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Tutti gli articoli per il mese di dicembre 2012

2012/2013: Leopardi, glitter & The Boss

Pubblicato dicembre 31, 2012 da labiondaprof

scarpe oro

Eccolo qui, l’ultimo giorno dell’anno.

Nei blog è tutto un “the Best of 2012”, foto di case, alberi decorati, bambini sorridenti, piccoli e grandi avvenimenti della vita privata o lavorativa… meeeh.

Potrei farlo anche io, un nutrito The best of 2012: il libro, il racconto breve, la collaborazione importante, le tappe della crescita della Biondina, i progetti familiari tosti, e i desideri che spero si concretizzeranno a breve… ma, davvero: NO.

La vita è troppo libera per essere incasellata in giorni, mesi ed anni. Domani sarò ancora io, saremo ancora noi.

La prof che è in me, e che non dorme mai, consiglia di rileggere Leopardi, il suo Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere: quando dice che nessuno vorrebbe tornare indietro a rivivere quello che ha già vissuto, e nonostante ciò ognuno di noi coltiva l’illusione che l’anno venturo sarà più felice, sereno e bello di quello appena trascorso, dice il vero.

Quindi… niente bilanci, niente cesure, niente malinconia.

Glitter, scarpette d’oro, una spruzzata di profumo, e tanti baci.

E ora, let’s dance:

 

Quella storica di mia figlia

Pubblicato dicembre 29, 2012 da labiondaprof

anastasia

Interno, sera. Una sera come tante di queste vacanze natalizie.

Il borgomastro chiede C’è qualcosa di bello in tv questa sera?

La Biondaprof Ma, mi sembra un documentario sugli zar, sai i Romanov, e Rasputin…

La Biondina Rasputin, sì, che bello Rasputin.

Il borgomastro la guarda stupito.

La Biondina Sì, è quello cattivo che vuole uccidere Anastasia, la principessa, e poi muore!

La Bionda E poi dicono che i cartoni animati non sono educativi…

Quella storica di mia figlia, insomma. Che adora il cartone Anastasia e scoprirà, solo tra qualche anno, che invece la vera storia della povera principessa è molto triste e non terminò affatto con il lieto fine del film.

E, a proposito di piccoli storici, come non ricordare quel mio alunno che scrisse Le guerre puniche tra Roma e Cartilagine, o l’altro che sosteneva, con una certa ostinazione, che la Prima Guerra Mondiale era stata la prima guerra moderna, combattuta con gli aerei, i sottomarini e la kryptonite (invece dei gas tossici) o… vabbè, ci siamo capiti.

Regalo di Natale: la mia fiaba

Pubblicato dicembre 24, 2012 da labiondaprof

copertina

Per Natale, ho scritto una fiaba.

Protagonisti: un coniglietto un po’ speciale e una bambina, alle prese con il mistero del Natale.

Lo trovate, scaricabile sul sito della Sesat edizioni, la mia casa editrice.

E con questo, davvero, Buon Natale!

http://www.sesatedizioni.it/il-coniglietto-etto-e-il-mistero-del-natale/

 

 

It’s Christmas time: sono sempre gli anni Ottanta

Pubblicato dicembre 23, 2012 da labiondaprof

band_aid_1984

Gli anni Ottanta: nel ricordo collettivo furono anni di edonismo (l’edonismo reganiano), anni di disimpegno, anni di allegro e sfrenato consumismo, anni vuoti e superficiali.

No, no, no. A parte che sono stati gli anni della mia preadolescenza e adolescenza, non sono stati solo la Milano da bere, non sono stati solo Sotto il vestito niente e Sandy Marton, o l’esordio dance di Madonna, che tutte, e dico tutte, copiavamo, evvai di guantino di pizzo, orecchino a croce, tante croci, croci a gogo…

Dicevo, gli anni 80 sono stati anche gli anni della Band Aid, di Bob Geldof, di Do they know it’s Christmas time?

Come chi era la Band Aid?Ok, ab ovo.

Un giorno un cantante inglese, tamarrissimo e mediamente famoso, Bob Geldof, ha un’idea fulminante, riassumibile più o meno così.

I bambini in Africa muoiono di fame. Io e i miei amici cantanti in U.K. invece siamo ricchi e famosi. Risultato del sillogismo di Geldof: facciamo qualcosa per loro, chiediamo soldi per loro, e la gente ci ascolterà. Cosa sappiamo fare, noi cantanti inglesi degli anni 80, a parte sfoggiare tagli di capelli imbarazzanti, indossare giacche dalle spalle tipo giocatore di rugby e calzare stivaletti orrendi post-punk?

Ah, già, cantiamo. Io magari non benissimo, però dai, George e l’altro George se la cavano. Eh, anche Simon e Tony. E Gordon, Gordon Matthew Thomas Sumner che si fa chiamare Pungiglione. E a suonare chi ci mettiamo? Phil! Lui suona bene la batteria. E una voce vera, una voce da uomo virile virile? Ah ecco: quell’irlandese là, quello con i capelli lunghi… Ok. Inizia Paul, è il più intonato. E uno serio… mmmh, l’altro Paul direi. E le donne? Le mie amiche ossigenate, dai, sono perfette.

