Quando Hitler rubò il coniglio rosa: la giornata della memoria per il mio venerdì del libro

Pubblicato gennaio 25, 2013 da labiondaprof

Per questo venerdì del libro propongo un romanzo per ragazzi, che molti dei miei alunni hanno letto:

hiltler-coniglio-rosa

Quando Hitler rubò il coniglio rosa (When Hitler Stole Pink Rabbit) è un romanzo per bambini di Judith Kerr, pubblicato per la prima volta nel 1971, tradotto in Italia nel 1976.

L’autrice ha dedicato questo libro ai suoi genitori, e la storia è, in parte, autobiografica. Una bambina e la sua famiglia devono lasciare la Germania all’avvento del nazismo perché ebrei, e vivranno in molti Paesi e molte case, per sfuggire al destino dei loro amici, ebrei come loro.

Hitler, il Kaiser che guidò la Germania nella fase più tragica del Novecento, un coniglietto rosa, simbolo dell’innocenza dell’infanzia, una sorellina e un fratellino.

Gli elementi per una fiaba ci sono tutti:  i fratellini  come Hansel e Gretel, il coniglietto come  oggetto magico e Hitler come antagonista e simbolo del male. Il male assoluto, diremmo noi.

Una storia tenera, commovente, tragica e piena di speranza al tempo stesso. Adatta per bambini dai 7/8 anni

Ecco le prime righe della storia:

Anna tornava da scuola e camminava verso casa con Elsbeth, una sua compagna di classe. Quell’inverno a Berlino era caduta un sacco di neve. Non si scioglieva e così gli spazzini l’avevano ammucchiata sul bordo della strada e lì era rimasta per settimane, triste e grigia. Adesso, in febbraio, la neve si era sciolta in fanghiglia e c’erano pozzanghere dappertutto. Anna e Elsbeth le evitavano, saltando sopra con gli stivali. Avevano tutte e due i cappotti pesanti e i berretti di lana per tenere calde le orecchie e Anna aveva anche una sciarpa. Aveva nove anni, ma era piccola per la sua età e le code della sciarpa le pendevano quasi fino ai ginocchi. La sciarpa le copriva anche la bocca e il naso, e così le si vedevano soltanto gli occhi che erano verdi e una ciocca di capelli neri. Camminava in fretta perché voleva comprare delle matite dal cartolaio ed era quasi l’ora di pranzo. Ma era senza fiato e fu contenta quando Elsbeth si fermò davanti a un grande manifesto rosso. “Un’altra foto di quell’uomo” commentò Elsbeth. “La mia sorellina ne ha vista un’altra ieri e credeva che fosse Charlie Chaplin.”

Annunci

15 commenti su “Quando Hitler rubò il coniglio rosa: la giornata della memoria per il mio venerdì del libro

  • Sai, quanti ricordi per questo libro. Da quando vado a scuola sono stata bombardata di storie sull’olocausto: forse perchè ho sempre studiato tedesco a scuola.Anche questo lo lessi in tedesco. Con paura, perchè ancora non sapevo bene di cosa si trattasse. E anche perchè sono certa di essere stata una deportata, in una vita precedente. Bello. Bisogna farlo leggere.

  • Bello. A volte lo faccio leggere anche io, pensa, in prima. Peccato che la trilogia di cui fa parte (Bombs on Aunt Dainty è il secondo volume, A Small Person Far Away il terzo) sia stata tradotta solo parzialmente in Italia (il secondo volume – oltre a essere stato tradotto a caso – è fuori stampa da anni). Perché varrebbe la pena di leggerla tutta intera.

    @Pellona: e perché ve lo hanno fatto leggere ritradotto in tedesco?! Che cosa bizzarra, capisco la lingua originale, ma traduzione per traduzione, allora meglio quella della lingua madre…

  • Rispondi

    Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

    Logo WordPress.com

    Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto Twitter

    Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto di Facebook

    Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

    Google+ photo

    Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

    Connessione a %s...

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: