Papa Francesco:tempi biblici?

Pubblicato marzo 14, 2013 da labiondaprof

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Durante i Mondiali di calcio diventiamo tutti allenatori; durante le Olimpiadi tutti esperti di curling e tiro al piattello. In questi giorni, gli italiani sono tutti vaticanisti. Extra Omnes! Fumata nera, no, è bianca! E io il Papa lo voglio francescano, e io invece nero (come preconizzavano i Pitura Freska), e conclave deriva da cum+clave. E chissà Benedetto cosa fa, dove sarà… E infine: Habemus Papam.

Non voglio scrivere anche io mille cose che ho già letto su mille siti e mille giornali: la scelta del nome Francesco (nomen omen), e le origini piemontesi, e il Papa che viene dalla fine del mondo, eh però l’età, sì però già nel conclave del 2005.

Mi piace? Non mi piace? Come si fa a giudicare una persona in 5 minuti? Un Papa all’inizio del suo pontificato? Ok, la mia prima impressione me la sono fatta, però la tengo per me.

Dico solo che la Chiesa è un’istituzione che viaggia da circa 2000 anni, e si capisce il perché:

Benedetto XVI annuncia la sua abdicazione l’11 febbraio, e il 28 saluta tutti, Buonanotte le sue ultime parole. Poi, dopo un po’ di consultazioni tra i cardinali, l’11 marzo comincia il conclave. Il 13 marzo arriva la fumata bianca e il nuovo Papa. Che riprende il filo del discorso: Fratelli e Sorelle, buonasera.

Il governo italiano?

Monti annuncia le sue dimissioni l’8 dicembre, le rassegna il 21 dicembre. Le nuove elezioni arrivano solo a fine febbraio. Ora, lemme lemme, i deputati sciamano su Roma. Di un governo nemmeno l’ombra, nemmeno l’idea.

E poi sarebbe la Chiesa quella che ragiona in tempi biblici?

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9 commenti su “Papa Francesco:tempi biblici?

  • Il comportamento della Chiesa prima cristiana e poi cattolica andrebbe studiato in qualsiasi corso di comunicazioni.
    E anche l’elezione di Francesco, che a me ricorda molto (troppo) Wojitila, è una delle più brillanti operazioni di marketing cui abbiamo assistito in diretta negli ultimi tempi…

  • Perdonami povna, ma paragonare l’elezione di un Papa ad un’operazione di marketing mi sembra un pelo riduttivo, ecco.
    Anche perchè, a parte Giovanni 23°, e Giovanni Paolo 2°, di bravi al “marketing della chiesa” ne ho visti pochini, negli ultimi secoli.

    Anonimo SQ

    • L’elezione del Papa è stato un momento forte che, alla fine, ha favorito – come spesso accade – una maggiore vicinanza tra i cattolici (e anche tra molti non cattolici). Alla base c’è in molti un aumento della preghiera e del desiderio di un’adesione più fedele a Cristo… In un certo senso, per molti, ogni nuovo Papa, è un po’ come una nuova rinascita, una nuova spinta a tornare personalmente alle radici della propria fede, con modalità diverse, ma in unione e in continuità con i precedenti pontefici.

  • Ciao, Elisabetta. Interessante.

    Personalmente, mi sento di fare mie le parole di un collega, che diceva di essere “di quelli che in piazza San Pietro, già un secondo dopo la fumata bianca, gridavano ‘Viva il Papa!’ e gli manifestavano tutto il proprio affetto ancora prima di sapere chi fosse”. E che, da quando l’ha visto e ascoltato, gli vuole ancora più bene.

    Per quanto riguarda i numerosi articoli dei mass media, invece, suggerisco di dare un’occhiata alla breve rassegna stampa su interessanti articoli di quotidiani italiani all’indomani dell’elezione di Papa Francesco
    http://www.documentazione.info/papa-francesco-alcuni-bei-pezzi-sui-giornali-italiani

  • Rispondi

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