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Tutti gli articoli per il mese di ottobre 2012

Nuove castronerie

Pubblicato ottobre 28, 2012 da labiondaprof

Per il mio venerdì del libro ho appena presentato La fiera della Castronerie, di Jean Charles.

Ma, ovviamente, ogni insegnante ha le sue perle da raccogliere, anno dopo anno. Come il Prof Perboni, per esempio: Perle ai Porci.

E come me: eccone qualcuna relativa alla Storia.

  • Anni fa, un alunno che, diciamo così, non amava molto la Storia, proferì, con una certa sicumera, il fenomenale “Carlo VU”, per dire Carlo V, cioè Carlo Quinto. Fece ridere tutti i compagni, che glielo rinfacciarono fino alla fine della terza media (era in seconda).
  • La Rivoluzione di Copernico in Francia= La Rivoluzione Copernicana
  • La battaglia di Asterix del 1066= La battaglia di Hastings del 1066
  • Gli Egiziani uccidevano i faraoni per mummificarli
  • Giulio Cesare tirò il dado e gli uscì che doveva passare ilRubicone

A domanda, risposta:

  • Cosa fu la rivoluzione neolitica e quali conseguenze comportò? La rivoluzione neolitica fu quando gli uomini scoprirono l’agriturismo (agricoltura e allevamento)
  • Chi c’era in cima alla piramide sociale degli Egizi? Il sarcofago (il faraone)
  • Cos’è un’etnia? Un insieme di persone che non sono una razza, quella sono per esempio i cani, i fiori, le api
  • Si può parlare di razza per gli uomini? No, perché se vedi uno di colore si offende.

Ma, secondo me, the winner is…

D: Si può parlare di razza pura nel caso dell’umanità?

R: No, perché Hitler

Perché noi abbiamo paura degli ebrei e non ammettiamo

Perché nessuno è perfetto.

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La fiera delle castronerie: il mio venerdì del libro

Pubblicato ottobre 26, 2012 da labiondaprof

In questi giorni di bastoni e carote, classi sovraffollate, 18 e 24 ore, consigli, corsi extra, professori fannulloni e allora io perché da 3 settimane non riesco ad andare dalla parrucchiera, dicevo, in questi giorni di colleghi alla Shining, ho bisogno di sorridere.

E allora ecco La fiera delle Castronerie, di Jean Charles. Ho scoperto che lo vendono su ebay: io ne possiedo una copia, regalo di uno zio franco-pavese, lo zio P .

Il libro infatti raccoglie meravigliose perle di scolari francesi della metà del secolo scorso. Ecco qualche esempio:

La mia famiglia è composta da mia madre, mio padre e me. Io sono il più giovane.

Tornò dalla guerra con una gamba che aveva perso.

Il gatto è un animale circondato da peli. Inizia con la testa e finisce con la coda. È un filino, perché ha i baffi che sembrano fil di ferro. Quando ha voglia di fare dei piccoli li fa. In quel caso si chiama gatta.

Al tempo dei Romani la Francia si chiamava Gallia e i suoi abitanti erano i Galli, che stavano dentro capanne di legno, allevando galline, anatre e dolmens. Erano dei guerrieri feroci, che bevevano l’idrogeno nel cranio dei loro nemici.

Dopo la vittoria di Dobbiaco, Clodoveo ab­bracciò il sedere di sua moglie che era la fi­glia prediletta della Chiesa. Trecentomila soldati lo imitarono e Clotilde fu veramente contenta.

Gli egiziani hanno inventato la scrittura. Scrivevano su papaveri e disegnavano le figure sulle odalische di pietra.

24 ore? Carote, bastoni e Profumi

Pubblicato ottobre 17, 2012 da labiondaprof

Ne hanno parlato in molti, della nuova idea partorita, chissà quanto in fretta e furia, dal nostro Governo di tecnici e professori. Ho apprezzato i due interventi, anche molto diversi tra loro, di Povna e di Galatea.

La prima cosa che mi viene da dire, anzi da scrivere, è: ” E per fortuna che è un Governo di tecnici e professori, pensa se fosse stato un Governo di minatori e trapezisti!”

