Compiti delle vacanze?

Pubblicato giugno 16, 2012 da labiondaprof

La scuola è finita, ok ci sono gli esami per alcuni, ma per quasi tutti è ora di gettare lo zaino, la cartella, gli astucci, il diario e i libri in un angolino… e i compiti?

Argh! Il tema dei compiti sì/compiti no è antica quanto la scuola, credo. Riesco a  immaginarlo, un piccolo egiziano che prende a calci un sassolino ai piedi delle piramidi ed esclama Ma insomma, va bene che dovrò essere uno scriba, da grande, ma almeno in estate il papiro vorrei dimenticarmelo, e andare a giocare come tutti gli altri…

Oppure un piccolo romano che brontola, vicino al Campidoglio Uffa, voglio andare anch’io a prendere a sassate le oche, invece di stara ancora in casa tutti i pomeriggi, con quel noioso di liberto, a incidere ste 4 tavolette, e poi cancellarle, e poi inciderle ancora...

Insomma, da che mondo e mondo, gli scolari odiano i compiti delle vacanze, e noi insegnanti invece ci ostiniamo a darli.

Ebbene sì, come si evince da altri post, come questo e questo, nonché dal mio intervento televisivo, io sono per i compiti. Cum grano salis però. Come suggerisce l’insegnante Sergio Fenizia in questo intervento:  http://sergiofenizia.blogspot.it/p/eduvacanze.html

E quindi: i compiti estivi servono o non servono? Sono uno stress, un’inutile perdita di tempo o un modo per non dimenticare tutto quanto si è appreso, con fatica, in un anno scolastico?  Recenti studi americani hanno dimostrato che le vacanze estive portano a una progressiva e inevitabile perdita di conoscenze e abilità, fino al 25% di quelle acquisite durante l’anno. So, per esperienza, che i risultati di queste ricerche non sono affatto sorprendenti: a settembre i bambini e i ragazzi hanno dimenticato molte nozioni e molte competenze che a giugno erano invece ben presenti. Non dimentichiamo che il cervello va allenato e tenuto costantemente in attività a qualsiasi età. È giusto che un bambino o un ragazzo godano del meritato riposo nelle vacanze, ma il cervello non può permettersi di riposare tutto il tempo. Lo scopo dei compiti delle vacanze quindi non è quello di rovinare la vita agli alunni e alle loro famiglie, né tantomeno di far svolgere da soli parti del programma che l’insegnante non ha terminato, ma è quello di non far perdere elasticità mentale al bambino e permettergli di conservare le abilità e le conoscenze acquisite durante i lunghi mesi scolastici.

Fermo restando che gli insegnanti dovrebbero assegnare una quantità ragionevole di compiti, orientati soprattutto all’esercizio della lettura (libri, anche a libera scelta) in italiano e all’applicazione in matematica, potrebbero anche assegnare compiti legati alle vacanze e all’estate: un diario di viaggio, un reportage di un luogo visitato, la storia di una nuova amicizia, un film particolarmente significativo ecc. Il tutto calibrato ovviamente sulla fascia d’età del bambino o del ragazzino.

Da parte loro i genitori non dovrebbero mai far diventare i compiti un leitmotiv delle giornate estive, non ha senso che chiedano mille volte al giorno «Hai fatto i compiti?» o minaccino punizioni apocalittiche, né devono mai sostituirsi ai figli e fare i compiti al posto loro o con loro.

Infine, l’ultimo consiglio, semiserio: mai sbuffare, facendo capire che i compiti, secondo voi, sono troppi. In questo modo otterrete due effetti, entrambi negativi: delegittimare l’insegnante di vostro figlio e fornirgli un comodo alibi per non svolgere i compiti o per svolgerli superficialmente e di malavoglia.

E ora, davvero, buone vacanze…

Domani, un post sui giochi dell’estate, e un blog molto carino che si occupa di gioco e crescita: giocarepercrescere.blogspot.it/

 

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15 commenti su “Compiti delle vacanze?

  • Sì a compiti meditati, graduati per alunno e legati come tu ricordi a esperienze dell’estate (città, libro, film) e delle quali il filo verrà ripreso a settembre.
    No alle inutili schede, gli esercizi di comprensione che Faeti definisce giustamente “la morte dei libri” e tutte quelle inutili cose. Liste di letture attraverso le quali si possano fare scorribande personali.
    Come al solito, ci intendiamo!