E allora, eccoli tutti insieme: Paul Young, i Duran Duran, gli Spandau Ballet, Boy George, George Michael, Sting, Phil Collins, Bono degli U2, Paul Weller… e le Banana Rama (sì, le Banana Rama cantavano, conciate così: OMG )

E allora, all togheter now. Da notare, per capire il mood 80:

  • la maglietta bianca e il ciuffo di Paul Young
  • lo smooky eyes perfetto di Boy George e la dimensione ipertrofica delle spalline della sua giacca
  • il taglio di capelli alla paggio Fernando di Sting
  • la cresta multicolor di uno a caso dei Duran Duran
  • la tinta bionda di Simon Le Bon
  • la chioma alla Farrah Fawcett di George Michael (nel suo periodo Wham)
  • la camicia da dandy di Tony Hadley degli Spandau Ballet
  • Jonh Taylor dei Duran Duran e Martin e Gary Camp degli Spandau Ballet che suonano la chitarra e ridono, vicini vicini. Altro che Simon e Tony (lo pensavo ai tempi, lo penso tuttora: Martin anni 80 e oggi; John anni 80 e oggi . 
  • i capelli di Bono. Ah, quelli sono rimasti uguali da allora? Coerente, l’irlandese

Buon ascolto e buona visione 🙂

Libri per Natale, libri per le feste

Pubblicato dicembre 20, 2012 da labiondaprof

Oggi, su vivalamamma, i miei consigli di lettura per Natale.

http://vivalamamma.tgcom24.it/wpmu/2012/12/le-letture-piu-belle-per-natale-per-i-bimbi-ma-anche-per-mamma-e-papa/

E poi arriveranno altri consigli sui film…

La nebbia, la pianura, la fisarmonica di Stradella

Pubblicato dicembre 16, 2012 da labiondaprof

Italy_fog_3

Oggi è stata una giornata di bruma, calabrosa e nebbia.

La mia parte montana pensa con nostalgia alle crode scaldate dalla luce del sole, alla neve bianca come zucchero filato e all’azzurro da cartolina del cielo che ben conosco.

L’altra parte di me, quella che vive con i piedi attaccati a terra e non con lo sguardo al cielo, si crogiola nella nebbia come in un bozzolo.

Paolo conte lo ha scritto bene ne La fisarmonica di Stradella

Cos’è la pianura padana
dalle sei in avanti,
una nebbia che sembra
di essere dentro a un bicchiere
di acqua e anice eh già

come questa grande notte.
di pianura, di nebbia e di niente,
e di niente, di sempre
e per sempre così
E mi piace anche cantata da Nada:

E chi non capisce la bellezza di tutto questo, chi ci vive e ci lavora ma ci sputa sopra, beh, come diceva il buon Marino: vada a la striglia!

Let it snow: La Bionda e la pala

Pubblicato dicembre 14, 2012 da labiondaprof

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Ieri Santa Lucia, oggi neve. A palate, letteralmente.

Ieri un tripudio di dolcetti, cioccolata e regali. La Biondina ha avuto il suo primo Cicciobello. La sua lettera a Santa Lucia era più simile ad una lista nozze di una sposa dalle mani bucate che a una letterina infantile, ma in tempi di spending review anche le Sante seguono i dettami di Nonno Mario Monti.

La Biondina è sempre stata più tipa da costruzioni, puzzle, bicicletta e monopattino, piuttosto che da bambolotti, però quest’anno la letterina trasudava istinto materno, promesse di cura e accudimento, desiderio incoercibile di Cicciobello e così… Cicciobello fu. Completo di biberon, piatto per pappa, ciuccio e pannolino. E batterie, perché, come si sa, egli piange!

Poi, da stanotte, neve! Bella, per carità, ma insomma… In montagna e in vacanza è stupenda, suggestiva, divertente; nei giorni lavorativi, e in campagna, strappa imprecazioni più che OOOhhh di meraviglia.

Così, stivali, e gambe in spalla dalla mattina. Il borgomastro al telefono all’alba con quasi tutti gli spalatori della Bassa, La Biondina saltellante tra Cicciobello, Peppa Pig e gli stivaletti di gomma. La Bionda? Una fionda tra asilo e scuola. A scuola, 5 ore belle piene, per sostituire colleghi dispersi nella neve. Qualche sparuto drappello di superstiti arriva alla seconda ora, raccontando di code che neanche a Ferragosto sull’Aurelia.

Poi, dopo l’una, a casa a spalare il cortiletto, per non rimanere murata viva con l’auto domani. Pala e scopa di saggina, sciarpa sulla testa: più che Santa Lucia, una Befana (vedi immagine in apertura). Ah, la mamme mogli prof blogger multitasking…

Il primo che mi dice “Bella la neve!” si aspetti una palla in fronte. In fondo, è tanto bello fare a palle di neve 🙂

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