In realtà, nessuno che abbia mai messo piede in una classe (di medie e superiori) negli ultimi anni può pensare che “Ma dai, cosa vuoi che sia? Sono solo sei ore in più alla settimana!”. Questo perché 6 ore in più vogliono dire lavoro in più a casa (per preparare lezioni, correggere verifiche e compiti, preparare approfondimenti e verifiche differenziate o semplificate per gli stranieri o i casi particolari che non hanno il sostegno riconosciuto) e soprattutto una classe (o due) in più, con ore pomeridiane a scuola di consigli di classe, ore mattutine di ricevimento genitori o incontri con i mediatori etc etc.

Ma la cosa più inquietante, già sottolineata da molti, è l’assurdità della proposta: lavori 6 ore in più alla settimana, ma non ti paghiamo, ti diamo 15 giorni in più di ferie (che non ci servono, dato che sono ancora in estate, quando l’attività didattica è ferma e siamo a casa comunque, ma reperibili). Non è l’esito di una contrattazione: è un baratto. Ti dò mele, mi dai pere. (quelle che si sono fatti loro per partorire queste idee).

Assurdo.

E infine: con 24 ore di lezione frontale, in classi sempre più di 25-28 alunni, la qualità dell’insegnamento, anche a voler essere ottimisti e pensare di stringere i denti, cala. Inevitabilmente.

Con 50 alunni posso correggere 5o temi ogni tre settimane, tra verifiche in classe ed esercizi a casa. Con 100 alunni, nessun insegnante potrà tenere gli stessi ritmi. Quindi, meno temi, meno correzioni, meno apprendimento dell’alunno. Con tanti saluti alle classifiche Ocse: passeremo in coda, dietro a Cipro e Malta. (con tutto il rispetto per maltesi e ciprioti).

Il problema è che questi tecnici vogliono solo risparmiare, ma è come chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.

Trattandosi di pubblico impiego, ognuno di noi conosce i famigerati baby pensionati dei “quattordici anni, sei mesi e un giorno” e “diciannove anni, sei mesi e un giorno”.

Molte infermiere di mio padre, dopo anni di sala operatoria, si sono pensionate a 36 anni, giusto in tempo per il secondo o terzo figlio. Molte insegnanti che conosco, prendono la baby pensione da 20 anni, dai 42-43 anni e, data l’età media delle donne in Italia, la prenderanno ancora a lungo.

Noi, che chiamano fortunate perché non precarie, ci ritroveremo a 67 anni suonati, in classi di 30 adolescenti di cui il più educato sarà un piccolo Fabri Fibra o Mondomarcio, a fare le Nonne Abelarde, con gli occhiali, l’osteoporosi, i capelli tinti e lo chignon della nonna di Titti. Un tipetto così:

Ovviamente, dovremo ancora motivare ed educare gli studenti che, poverini, proveranno magari la tentazione di metterci una copertina sulle gambe mentre spieghiamo la lezione. Basta che non ci facciano fare la fine della mamma di Norman Bates in Psyco: impagliate, sulla sedia accanto alla cattedra.

Le favole di Esopo: il venerdì del libro

Pubblicato ottobre 12, 2012 da labiondaprof

Questa settimana propongo il libro  Le favole di Esopo.

Favole che hanno per protagonisti gli animali.  Animali parlanti, che rappresentano vizi e virtù degli uomini.

Una delle mie preferite è Il topo di campagna e il topo di città. Un topo di campagna invita nella sua modesta casetta un raffinato topo cittadino,  ma quest’ultimo lo convince a seguirlo nella grande città. Qui il topo di campagna scopre cibi favolosi, un ambiente di lusso e mille comodità. Però, c’è sempre un però, ad un certo punto lui e il suo amico cittadino si trovano in pericolo, inseguiti dai cani. Così, il pragmatico topo di campagna torna, a zampe levate, in campagna. La morale insegna che è meglio una vita frugale ma serena, che una vita brillante ma piena di insidie e di pericoli.
La dedico a tutti gli inquisiti della Regione Lombardia, la mia Regione. La cosiddetta locomotiva d’Italia, che ha nel suo consiglio regionale personaggi che in qualsiasi azienda “normale”, sarebbero ad incollare francobolli o a rispondere al call center. E che, travolti dal tarlo della “bella vita”, hanno considerato la politica non un servizio, ma un modo per ottenere privilegi.

E ora, una favola scritta da un mio alunno…

Un’ape operaia aveva lavorato sodo per ottenere una promozione. Una sua amica però, screditandola con il capo, riuscì a prendere il suo posto, con l’inganno.

Quando l’ape bugiarda dovette svolgere il suo primo incarico, si trovò nei guai perché non sapeva come fare. Allora andò a chiedere aiuto all’altra ape.

