Archivi

Tutti gli articoli per il mese di giugno 2013

La coerenza proprio

Pubblicato giugno 28, 2013 da labiondaprof

A volte la coerenza è soppravvalutata.

Una foto, per cominciare:

1000713_586572924698754_897557078_n

Due mattine fa: caffé con un’amica, dopo aver portato i figli all’asilo. Bar del parchetto vicino all’asilo. Mentre chiacchieriamo e nessuna delle due lascia finire l’altra, ma ci capiamo sovrapponendo tranquillamente scampoli di vita lavorativa, familiare, sentimentale, ecco che arriva un simpatico avventore del bar. Parcheggia il trattore, scende, ed ordina un caffé. No, non eravamo sul set del film Un ragazzo di campagna con Renato Pozzetto. Era solo una normale mattinata di vita di provincia… E allora, ecco l’elenco di cose che non sono proprio come le avevo immaginate.

Anni fa

  1. Non sposerò mai un ingegnere: sono così noiosi, li vedo sul treno, tutto il tempo a parlare di esami e formule
  2. Non metterò mai le ballerine: ammazzano la gamba e non sono nemmeno comode
  3. Non voglio vivere in provincia, vorrei vivere in città: sai le occasioni culturali, e poi i paesini e le piccole città sono pettegoli e vuoi mettere la città?
  4. Non credo che insegnerò tutta la vita: proviamo questo primo anno, poi vediamo…

Ora

  1. Ho sposato un ingegnere. Beh, non parla tutto il tempo di formule e matematica, ma è ingegnere. Sìsssì, lo è. Preciso e pignolo. Ordinato e preciso. Pignolo e ordinato… insomma si è capito, no?
  2. Ho ballerine nere, beige, rosa, blu. Un paio dorate, addirittura.
  3. Vivo in un centro persino più piccolo della cittadina dove sono nata (vedi foto)
  4. Insegno, e non cambiereri il mio lavoro per nulla al mondo

 

Una cosa non è cambiata dai 20 anni: non mi piace il cioccolato al latte, preferisco il fondente.

Su questo, almeno, non ho cambiato idea.

Annunci

Una mamma imperfetta: mamme, web e realtà

Pubblicato giugno 13, 2013 da labiondaprof

box-promo

Una mamma imperfetta: la serie, trasmessa su web.

Ho visto tutte le puntate, della durata di otto minuti l’una, e mi sono piaciute quasi tutte. Le attrici brave e credibili, i dialoghi veloci e brillanti, con un fondo di verità, condita con un po’ di esagerazione che, si sa, è il sale dell’umorismo e della comicità.

Ho riconosciuto la mano di Ivan Cotroneo, di cui avevo apprezzato la serie Tutti pazzi per amore

Sono anche riuscita a vedere una punta di ispirazione di Sex and the city: una protagonista simpaticamente nevrotica con 3 amiche che rappresentano altrettante tipologie di donne, la narrazione condotta in prima persona (invece di scrivere un articolo parla direttamente con gli spettattori), l’inadeguatezza e i dubbi delle protagoniste, tutte tranne Marta (nel serial di tutte tranne Samantha).

Divertente, insomma. Beh, lo dice anche Aldo Grasso… (http://27esimaora.corriere.it/articolo/quella-mamma-imperfettauna-rivoluzione-nelle-fiction/)

Tutto bene, allora?

Non so. Non lo so cosa c’è… Forse vedo qualcosa che non mi piace: è autoconsolatorio. Come se passasse il messaggio: sì, corriamo sempre, ci sentiamo inadeguate, facciamo una vita impossibile. Però è così, e dobbiamo reggere, e siamo brave a incastrare tutto. E pazienza se non è quello che forse volevamo, e se gli uomini sembrano meno “schiacciati” dalla quotidianità, e se non riusciamo a risolvere il dilemma: quando siamo con i figli ci manca il lavoro, e quando siamo al lavoro abbiamo i sensi di colpa perché non siamo con i figli…

E, ancora, credo di essere un po’ stanca di tutte queste mamme. Sì, lo sono anche io. Sì, nel mio blog, e anche fuori, a volte parlo di mia figlia, di me come mamma, di mamme. Ogni tanto però mi sembra che “le mamme”, sia anche una moda, un business per le aziende (tutti i blog con post sponsorizzati, e le mille iniziative che coinvolgono le mamme blogger più famose), un modo per cavalcare l’onda, di cui la serie web è solo l’ultimo fenomeno mainstream.

