compiti a casa

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I 10 (+1) errori più comuni in italiano

Pubblicato febbraio 6, 2017 da labiondaprof

Nelle tesi di laurea errori da terza elementare?

Ci credo.

Come credo che sia necessario ripartire dalla grammatica: dettati, riassunti, esercizi di comprensione del testo. A scuola si fanno ancora queste attività? Sì, ma evidentemente non abbastanza (e non apro nemmeno il triste discorso di che cosa si fa in molte, troppe, ore di lezione).

Stiamo sul pezzo: quali sono gli errori che io vedo più frequentemente negli scritti dei  miei studenti?

La top ten è questa:

  1. qual’è scritto con l’apostrofo
  2. scritto con l’accento
  3. apposto invece di a posto (tutto apposto, fratello!)
  4. gli ho detto invece di le ho detto/ho detto loro
  5. settimana prossima invece dell’espressione “La settimana prossima”
  6. non c’è la facciamo (invece di non ce la facciamo)
  7. si senza accento (mi ha detto si!)
  8. egli con l’accento (Manzoni e Napoleone si rotolano nelle rispettive tombe)
  9. non ai capito (hai)

Invece, per par condicio, molti miei colleghi, convinti di essere trendy, utilizzano “piuttosto che” nel modo sbagliato.

Invece di usarlo davanti a proposizioni avversative con il significato di “anziché”: Piuttosto che mangiare quel piatto, non mangio affatto!, lo utilizzano come se fosse una congiunzione disgiuntiva come oppure.

Possiamo andare al cinema, piuttosto che a teatro, piuttosto che in un locale…

vedi la Treccani in proposito: qui

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Il manuale del giovane scrittore creativo: recensione

Pubblicato gennaio 31, 2015 da labiondaprof

Recensione Manuale del giovane scrittore creativo di Bianca Pitzorno

Non avevo mai letto questo libro di Bianca Pitzorno: un’autrice che, per ragioni personali ma anche professionali, apprezzo molto.

Si tratta di un libro dedicato ai bambini-ragazzini che amano leggere e scrivere, ma è semplice ed accattivante al punto da coinvolgere, secondo me, anche quelli più refrattari.

Suddiviso in agili capitoletti, ha per protagonista la bambina di Ascolta il mio cuore, ovvero Prisca Puntoni. Ogni capitolo, corredato da disegni tratti dall’album della protagonista, esplora una possibilità di scrittura: il gioco del romanzo, possibile anche con più giocatori, con cui mettere in successione delle carte che rappresentano personaggi e situazioni (il protagonista, la partenza…); l’acrostico per trovare il proprio nome d’arte; il gioco delle sostituzioni di parole all’interno di un breve brano ed altri ancora.

Per un adulto, una lettura rilassante che porta via un pomeriggio; per me, che insegno Italiano ai ragazzini delle medie, una vera miniera di idee. Per le mamme e per i papà, un modo intelligente per condividere momenti creativi e divertenti con i propri figli.

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Esiste anche la versione illustrata con Snoopy in veste di scrittore (Era una notte buia e tempestosa…) ma si trova solo usato o nei siti che si occupano di fumetti.

Ma vuoi mettere il bracchetto più creativo del mondo?

Con questo post partecipo, dopo lungo tempo ai venerdì del libro da homemademamma.

 

Compiti delle vacanze: come sopravvivere in 5 mosse

Pubblicato dicembre 31, 2014 da labiondaprof

L’argomento compiti a casa-compiti delle vacanze sta diventando un nuovo classico: ogni tanto, ciclicamente, ritorna. Come la sparizione delle mezze stagioni, il fascino intramontabile del tubino nero, gli scudetti rubati della Juventus.

Alle soglie delle vacanze estive e invernali, la tragedia si abbatte sulle famiglie italiane (e non solo): gli insegnanti, esseri men che umani, si ostinano a perpetrare quell’obsoleta prassi che risale a ere geologiche lontane, cioè assegnano i compiti a casa ai loro alunni. Così, gli animi si infiammano: cori da tragedia greca si animano, blogger scrivono, giornali rilanciano, esperti si esprimono, iniziative si impennano.

Io, francamente, non capisco. Non capisco perché molti genitori non capiscano questi facili parallelismi logici: se vuoi suonare uno strumento devi esercitarti, se vuoi praticare uno sport devi allenarti, se vuoi andare bene o benino a scuola devi lavorare un po’ anche a casa. Dove si inceppa il loro pensiero? Per chiarire: io assegno i compiti a casa, i compiti per le vacanze estive, i compiti per le vacanze invernali. Ne ho parlato in tv, ne ho scritto qui, qui, qui e qui. Ah, e qui.

Ecco quindi 5 semplici accorgimenti per sopravvivere indenni ai mostruosi compiti delle vacanze

  1. Controllare insieme al figlio, ripeto, insieme e non al posto suo, tutti i compiti scritti sul diario. Poi, con calma, distribuire il carico di lavoro tra le giornate di vacanza, tenendo libero il giorno di Natale, il Capodanno e un altro giorno a scelta. Quindi, non spararsi tutti i compiti nei primi due giorni o provare il brivido della maratona cruenta negli ultimi due giorni, ma portare un equo carico di compiti sulle spalle.
  2. Programmare un momento della giornata, possibilmente sempre quello, dedicato allo svolgimento dei compiti. Prima di cena, la mattina prima di uscire o il pomeriggio dopo aver pranzato, purché si rispetti la routine… No, ecco: le 22:00, dopo la tombolata con i nonni o l’ultimo cartone animato adrenalinico, non è un orario plausibile
  3. Annullare ogni stimolo visivo e sonoro. Tradotto: non serve insonorizzare le stanze, è sufficiente spegnere il cellulare del figlio (se lo possiede già) e silenziare il vostro, far sparire la Playstation, occultare il tablet e il telecomando della tv. Silenzio e concentrazione, modello frate amanuense nella biblioteca, o Clarissa in preghiera attiva e solerte.
  4. Rimanere nei paraggi mentre il figliolo svolge i compiti, ma non compiere l’Errore, l’Errore fatale e da lettera maiuscola: mai sostituirsi al figlio. Mai fare i compiti al posto suo, mai nemmeno finirli, mai nemmeno colorare i disegni, mai nemmeno… Insomma: il figlio svolge gli esercizi e voi leggiucchiate cose vostre, scrivete le vostre memorie, impastate la sfoglia per la torta salata, vi date lo smalto. Al limite, se alla terza rilettura il piccolo non ha capito cosa deve fare, è possibile spiegare la consegna dell’esercizio. Poi, via, non appollaiatevi sulla spalla del figlio come la scimmietta del Pirata Barbanera.
  5. Last but not least: anche se ritenete che i compiti siano troppi, o difficili, o dispersivi o inutili, non lo fate trapelare mai. Siano perciò bandite frasi come Ma le maestre le fanno le vacanze, però! o I professori vi vogliono chiusi in casa, maledetti loro e i loro compiti! Attenzione anche alla mimica: alzare gli occhi al cielo come San Lorenzo sulla graticola, o rotearli fiammeggiando, come il Caronte dantesco, dimonio dagli occhi di bragia, magari aprendo le braccia sconsolato come un tifoso interista ai rumors di un ritorno di Balotelli, è un chiaro messaggio. Non verbale, ma chiaro.

E ora, buoni compiti e buon 2015.

p.s. Per chi se lo chiedesse: sì, mia figlia frequenta la scuola primaria. Sì, le sue maestre le hanno assegnato dei compiti per le vacanze. Sì, credo che la pensino come me.