Il libro delle feste: I quattro libri di lettura

Pubblicato gennaio 2, 2014 da labiondaprof

Durante i giorni di festa, oltre ad aiutare laBiondina con i compiti (ebbene sì), ho letto con lei alcune favole tratte da un libro che non avevo mai letto nella versione integrale: I quattro libri di lettura di L. Tolstoj.

I quattro libri di lettura sono un’antologia di favole, scritte tra il 1870 e il 1875, e ripubblicate da ISBN edizioni, con i disegni inediti di Alice Beniero.

Lo scrittore dedicò la sua raccolta (rimaneggiamento di una precedente raccolta, intitolata Sillabario) «a tutti i fanciulli, da quelli della famiglia imperiale a quelli dei contadini, perché ne traggano le loro prime impressioni poetiche»

Per realizzare la raccolta Tolstoj si fece aiutare dai suoi piccoli scolari. Lo scrittore e i bambini, figli di contadini, a cui egli insegnava a leggere e scrivere, condividevano le storie; mentre Tolstoj scriveva, i bimbi partecipavano con frasi, riflessioni, suggerimenti. L’interesse pedagogico di Tolstoj, diretto ai bambini poveri per cui fonda la scuola di Jasnaja Poljana, e poi molte altre, trova compimento proprio nella realizzazione di questa raccolta di storie, dalla varia origine: alcune favole di Esopo rielaborate, il rifacimento di leggende russe o indiane, racconti della tradizione russa e tedesca, storie vere, descrizione di fenomeni fisici (acqua e vapore).

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Le storie sono semplici, adatte all’infanzia, e piene di poesia, di saggezza contadina, di una cultura attenta alla Natura, abituata ai grandi silenzi e ai grandi spazi. Distese di prati innevati, foreste immense, la steppa arida e sconfinata.

La prefazione è di Ermanno Olmi, il grande regista bergamasco, cantore del mondo contadino nel suo capolavoro L’albero degli zoccoli.

Tra le preferite di mia figlia, le storie del  mastino Bulka e la ragazza topolino.

File:Tolstoi avec ses petits-enfants.jpg

Tolstoj scrittore e Tolstoj insegnante: mi ha sempre incuriosito la sua attenzione per l’insegnamento, la sua convinzione che l’istruzione e l’educazione fossero l’antidoto al dispotismo, che i figli dei contadini, e in generale tutti i bambini, avessero il diritto di imparare attraverso metodi non impositivi ma tramite la curiosità e l’entusiasmo.

Queste sue parole riassumono bene, credo, il rapporto tra insegnante e alunni:

« Ma i ragazzi non si lasciano ingannare…Noi cerchiamo di dimostrare che siamo intelligenti, ma essi non se ne interessano affatto, e vogliono sapere se siamo onesti, se siamo sinceri, se siamo buoni, se siamo compassionevoli, se abbiamo una coscienza dietro il nostro desiderio di mostrarci solo infallibilmente ragionevoli »

3 commenti su “Il libro delle feste: I quattro libri di lettura

  • E’ sempre affascinante, la vis pedagogico-antropologica di alcuni grandissimi. Tolstoj è uno, ma penso anche al nostro Calvino con le sue Fiabe, e non solo. Ricordo che furono la mia passione durante gli anni delle elementari.

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