Anna, Emma e le altre.

Pubblicato novembre 5, 2012 da labiondaprof

Premesso che non amo molto i film tratti dai libri, soprattutto se sono libri classici o che ho amato molto, ho imparato che ci possono essere delle eccezioni.

Il nome della rosa, per esempio. Il film, pur essendo ovviamente più sintetico e più “facile” del libro di Eco, non ne tradisce lo spirito, secondo me.

Nel regno della fantasy, che non amo proprio, devo riconoscere che la trilogia del Signore degli Anelli è visivamente spettacolare e, per me, un filo noiosa proprio come l’originale di carta stampata ( e ora, amanti della fantasy, attaccatemi pure).

Invece, per la categoria “non l’ho visto e non mi piace”, uscirà in Italia nei mesi prossimi il film sulla storia di Anna Karenina, del regista Joe Wright (già regista di Orgoglio e Pregiudizio pochi anni fa).

Keira Knightley è Anna Karenina, Aaron Johnson  è il Conte Vronsky e Jude Law il marito (credo che il bel Jude interpreti per la prima volta la parte del marito cornuto. In Closer era tutto molto più complicato).

Lei mi sembra troppo giovane, troppo magra e troppo moderna, anche se l’hanno abbigliata e imboccolita; il giovanotto è scialbo assai. Forse Jude Law, nonostante sembri, dal trailer, ingrigito e ingessato ad arte, sarà ancora il meno peggio.

Quando lessi per la prima volta Anna Karenina ero davvero giovane, avevo quattordici anni, eppure mi piacque molto. L’ho riletto, negli anni, e mi sono sempre più affezionata al personaggio di Anna: la sua bellezza, il suo amore per il figlio, la sua comprensione per il fratello, la passione che la lega a Vronsky e la consapevolezza che questo amore le darà gioia e sofferenza insieme, la sua vanità femminile, il suo rapporto di stima prima e di rancore poi con il marito…. Anna è un personaggio davvero sfaccettato, antico e moderno.

In estrema sintesi: era meglio Greta Garbo.

E comunque ora per adulterio, nei romanzi, non si suicida più nessuno. Nell’Ottocento invece le donne adultere o morivano di malattia (La dama delle Camelie) o uccise (Carmen) o suicide (Anna Karenina ed Emma Bovary).

Ok, allora facciamo che ci ispiramo solo al loro abbigliamento, e non al finale delle loro storie.

E, a proposito di Anna Karenina, ecco qui il mio articolo per Fashionblabla: QUI

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8 commenti su “Anna, Emma e le altre.

  • Bello condividere la passione per il cinema (che io adoro!) che è anche il motivo conduttore di parte del mio lavoro.
    Il commento su Keira Knightley lo condivido, in effetti appena vista la foto ho pensato che Anna Karenina, data appunto la sua molteplicità, avrebbe meritato altre sfumature. La suddetta attrice (rivista sere fa in “Pirati dei Caraibi”) offre un’unica espressione: imbronciata/scheletrita.
    Per quello che riguarda gli abiti, anche se torniamo indietro di un buon secolo, allora lucidiamoci gli occhi sul “Maria Antonietta”di Sofia Coppola. Una meraviglia di trine e acconciature.Oppure sul “Dracula” del papà della suddetta.
    E poi gli abiti meravigliosi di Grace Kelly in tutti i suoi film. Ecc, ecc., ecc….
    Che ne pensi, Prof.?
    Un caro saluto.
    Paola

    .

  • No, ma dai, il “Dracula” di FFC fa sganasciare ! “Il sangue è vita !!!” Ma dai, ma per piacere!
    Io, vista la cassetta una volta, l’ho gettata nell’immondizia: spreco di soldi e di spazio.

    Anonimo SQ

    • Ma no Anonimo!!! Non era per il film, era per i costumi di scena!!!! Ahahahaah, anche a me ha fatto poca impressione e Gary Oldman che parlava con accento rumeno era comico!!!!! l

  • “Contenuta” e tuttavia visivamente estesa; l’immensa location del teatro russo della fine dell’Ottocento stava per nascere e trasformarsi davanti agli occhi del pubblico. Webster definisce l’effetto come “magico. Attraverso delle porte si va in paesaggi innevati, in labirinti. Lo spazio teatrale ospita una pista di pattinaggio, un ballo, un’opera, un’imponente soirée dell’alta società, e una corsa di cavalli. Questo è un film vasto, tentacolare.

  • A proposito di vestiti dell’800: leggevo su un libro inglese che non ci sono testimonianze capaci di sollevare il mistero su come, in età vittoriana, le donne vestite con quei gonnoni a strati, riuscissero ad espletare le loro funzioni… è escluso che se le sfilassero, spesso dovevano essere aiutate a vestirsi e svestirsi. E a quell’epoca la tazza WC non era poi così diffusa.

    Anonimo SQ

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