scritto da un, alloragiovanissimo, Colin Clark, assistentealla regia, che riesce ad instaurare un contatto umano con la diva fragile, insicura, talentuosa e infelice.

Premetto che Il principe e la ballerina non rientra nei miei film preferiti della Monroe: io adoro Gli uomini preferiscono le bionde, Come sposare un milionario, A qualcuno piace caldo e, su tutti, Quando la moglie è in vacanza.

Il film è comunque interessante, anche se è piuttosto prevedibile in alcuni punti: le pillole, l’alcool, la fragilità della diva, la sua insicurezza e il bisogno di essere amata, sempre, da tutti coloro che la circondavano, la sua lancinante nostalgia di una famiglia che non aveva mai avuto, l’ossessione per” il metodo”.

Michelle Williams è credibile nella parte di Marylin, Kennet Branagh è odiosamente inglese al punto giusto… ma Julia Ormond è una pessima Vivien Leigh. Miss Rossella è uno dei miei miti personali, e ho sempre amato Vivien Leigh, il suo viso espressivo e i suoi occhi verdi capaci di saettare e ammaliare. Julia Ormond per me è ancora la fidanzata infelice di Vento di Passioni, e la Ginevra fedifraga e lagrimosa di Il primo cavaliere. Non può essere la splendida Vivien, no, no e no.

Ah, e c’è anche Hermione, cioè Emma Watson, very english and very cute.

Notti prima degli esami

Pubblicato giugno 11, 2012 da labiondaprof

La scuola è finita. E quindi: ite, missa est.

Per alcuni però, per alcuni e non per tutti.

Alla fine di un annetto pesantuccio come quello appena concluso, porto la mia classe 3 agli esami.

http://www.youtube.com/watch?v=99XKY6uNrOU

Ormai gli esami di terza media sono diventati un esamone, altro che la maturità… ci sono 5 scritti. Come dite? Più degli esami di maturità? Sì, ed esattamente:

  1. Tema di italiano
  2. Prova scritta di Matematica e Tecnologia
  3. Inglese
  4. Francese
  5. Prova nazionale Invalsi (italiano e matematica, per bontà ministeriale nella stessa mattinata).

Secondo me, un filino esagerato. Poi c’è il colloquio: niente tesina, si è deciso anche quest’anno. I poveretti dovranno, di fronte ad un documento mai visto (foto, brano antologico, riproduzione di un quadro etc) imbastire una mappa concettuale, collegando più materie (ops, discipline) e creando un percorso. Vado ad esemplificare: io, insegnante di Lettere, potrei proporre ad un alunno bravo in Storia una foto di Marylin e Kennedy insieme. Da lì, parte il percorso Kennedy-Nuova Frontiera-Usa-Pop Art (le opere di Andy Warhol)-Vita di Marylin in Inglese- Jackie Kennedy e Chanel in Francese… Troppo carino vero, un percorso così?

Invece, chissà perché, invece di volare alto, ci si appiattisce (loro, e noi) su: Ungaretti-Prima Guerra Mondiale, l’energia nucleare e le bombe atomiche-Seconda Guerra Mondiale, Futurismo in Letteratura, Storia e Arte, M.L.King-Usa-SudAfrica, La France-colonie francesi-guerra d’Algeria e decolonizzazione.

E comunque, la cosa importante è che sabato ci siamo salutati, e li ho visti un po’ contenti, un po’ spaesati, un po’ consci che quella era l’ultima nostra giornata insieme (gli esami sono gli esami, non fanno testo)… erano anche un po’ commossi.

E io pure.

Li ho presi in prima: erano piccolini, appena usciti dalle braccia delle loro maestre. Davano del tu ai professori, addirittura le prime settimane ti saltavano addosso appena entrata, chiamandoti “maestra”, per dire ogni cosa. Tipo: ho mal di pancia, posso uscire? Ho mal di testa, posso non far niente e posare la testa sul banco? Mia mamma ha partorito ieri, e la sorellina l’ho già vista, è brutta.

Erano più  bassi di me e, con le loro manine, facevano una fatica dannata ad aprire e chiudere gli anelli dei quadernoni diItaliano, Storia e Geografia (io li faccio prendere così, perché mi sembrano più comodi). Chiedevano con quale biro dovevano scrivere il titolo negli appunti… rossa, blu o nera? Piccoli sotto il peso di uno zaino che pareva enorme, sembravano piccole tartarughe ninja alla riscossa. Si lamentavano dell’intervallo troooppo corto, e ingurgitavano patatine come se non ci fosse un domani o un altro intervallo. Starnutivano e, spesso senza fazzoletto alcuno, tentavano di pulirsi il naso sulle maniche.

Ora sono tutti alti come me, o di più. I ragazzi hanno cambiato la voce, le ragazze sono sbocciate e imbellite. Maneggiano quadernoni, zaini e libri con perizia, anche se troppo spesso li aprono poco, quei bei libri pieni di sottolineature e schemini. E sono educati, rispettosi e tutti consci che, comunque vada, una parte della loro vita scolastica, e quindi della loro vita tout court, sta per finire.

Io li guardavo sabato, e pensavo che in questi tre anni li ho spronati, guidati, accompagnati, rampognati e rassicurati… e adesso li lascio andare, con l’ultimo viatico di una prova d’esame. E sento, come sempre, un po’ di malinconia, la ragionevole certezza che ho fatto del mio meglio, e la speranza che abbiano raccolto almeno un po’ di tutto quello che ho cercato di dar loro: la passione per le mie materie, l’abitudine al rispetto delle regole e al confronto civile delle diverse idee, i miei consigli di lettura, e i film, e il corso sul Cinema, e il Consiglio comunale dei ragazzi, e i 150 anni dell’Italia. E tante altre cose.

Poi a settembre ricomincerò tutto, con una nuova prima.

Ma loro, come coloro che li hanno preceduti saranno sempre “i miei alunni”.

Non so quanti colleghi mi possano, o vogliano capire… lei sì: qui