  • Compiti? Pochi, ben scelti, in qualche caso “personalizzati”, …e sempre sostituibili con altre attività e/o letture che la famiglia ritenga più opportune per il proprio figlio.

    Pochi, …perché poi l’insegnate dovrà correggerli…
    Ben ascelti, …perché altrimenti possono costituire una perdita di tempo.
    “Personalizzati”, …perché a volte alcuni alunni hanno necessità particolari (o interessi specifici).
    “Sostituibili”, …perché amiamo la libertà (anche degli altri), perché è possibile che qualche genitore abbia qualche buona idea (che magari estenderemo a tutta la classe l’anno sucessivo).

    Buone vacanze!

    P.S. Che onore essere citati su questo blog. Grazie.

  • contraria.

    contraria prima di tutto con il sistema scolastico che lascia per 90 gg (abbondanti) i ragazzi lontani dalla scuola.

    contraria ai compiti perché convinta che i ragazzi abbiano ottimi tempi di recupero e che l’obbligo di fermarsi anche durante le vacanze li porti ad odiare uno dei luoghi più importanti per la loro crescita, quello scolastico.

    proposta: fategli amare la lettura durante l’anno scolastico, cari insegnanti, a sti ragazzi. fategli venire la curiosità di scoprire di sapere di sperimentare. e allora studieranno. e chiederanno. e cercheranno libri e info (anche su web). e non smetteranno mai di cercare.

    e sui banchi torneranno più forti, più grandi.

    • Salve MOVIDA69.
      Interessante il tuo commento. Anticipo la padrona di casa e propongo qualche considerazione.

      Dici che sei “contraria prima di tutto con il sistema scolastico che lascia per 90 gg (abbondanti) i ragazzi lontani dalla scuola”.
      Tieni presente però che alcuni vedono in questi lunghi mesi estivi uno “spazio” ideale per lo sviluppo autonomo della creatività, proprio per la loro “lunghezza”. Tra l’altro, ci sono interessi che per essere coltivati o scoperti hanno bisogno di tempi lunghi…

      E’ vero, come dici, che la scuola è “uno dei luoghi più importanti per la loro crescita”, ma vorrei sottolineare “uno (dei più importanti)”. Ed è per questo che quei 90 gg non sono di per sé una cosa negativa. La scuola non può e non deve assorbire troppo. Ci deve essere spazio anche per altre realtà: famiglia, amici, associazioni sportive o artistiche, parrocchia, scout, e mille altre realtà che hanno grandi potenzialità educative.

      Il vero problema, secondo me, è che le famiglie a volte hanno difficoltà a sfruttare bene l’opportunità che un’estate ben vissuta può offrire. Ma la soluzione non la cercherei nell’espansione del “tempo scuola”, piuttosto cercherei di aiutare le famiglie a vivere nel modo migliore il tempo estivo, che è bellissimo e speciale anche perché molto lungo.
      Molti di noi (insegnanti) si impegnano spesso anche nel dare ai genitori suggerimenti in questa direzione.

      Se ci si mette in questa prospettiva, paradossalmente, 90 giorni possono diventare pochi per …leggere, curiosare, scoprire, sperimentare, cercare…

  • piacere Sergio.
    mi sa che sono “andata anche leggermente fuori tema”. pazienza, eh? 🙂 siam passati dai compiti alle attività mi sembra, no?

    leggo con attenzione e mi chiedo: ok ma perché queste attività che “permettono uno sviluppo autonomo della creatività” non le spalmiamo sui 365 giorni dell’anno? (ma è provocatoria)

    poi tu dici: “Il vero problema, secondo me, è che le famiglie a volte hanno difficoltà a sfruttare bene l’opportunità che un’estate ben vissuta può offrire”.

    a mio parere alcune famigle (dico alcune anche se sono parecchie per quel che vedo io ma magari la mia è una realtà di nicchia e non vorrei generalizzare) hanno problemi perché le opportunità non ci sono e quelle che ci sono comunque costano parecchio.

