Chi ha paura del lupo cattivo?

Pubblicato giugno 6, 2012 da labiondaprof

Il lupo è una presenza antica e  costante nella vita dell’uomo, e ciò si riflette nel folklore e nelle fiabe: dal lupo di Cappuccetto Rosso (che occhi grandi hai, nonna, e che bocca grande…), al lupo della storia dei Tre Porcellini, alle favole di Esopo e Fedro.  A proposito di questi, quando avevo il tempo di dare ripetizioni di Latino, avrò fatto tradurre almeno una ventina di volte Lupus et agnus: At rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi. Superior stabat lupus, longeque inferior agnus…

E poi: lupus in fabula! 

E San Francesco e il lupo di Gubbio.

E il mio amatissimo Il richiamo della foresta

Fino ad arrivare ai licantropi di Twilight e di Cappuccetto Rosso Sangue

In realtà, non per moda, io sono sempre stata affascinata dai lupi: animali liberi, capaci di vivere nelle condizioni più impervie e difficili, intelligentemente organizzati secondo la logica del branco (tutta la storia del maschio alfa e altro che l’etologia ci insegna).

I lupi non sono estinti: sono stati avvistati nel febbraio di quest’anno nella mia amata Val Pusteria, l’anno scorso nella bergamasca e in Piemonte. E ovviamente in Abruzzo.

Ma questi animali rischiano l’estinzione: bracconaggio, difficili condizioni di vita e inquinamento del loro habitat.

Segnalo quindi l’iniziativa del WWF: progetto lupo.

Ricordo, infine, alcune parole tratte dal libro Io non ho paura, libro che parla delle paure infantili e di due bambini coraggiosi, protagonisti di una storia appassionante:

«Piantala con questi mostri, Michele. I mostri non esistono. I fantasmi, i lupi mannari, le streghe sono fesserie inventate per mettere paura ai creduloni come te. Devi avere paura degli uomini, non dei mostri».

Infine infine, ultima segnalazione: gli abitanti di una vallata della bergamasca, la Val di Scalve, e in particolare gli abitanti di Vilminore hanno l’antico soprennome di Luff, cioè lupi. (notevole l’assonanza con la parola tedesca Wolf). Nello stemma della Val di Scalve compare un orso, e la scritta Tutus in Silvis, cioè sicuro nei boschi.

Ed esiste persino un gruppo, i Luff, che fa musica popolare e dialettale: eccoli qui

4 commenti su “Chi ha paura del lupo cattivo?

  • c’è un libro bellissimo “L’odo. una storia d’amore”, in cui lupo e bambina cambiano di posto, vittima e carnefice si rovesciano e il finale non è più così sconatato. Una favola moderna, nera e piena di mistero, il mistero insondabile dell’amore che, nel momento in cui diventa passione ossessiva, si carica di pericolo…

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