Nuovo anno, vecchie passioni

Pubblicato gennaio 2, 2013 da labiondaprof

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Da pochi giorni, è uscito, per la Albus edizioni, un libro divertente e speciale. Speciale perché… ci sono anche io! Il libro si intitola Volevo fare la casalinga… E invece sono una donna in carriera.

Si tratta di un’antologia di racconti di chick lit, selezionati l’anno scorso con un concorso che si intitolava Casalinga disperata.

L’introduzione e il primo racconto sono di Chiara Santoianni, di cui ho già parlato qui e qui.

Il mio racconto invece si intitola Un tranquillo giovedì di paura e penso di pubblicarlo qui sul blog nei prossimi giorni, giusto per dare un assaggino del libro ed invogliare all’acquisto…

Ne parlano anche nel sito della Società italiana delle letterate! Ecco qui

http://www.societadelleletterate.it/2012/12/volevo-fare-la-casalinga/

Come scrive nell’introduzione Chiara Santoianni, che ho il piacere di conoscere personalmente:

Il colore della letteratura, oggi, è il rosa. Relegata da sempre ai margini della tradizione letteraria da una cultura incentrata per secoli sul predominio maschile, la scrittura femminile…si fa strada in maniera sempre più decisa nel mondo editoriale, conquistando editori, lettrici e lettori e le vette delle classifiche dei libri. L’ultima indagine Istat sulla lettura in Italia conferma infatti che le lettrici (53,1%) battono deci-samente i lettori (40,1%)1.

Quale rappresentazione del mondo femminile troviamo in questa antologia?

È il mondo delle donne ‘normali’, divise tra la gestione familiare e i doveri la-vorativi, tra la cura della casa e quella di figli/ mariti/ fidanzati, in un turbinio di impegni più adatto a Su-perwoman che non alla ragazza della porta accanto.
Eppure, ce la fanno tutte.E ce lo raccontano, con garbo, autoironia e più di un sorriso, in questi sedici più un racconto, che com-piono un percorso ideale – anche in maniera cronologi-ca, attraverso le diverse età e fasi esistenziali – nella vi-ta della donna nel Ventunesimo secolo. Racconti auto-biografici o di fantasia, in cui c’è sempre, comunque, una prospettiva interna: “Penso che la scrittura sia una sorta di identificazione. Soltanto se fai vedere al lettore la scena usando un occhio interno riesci a mantenere la sua attenzione”, ha detto la scrittrice scandinava Anne Holt.

Buona lettura

4 commenti su “Nuovo anno, vecchie passioni

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