Certe cose non cambiano mai

Pubblicato dicembre 3, 2012 da labiondaprof

Ecco, diciamo che ci ho preso gusto, alle presentazioni.

Questa volta, sarò profeta in patria: presenterò il libro in un bel negozio di abbigliamento, proprio in centro, sotto i portici colleoneschi…

Presentazione Il manuale del perfetto marito Les Folies

Non solo: a rendere più simpatico il tutto, mi intervisterà un mio caro amico presentazione 8 dic 2012

Ci conosciamo dall’asilo, e siamo stati compagni di classe all’asilo, alle elementari, e infine al Liceo… tra i mille ricordi che condividiamo, questi mi sembrano i più adatti all’occasione.

Rewind:

C’era una volta una bambina bionda, che amava giocare con le bambole, vestirle da principesse e inventare delle storie; questa bambina bionda aveva iniziato presto a leggere, e a scrivere. Il suo papà spesso le regalava dei libri, soprattutto il sabato pomeriggio, quando si andava a fare una passeggiata in centro a Bergamo (già, i centri commerciali non esistevano, e i negozi in centro città erano belli). La bambina bionda scriveva dei bei temini, a scuola; un giorno, proprio con un tema, vinse in premio un’enciclopedia, messa in palio da una Banca locale per la composizione più bella.

Negli stessi anni, un bambino castano giocava con le macchinine, e con il meccano. Ma soprattutto amava giocare “a vendere”. Il bambino castano e la bambina bionda giocavano spesso insieme: erano nella stessa classe, e si vedevano anche in cortile. Quei bei cortili condominiali, condivisi con tanti bambini: lui con i maschi, lei con le altre bimbe e i pattini ai piedi. Un giorno a scuola, durante l’intervallo, il bambino castano regalò una busta bianca alla bambina bionda. Era davvero una busta preziosa: conteneva un bigliettino con la dichiarazione di un piccolo sentimento e una moneta da 50 lire. Omaggio alla piccola bionda? Tentativo di far colpo? Corteggiamento moderno, del tipo tieni, comprati quello che vuoi? Non fu mai chiarito, ma la piccola bionda non si fece intenerire: era solo l’età dell’amicizia, e andò benissimo così.

Gli anni passavano. I due bambini, divenuti ragazzini, crescevano momentaneamente divisi negli anni delle medie, ma si ritrovarono alle superiori: stesso Liceo, stessa classe. E ancora: alla bionda piaceva leggere e scrivere, anche se aveva scelto il Liceo Scientifico, e a lui piacevano la matematica, i numeri e i computer…

Anni dopo, la scelta dell’Università fu scontata: Lettere per lei, Economia per lui. Milano per lei, Brescia per lui. Con altri amici si ritrovavano periodicamente: compleanni, feste, ritrovi allargati ai flirt di lui e di lei. Lui si fidanzò presto con una ragazza seria e tenace. Lei, ecco, lei no.

Gli anni passarono: vennero la laurea, i primi passi nel mondo ostile del lavoro, il matrimonio per entrambi, e i figli.Non si erano mai persi di vista, però, e lei lo scelse come family banker. Del resto chi meglio di lui? Lui che a soli diciotto anni possedeva già una 24 ore degna di questo nome?

Sabato, tutto ciò verrà rievocato, insieme alla presentazione del libro, e sarà molto bello.

 

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