I compiti delle vacanze: ma basta!

Pubblicato gennaio 6, 2014 da labiondaprof

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Bene, l’ennesimo spunto arriva da un articolo del Corriere che ha superato i 150 commenti, scritto da Rossella Boriosi, una mamma blogger che a volte seguivo su style.it.

Ella sostiene che i compiti mediamente assegnati ai bambini delle elementari e ai ragazzini delle medie sono troppi, inutili e senza senso. Poi rivolge alcune domande a Maurizio Parodi, un “esperto”, il quale sostiene che i compiti non vanno proprio assegnati. L’alternativa? Gli insegnanti dovrebbero suggerire di leggere libri, andare ai musei, visitare città d’arte e mostre. Quelli sì che sono stimoli…

Io ho già scritto diversi post sui compiti, sono anche andata in Tv in una trasmissione a parlarne (Nel cuore dei giorni), ormai quasi due anni fa.

Francamente, sono un po’ stanca di tutti questi genitori che accusano i professori di incompetenza, scarso impegno e poca professionalità, e che pensano di sapere meglio di un insegnante come svolgere un programma, se e quanti compiti assegnare, magari anche come interrogare e quali voti mettere al figlio.

Non ripeterò tutto quello che ho scritto qui, e qui e qui. E che ho detto in tv qui.

Però, chiunque capisce che se vuoi imparare a suonare il pianoforte ti devi esercitare, se vuoi correre la Maratona ti devi allenare, se vuoi imparare la danza classica devi passare ore alla sbarra. Invece sembrano non capire, i genitori, che per imparare il latino, la matematica, l’inglese, la chimica, la grammatica italiana bisogna studiare e fare gli esercizi. Non c’è un altro modo.

Poi, l’altro punto dell’articolo assurdamente privo di logica: troppi compiti discriminano gli stranieri o gli alunni disagiati… Ma in ogni scuola ormai si parla di Pdp, Bes e altro: significa che, in pratica, per particolari motivi (alunno non italofono, alunno con famiglia disagiata, alunno dislessico/disgrafico etc) si devono (non possono, ma si DEVONO) stendere dei piani di studio personalizzati (magari con meno compiti o compiti alternativi).

Mi sembra molto più discriminante che ad un alunno con difficoltà si suggerisca: vai al museo, leggi un libro, vai al cinema! Queste attività hanno un costo di tempo e di denaro che le famiglie più deboli culturalmente e/o economicamente sicuramente non potranno permettersi… e allora chi parla di discriminazione?

Ah, ovviamente, da quando mia figlia frequenta la scuola primaria NON ho cambiato idea sui compiti: certo che per me, mamma, sono una seccatura a volte. Ma guai se non li avesse: in 20 giorni di vacanza dimenticherebbe la metà delle cose che ha imparato nei mesi precedenti.  Anche se viene con me alle  mostre, al cinema, e le leggo i libri di fiabe…E come lei, i suoi compagni.

9 commenti su “I compiti delle vacanze: ma basta!

  • Anche io non ripeto ciò che già scrissi da te altre volte, che ci intendiamo! Dico solo che Le Hero, il figlio dei miei amici del nord, quarta elementare, ha fatto serenamente nei giorni non festivi un’ora di compiti cronometrata al giorno, patteggiata coi genitori, in serenità e autonomia. Non si è negato un gioco, un’uscita, un cinema una mostra. Ma dalle 12 alle 13, tutti i giorni, era autoimpegnato. I suoi genitori, ovviamente in casa, facevano i fatti loro, e visto che il patto era stato stretto con lealtà tutto è andato bene.
    Buon inizio domani, cara.

  • Mammà, che insegnava alle elementari, teorizzava la necessità dei tempi di respiro e di pausa, proprio per assimilare meglio quanto imparato. Io l’ho tradotto con la formula “quando si va a scuola si lavora, quando si è in vacanza no” e mi organizzo di conseguenza, con qualche occasionale eccezione. Il vero punto però secondo me è un altro: ogni classe e ogni ragazzo e ogni materia e ogni orario funzionano a modo loro, e non si può partire da una regola base. Quanto ai genitori, non dovrebbero entrarci né tanto né poco, visto che i compiti sono dati ai ragazzi – al massimo un cauto appoggio morale dall’esterno. L’impressione che qualche collega però esageri a volte l’ho avuta anch’io, e il sospetto che sui giornali a volte non sappiano cosa scrivere anche.
    E buon anno, naturalmente🙂

  • Ho letto quell’articolo e l’ho trovato condivisibile, in parte!
    So di famiglie bloccate (malgrado ci siano regole antiche che lo proibiscono) dai compiti dati dal venerdì/sabato al lunedì . . . So di famiglie che si sono ridotte a maratone di compiti, urli e piagnistei da Natale alla Befana, perché un’ora al giorno non bastava . . . ma sono i casi di cui parla Murasaki, qualche Prof che esagera.🙂
    Non credo che l’integrazione passi dalla mole dei compiti.
    All’epoca anche a casa mia, con tre figli e differente impegno da parte di ognuno di loro, si arrivava alla fine delle vacanze (Natale, Pasqua e Estate) con tutti i compiti fatti, forse gli unici nelle loro classi.😉
    Quello che non ho ancora letto (e già mi preoccupa) è la situazione di quei bambini (come PiccoloLord) che avendo la settimana distribuita tra “genitore X” e “genitore Y”, quando sono da uno/a hanno delle regole che rispettano e dall’altro/a vivono in piena anarchia. Ne ho sentite di storie di questo genere.🙂
    Per quello che riguarda il consiglio di leggere/andare per musei o a teatro/cinema, sono anni che mi chiedo perché nessuno pensa a un bonus/figlio che permetta a TUTTE le famiglie con figli in età scolare (asilo, elementari e medie) di avere un minimo di materiale didattico/libri o entrata gratis a musei/cinema/teatro con un prezzo ridotto ai genitori che li accompagnano. Basterebbe il buon senso della mamma di famiglia. E anche maestre che non si spaventano al pensiero di portare una classe, genitori di aiuto inclusi, in gita!🙂

    Dal punto di vista di una mamma/zia/nonna.

    Ciao, Fior

    Ps. da piccola, nella città sotto le Orobie, andavo a scuola dalle suore vicino l’Autostrada (la biondaprof le conosce) ci facevano fare molte “gite” durante l’anno, unendo storia, geografia e religione, oltre allo svago, anche solo nell’ambito della nostra regione. Adesso, sento di classi elementari che fanno una (1) sola gita in quinta . . . di solito noiosissima o a Gardaland o posti simili! Stupisco!😦

  • Io ho sempre amato fare i compiti, soprattutto durante le vacanze.
    Oggi mi piace aiutare mio figlio nei compiti e devo ammettere che le insegnanti ne danno pochi, occupano mezz’oretta al giorno, quindi non ho nulla di cui lamentarmi.
    I compiti sono necessari, ma quando sono troppi sono deleteri per il benessere del bambino e della famiglia. Se un bambino finisce scuola alle 16, non può avere due ore di compiti da fare a casa, anche se il tempo impiegato, devo ammettere, che è soggettivo.

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