Un concorso per San Valentino

Pubblicato febbraio 9, 2013 da labiondaprof

cupido

Non amo particolarmente la festa di San Valentino: la trovo un po’ commerciale.

E quindi, a parte consigliare qualche libro per tutta la famiglia qui (Libri per San Valentino),

ho deciso di partecipare a questo concorso, organizzato da bergamonews e il paese che non c’è:

San Valentino 2013

Si tratta di scrivere, in sole dieci righe, la peggiore storia d’amore della propria vita: simpatico, vero? Scade… domani.

Ecco la mia:

La bambina bionda era felice: era Agosto, e lei trascorreva le vacanze in montagna, con mamma e papà. Quell’anno, nel paesino che li accoglieva ogni estate, al parco giochi aveva conosciuto un bambino nuovo: era bellissimo, con i capelli ricci e gli occhi color nocciola. Si vedevano ogni pomeriggio al parco, insieme a tanti altri bambini. La bambina bionda lo guardava ammirata quando lui si arrampicava sul ramo alto dell’albero, o saltava dall’altalena in corsa; il bambino riccio la salutava sempre e un giorno l’aveva aiutata a saltare una pozzanghera. Insomma, era vero amore. Poi, un giorno infausto, la mamma la portò dalla parrucchiera, e le fece tagliare i capelli: invece delle solite codine, una bella zazzeretta bionda. Il pomeriggio stesso la bambina andò al parco; cercò con lo sguardo il suo innamorato, ma non c’era. Poi, all’improvviso, mentre stava andando verso lo scivolo, si sentì abbracciare le spalle. «Luigi! Sei arrivato!» In un lampo lei si girò e inorridì. Il bambino riccio l’aveva scambiata per suo cugino: biondo come lei, con gli stessi pantaloncini di velluto. Stupore, vergogna, imbarazzo. L’amore finì, in un istante. Non si rividero mai più.

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2 commenti su “Un concorso per San Valentino

  • Buongiorno Prof.ssa!
    Ecco la mia storia ( beh non proprio la mia), è più lunga di dieci righe, lo so.
    Non è tanto per partecipare al concorso quanto perché la tua storia mi ha ricordato un fatto delle mie elementari, quando la storia d’amore che sto per raccontare tenne banco per anni in tutto l’Istituto delle Pie Sorelle dove frequentai asilo, elementari e medie:

    Il cortile della scuola era pieno di ragazzini e suore in festa. Era il giorno del saggio di basket ,era maggio, tutto il giardino della scuola era un tripudio di rose e di profumi.
    Il ragazzino con i mocassini neri e i pantaloni corti stava in disparte e guardava serio serio le ragazze che si sfidavano, cercando con gli occhi quella di cui si era innamorato fin dal primo giorno di asilo, quando l’aveva vista tutta imbrattata di gesso alle prese con le formine di gomma. Allora le era andato vicino per aiutarla, ma Agnese, che era una piccola leader sdegnosa, lo aveva respinto dandogli del rospetto.
    Ferdinando sentì nel suo cuore ardere due fiamme : l’amore e l’odio. Così attese il momento propizio.
    Per anni la riempì di gentilezze, finché proprio in quinta elementare Agnese capitolò e cominciò a cercarlo per fare merenda insieme, passeggiare in giardino, studiare.
    Dunque quel giorno, quando a fine partita lei si avvicinò per farsi consolare per la sconfitta della sua squadra, Ferdinando cominciò a correre a braccia aperte nella sua direzione, e appena Agnese gli sorrise, lui la schivò e corse ad abbracciare la spilungona dai capelli rossi e dai denti grandi che era arrivata nella nostra scuola proprio quell’anno.
    Agnese pianse a lungo seduta su un muretto e a settembre, quando entrammo tutti nella classe di prima media, lei non era con noi…
    Fatto vero, corredato anche di tentativo di bacio rubato in pieno salone della ricreazione con conseguente rottura di vetrata gigante dove la piccola principessa andò a schiantarsi (per fortuna senza conseguenze gravi) nel tentativo di sfuggire il satiro… 😉
    Un caro saluto e , anche se condivido il pensiero sul fatto che S, Valentino sia un fatto commerciale, spero però che mariti, figli, fidanzati, papà, colleghi ecc, vi portino un bel cioccolatino!!!!!

    Paola

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