Questa però le rispose: “Hai ottenuto quello che non era tuo con l’inganno, adesso arrangiati!”

Il mio alunno ha lasciato la morale implicita…  ed io sono qui che ammiro l’etica di un ragazzino di undici anni, che dà dei punti a tanti adulti che conosco.  Dentro e fuori dal Consiglio regionale della Lombardia

Titolo: Favole di Esopo
Illustratore: Testa F.
Editore: Einaudi RagazziCollana: La collana dei piccoliData di Pubblicazione: Maggio 2009

 

Tremate, tremate: le streghe (Disney) son tornate

Pubblicato ottobre 8, 2012 da labiondaprof

Grimilde

Con una figlia che vive di principesse (e arrampicate sugli alberi alla Pippi Calzelunghe), e con un amore personale per le fiabe, per me è sempre l’ora delle principesse.

Non nascondo però che anche le antagoniste delle fiabe mi incuriosiscono parecchio: streghe, regine cattive e dispotiche, matrigne invidiose e sanguinarie, fattucchiere pronte a mille incantesimi pur di affermare il proprio potere.

Avevo già parlato di Grimilde, la regina cattiva di Biancaneve, qui:

Ora, in alcuni Disney Store selezionati è possibile acquistare delle bambole con le fattezze di Grimilde, e anche di molte altre cattive ragazze: è arrivata l’esclusiva collezione Disney Villains .

E non solo bambole, ma anche accessori, make up, capi d’abbigliamento.

Il mio articolo su fashionblabla: QUI

Ecco alcune delle cattive:

Malefica- Crudelia De Mon- Madre Gothel

Il make up delle Villains

Bergamo creattiva

Pubblicato ottobre 7, 2012 da labiondaprof

Non si direbbe, forse, data la mia scarsa manualità e il mio amore per i libri, ma anche io ho un trascorso da amante dei lavori femminili…quali?

Il ricamo e la maglia. Mia madre è una tipica Mamma mani d’oro: taglia, cuce, ricama, sferruzza, disegna, dipinge, crea quadretti con i fiori secchi (raccolti sulle sue Crode), impasta…

Io invece sono sempre stata un po’ refrattaria, odio disegnare e la Biondina, a 5 anni, dimostra maggiore manualità e capacità di incastrare le forme e smontare/rimontare oggetti.

Però ho avuto una fase “knitting” e una fase punto croce. A maglia ho prodotto poco: un maglioncino, qualche sciarpa.

Con il punto croce invece è andata meglio: sono partita da piccola con il punto croce semplice, quello con gli schemi colorati sulla tela aida, e sono passata poi a ricamare su tela aida fitta (quadretti piccoli piccoli) con lo schema stampato. Infine, sono arrivata a disegnarmi gli schemi da sola e realizzarli su lino, contando i fili per trovare il quadretto. Roba difficile, eh. E soprattutto ci vuole una pazienza infinita.

Per anni poi non ho più esercitato, diciamo così. Ma poi la Biondina ha iniziato l’asilo… e allora ho prodotto sacchetti portabavaglia, bavaglia e asciugamani vari, tovaglioli con il nome ricamato.

E due quadretti da appendere in camera: una damina bionda e una damina bruna. Deliziose.

Tutto questo preambolo per dire che oggi sarò alla fiera Creattiva di Bergamo, a vedere gli stand delle professioniste:

Grazie, nonne!

Pubblicato ottobre 5, 2012 da labiondaprof

Il 2 ottobre era la festa dei nonni.

Mia figlia è fortunata: ha 4 nonni che la adorano e sono pronti ad occuparsi di lei ogni volta che si crea l’occasione.

Mia madre e mia suocera sono delle nonne presenti, disponibili, attente ed affettuose. Anche i nonni non sono da meno.

Quale consiglio di lettura migliore dunque, in questa settimana, di questo?

Si intitola Nonne, istruzioni per l’uso.

L’autrice è Anna Di Cagno, l’editore è Morellini.

Il libro è un excursus divertente di varie tipologie di nonne: dalla nonna manager che pianifica tutta la vita familiare a quella ansiosa che si dispera per ogni cosa, dalla nonna disperata che si lamenta sempre alla nonna pin up, dal look perfetto e l’aria più giovane della figlia e della nuora…

Un bel regalo per le nonne.

E per noi mamme, che speriamo un giorno di diventarlo.