Notti prima degli esami

Pubblicato giugno 11, 2012 da labiondaprof

La scuola è finita. E quindi: ite, missa est.

Per alcuni però, per alcuni e non per tutti.

Alla fine di un annetto pesantuccio come quello appena concluso, porto la mia classe 3 agli esami.

http://www.youtube.com/watch?v=99XKY6uNrOU

Ormai gli esami di terza media sono diventati un esamone, altro che la maturità… ci sono 5 scritti. Come dite? Più degli esami di maturità? Sì, ed esattamente:

  1. Tema di italiano
  2. Prova scritta di Matematica e Tecnologia
  3. Inglese
  4. Francese
  5. Prova nazionale Invalsi (italiano e matematica, per bontà ministeriale nella stessa mattinata).

Secondo me, un filino esagerato. Poi c’è il colloquio: niente tesina, si è deciso anche quest’anno. I poveretti dovranno, di fronte ad un documento mai visto (foto, brano antologico, riproduzione di un quadro etc) imbastire una mappa concettuale, collegando più materie (ops, discipline) e creando un percorso. Vado ad esemplificare: io, insegnante di Lettere, potrei proporre ad un alunno bravo in Storia una foto di Marylin e Kennedy insieme. Da lì, parte il percorso Kennedy-Nuova Frontiera-Usa-Pop Art (le opere di Andy Warhol)-Vita di Marylin in Inglese- Jackie Kennedy e Chanel in Francese… Troppo carino vero, un percorso così?

Invece, chissà perché, invece di volare alto, ci si appiattisce (loro, e noi) su: Ungaretti-Prima Guerra Mondiale, l’energia nucleare e le bombe atomiche-Seconda Guerra Mondiale, Futurismo in Letteratura, Storia e Arte, M.L.King-Usa-SudAfrica, La France-colonie francesi-guerra d’Algeria e decolonizzazione.

E comunque, la cosa importante è che sabato ci siamo salutati, e li ho visti un po’ contenti, un po’ spaesati, un po’ consci che quella era l’ultima nostra giornata insieme (gli esami sono gli esami, non fanno testo)… erano anche un po’ commossi.

E io pure.

Li ho presi in prima: erano piccolini, appena usciti dalle braccia delle loro maestre. Davano del tu ai professori, addirittura le prime settimane ti saltavano addosso appena entrata, chiamandoti “maestra”, per dire ogni cosa. Tipo: ho mal di pancia, posso uscire? Ho mal di testa, posso non far niente e posare la testa sul banco? Mia mamma ha partorito ieri, e la sorellina l’ho già vista, è brutta.

Erano più  bassi di me e, con le loro manine, facevano una fatica dannata ad aprire e chiudere gli anelli dei quadernoni diItaliano, Storia e Geografia (io li faccio prendere così, perché mi sembrano più comodi). Chiedevano con quale biro dovevano scrivere il titolo negli appunti… rossa, blu o nera? Piccoli sotto il peso di uno zaino che pareva enorme, sembravano piccole tartarughe ninja alla riscossa. Si lamentavano dell’intervallo troooppo corto, e ingurgitavano patatine come se non ci fosse un domani o un altro intervallo. Starnutivano e, spesso senza fazzoletto alcuno, tentavano di pulirsi il naso sulle maniche.

Ora sono tutti alti come me, o di più. I ragazzi hanno cambiato la voce, le ragazze sono sbocciate e imbellite. Maneggiano quadernoni, zaini e libri con perizia, anche se troppo spesso li aprono poco, quei bei libri pieni di sottolineature e schemini. E sono educati, rispettosi e tutti consci che, comunque vada, una parte della loro vita scolastica, e quindi della loro vita tout court, sta per finire.

Io li guardavo sabato, e pensavo che in questi tre anni li ho spronati, guidati, accompagnati, rampognati e rassicurati… e adesso li lascio andare, con l’ultimo viatico di una prova d’esame. E sento, come sempre, un po’ di malinconia, la ragionevole certezza che ho fatto del mio meglio, e la speranza che abbiano raccolto almeno un po’ di tutto quello che ho cercato di dar loro: la passione per le mie materie, l’abitudine al rispetto delle regole e al confronto civile delle diverse idee, i miei consigli di lettura, e i film, e il corso sul Cinema, e il Consiglio comunale dei ragazzi, e i 150 anni dell’Italia. E tante altre cose.

Poi a settembre ricomincerò tutto, con una nuova prima.

Ma loro, come coloro che li hanno preceduti saranno sempre “i miei alunni”.

Non so quanti colleghi mi possano, o vogliano capire… lei sì: qui

 

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9 commenti su “Notti prima degli esami

  • mi hai intenerito. forse coi piccoli qualche soddisfazione umana in più…ma quando è tempo di bilanci io dico troppi forse. Grazie però, di esserci, così misurata, garbata e vera. Stasera mi ci voleva 🙂

  • @Lagattagennara
    spesso con i piccoli qualche soddisfazione arriva, però è anche vero che quando iniziano a capire qualcosa in più, se ne vanno alle superiori…
    Grazie a te di leggermi, anche io ti leggo sempre, anche se commento poco 🙂
    e per stasera, un pat pat sulla spalla.

  • Toc toc… se posso lasciare un commento, ti dirò che sono nella tua stessa situazione. Tre anni da mamma-maestra-prof-strizzacervelli e alla fine, ai loro occhi, mi sentivo di essere solo una brontolona rompiscatole. Adesso andranno e spero tanto che qualcosa di quello che ho cercato di seminare germogli prima o poi, per dar qualche soddisfazione ad altrii. Io confido nella prossima nidiata, perché questa qui è andata un po’ storta. E ho il magone…

  • Arrivo ora a casa da ieri mattina, dopo tutto quel che ho scritto e (dunque) vissuto, e mi vengono i lucciconi. Se ti capisco, Bionda. Ti posso e ti voglio, insieme. Sempre. E loro saranno i tuoi alunni. Per sempre anche quello. Ti abbraccio forte, cara. E un augurio a loro (e a te) per il loro viaggio d’esame. Vi penso.

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