    ti faccio un esempio pratico: mia figlia settenne va all’oratorio fino alla prima settimana di luglio, ché poi chiude (ah sì giusto ieri lì ha scoperto grazie a un’animatrice che i francesi baciano c-o-n-l-a-l-i-n-g-u-a mamma :-D) poi mi devo appoggiare ai summer camp “privati”. A parte i costi economici (si parla di 600 / 800 euro a luglio SOLO per i summer camp) restano scoperti agosto e le prime due settimane di settembre. io lavoro a tempo pieno e non vorrei parcheggiare mia figlia. ma ho due settimane di ferie non dodici. due le fa col papà. separatamente. e agosto lo risolviamo così, (ah sì: nonni non pervenuti, ahimé).

    poi ci si inventerà qualcosa a settembre.

    ora. cambio leggermete la prospettiva. a mio parere 3 mesi di vacanza non sono “calmierati” sulle nuove abitudini (o costrizioni) delle famiglie, con i coniugi spesso costretti a lavorare entrambi, magari lontano dai nonni e con stipendi che, sempre magari, sono inadeguati.

    e questi ragazzi tra calcio tennis piscina equitazione inglese son sempre lì a correre come solatini e magari si perdono il gusto delle giornate passate sui muretti e in piazzetta e sul greto dei fiumi. quelle esperienze che in fondo hanno fatto crescere noi (non è un appunto nostalgico).

    peraltro sono d’accordissimo che fornendo servizi adeguati (alle esigenze dei ragazzi in primis) 90 giorni di vacanza tra un anno scolastico e l’altro volerebbero (anche per i genitori). ma sto usando forma ipotetica e la realtà è un’altra. almeno nella scuola pubblica. che è quella per la quale pago le tasse.

    domanda scema e altro parziale fuori tema clamoroso: ci sono anche durante l’anno scolastico classi a 20 ore e qualcosa (solo la mattina + sabato) e classi a tempo pieno. Il programma mi risulta essere lo stesso. Però i compiti li hanno anche quelli che finiscono alle 16 / 16,30 (e sono abbastanza stravolti, mi sembra, dopo otto ore otto sui banchi di scuola). Ecco. Perché la scuola a tempo pieno non segue il programma la mattina e non aiuta nei compiti al pomeriggio?

  • i compiti sì ma non molti (COME HANNO FATTO LE MIE PROFESSORESSE)…
    sto dal primo luglio a fare i compiti e sono ancora a metà…
    non si finiscono piùù……………. non sono andata ancora al mare e siamo a metà agosto…
    che brutto vedere gli altri uscire a giocare e divertirsi mentre tu sei lì a studiare!!!!
    i compiti bisogna averli per tenere in allenamento il cervello… ma con tanti compiti i rischia di avere l’effetto contrario perchè tu studi però pensi al mare e agli altri che giocano e non capisci niente… così perdi solo tempo!!!!

  • Buongiorno. Con l’inizio della scuola ormai alle porte, si affrontano di nuovo gli annosi argomenti.
    I compiti delle vacanze così come concepiti sono devastanti per l’alunno e per la famiglia che in vacanza si porta anche il “terzo incomodo”, ovvero i libri.
    Si, come molti di voi osservano alla lettura a libera scelta con eventuale riassunto del testo e proprio commento “critico”; si ad una serie di esercizi di grammatica e matematica perchè lì davvero è questione di “allenamento” e poi via libera a disegni, gite, musei, anche rai storia se potete per coinvolgerli e incuriosirli e poi i documentari e i programmi dove si mostra come si fabbricano tutti gli oggetti che ci capitano sottomano quotidianamente.
    Si all’otium.
    No alla sfilza rifilata l’ultimo giorno di scuola da professori in delirio di onnipotenza complicato da accumulo di stress…
    Soprattutto no al completamento di esercizi e capitoli sui libri di testo perché durante l’anno non si è arrivati a finirli. Quello non è un problema delle famiglie e degli alunni: è mestiere dei docenti…loro eseguano a puntino il programma e altrettanto poi possono chiedere ai discenti…
    E poi tacciamo dei compiti durante l’anno scolastico che tengono in clausura interi nuclei familiari…
    Scusi Prof. Bionda il mio dilungarmi, ma il Suo Blog mi ha colpita per l’obiettività e mi faceva piacere dire la mia.
    Cordiali saluti da Paola, una mamma un pò stufa di sentire vaneggiamenti scolastici da parte di docenti che, indossato il paraocchi, scambiano il loro microcosmo per il mondo.

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