Anni Ottanta/Novanta: la single in carriera, bella, ben vestita, cazzutissima sul lavoro, con storie d’amore glamour (Melanie Griffith nel film Una donna in carriera)

Anni Novanta/Duemila: la chick lit. Le single imperfette, da Bridget Jones (cicciottella, pasticciona, simpatica) alle single tutte scarpe e borsette ma in fondo alla ricerca del grande amore (Sex and the city e le imitazioni)

Anni Duemila/Duemiladieci (e oltre): la mummy lit. Libri, Film, e blog. Ma come fa a far tutto? Casalinghe disperate. I mille blog personali, alcuni scritti bene (Nonsolomamma e Machedavvero), altri meno, e molti siti che raggruppano mamme che scrivono. Tutte imperfette, tutte che provano antipatia per “Le mamme perfette”, che poi non esistono, è solo il solito discorso dell’erba del vicino. Le mamme acrobate, per dirla con una definizione di un bel libro di Elena Rosci, di cui parlerò nel prossimo post. Già, parlerò ancora di mamme…

I prossimi dieci anni?

Anteprime: Guida poco che devi bere di Maurizio Corona

Pubblicato giugno 12, 2013 da labiondaprof

Eccolo qui, uno dei miei scrittori preferiti, per ragioni antropologiche, prima ancora che letterarie.

Il vino, e l’acqua.

Al vin e l’aga, nella lingua di mia madre, che è poi la sua, la stessa di Corona, con poche, impercettibili varianti (questioni di pochi km). Lingua dura, aspra, intrisa di acqua, ghiaccio, neve e macchie verdi. Pini, abeti, larici, ginepri, rododendri, genziane. Poche stelle alpine, ormai. Mugo, resina e  sole caldo che spacca le pietre, dopo il gelo dell’inverno. Il vino, consolazione delle lunghe serate fredde, in inverni che sembrano non finire mai. Eterni, Dante direbbe etterni, che etterni durano.

Invece poi finiscono, e arriva una breve estate. Che porta le vipere, e i turisti. Che non si sa chi causa meno danni…

No sta pì bei vin, bei aga.

(Smetti di bere vino, bevi invece acqua).

Disse un avventore nel bar, prima di cadere lungo disteso per terra. Un esempio classico di “Fate quello che dico, non fate quello che faccio”.

Libri per bambini su come nascono i bambini

Pubblicato giugno 11, 2013 da labiondaprof

anne-geddes-cabbage-kids

Il titolo è già didascalico, direi.

Ecco qui il mio nuovo post per il blog vivalamamma di Maria Nigo:

http://vivalamamma.tgcom24.it/wpmu/2013/06/ecco-i-libri-che-spiegano-ai-bambini-da-dove-nascono-i-bambini/#more-7920

La Schiscetta chic: prof e pause pranzo

Pubblicato giugno 6, 2013 da labiondaprof

5734140-lunch-box-with-sandwich-and-apple

Ecco, adesso anche la schiscetta è diventata chic: la Schichic, “dalla connotazione tecno, fashion, wellness”

http://www.elle.it/Moda/Shopping/schichic-lunch-box-schiscetta-polli-cooking-lab

Da un po’ vedo articoli sul quick lunch, sulle scatoline “bento”, sulla chiccheria di uno spuntino bioetnotrendy, preparato in casa e mangiato in pausa pranzo, magari seguendo le ricette di quella guru secca di Gwyneth Paltrow.

Io, con la mia dieta della prof legata a scuola dalle otto alle sei in questi giorni infernali, in questi giorni ribatto con:

  • Pane e salame (nostrano, a Km zero, portato a scuola da una assistente educatrice) e aranciata amara
  • Riso in bianco preparato dalle bidelle e acqua della “casetta dell’acqua” (antispreco e ricca di senso civico)
  • Biscotti secchi, caramelle al limone e acqua di rubinetto gustato in bicchiere di plastica delle Principesse Disney, sottratto alla Biondina (chiccissimo, a Km zero)
  • Pane e pancetta, innaffiato da chinotto ghiacciato (come un vero muratore bergamasco)

A me, la Schichic fa ridere. Noi prof schiacciati dalla burocrazia, noi sì che siamo schisciati. Chic non so. A volte, forse.

 

Il bravo insegnante/1

Pubblicato giugno 5, 2013 da labiondaprof

488220_401840543203152_1597929902_nSommersa dalle ultime scartoffie, malconcia per la dieta della prof degli ultimi giorni di scuola, oggi per esempio panini al salame e aranciata, inizio a ripensare all’anno scolastico che sta per finire. E, una frase al giorno, vediamo di farlo finire bene:

Jean Jaurès :  “Non si insegna quello che si vuole; dirò addirittura che non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è”.