ebook

Tutti i post nella categoria ebook

Autunno in rosa

Pubblicato ottobre 19, 2016 da labiondaprof

Il mio libro Mi vuoi sposare? è ora disponibile anche in versione digitale. Lo trovate su Amazon qui

mi vuoi sposare

Annunci

Estate in giallo4. La confraternita dei lettori: i racconti.

Pubblicato settembre 19, 2016 da labiondaprof

Una delle iniziative che più mi è piaciuta, come componente della Confraternita dei lettori, è stata la possibilità di scrivere un racconto ispirato al personaggio di Radeschi, ambientato nei luoghi di Milano che lo vedono protagonista nel libro La confraternita delle ossa.

I racconti sono pubblicati in questi giorni sul sito Milanonera: c’è anche il mio. Per quanto riguarda la scelta del luogo, avevo in mente due possibilità. La chiesa di San Bernardino alle ossa, e avrei scritto una storia oscura e “nera”, oppure il Vicolo dei Lavandai. Ho scelto questa ambientazione, perché avevo voglia di scrivere una storia più “rosa”, che contenesse quindi un crimine, ma anche una storia d’amore. Così, ho dato vita ad un personaggio femminile che mi è piaciuto molto: una ragazza bella e misteriosa, che racconta una storia dove amore, gelosia e delitto si intrecciano. E che, si intuisce, non è estranea al finale della storia…

Potete leggere il racconto qui: http://www.milanonera.com/racconti-della-confraternita-radeschi-8/

fumettosa

 

Estate in giallo 1

Pubblicato luglio 29, 2016 da labiondaprof

L’estate è per me il tempo delle letture: rosa, giallo, noir. Tanti colori, tanti generi. Scrittori italiani, scrittori stranieri. E sì, anche qualche libro per la scuola. (A proposito, un professore che legge è in vacanza o si sta aggiornando? Autoformazione?)

Quest’anno poi sono coinvolta in un’iniziativa particolare, che mi interessa come lettrice e come blogger. E come appassionata del genere giallo, direi.

Sono entrata a far parte della Confraternita dei Lettori. Suona bene, eh? Abbastanza esoterico… in realtà è tutto molto semplice, ma coinvolgente. L’8 settembre uscirà il nuovo romanzo di Paolo Roversi, scrittore che seguo anche sui social (i suoi consigli sulla scrittura soprattutto), che si intitola La confraternita delle ossa.

fumettosa

Paolo Roversi ha pensato di coinvolgere 100 lettori, che avranno il privilegio di leggere in anteprima il romanzo (eh, sì), nel lancio del libro. I cento lettori, tra cui ci sono anche io, fanno parte di un gruppo chiuso (su Facebook): insieme prepareremo una serie di iniziative che precederà e accompagnerà l’uscita del libro. Come? Attraverso i social: per ora le iniziative  stanno prendendo forma dagli spunti che quotidianamente nascono dall’autore stesso e da noi lettori. Nel linguaggio della scuola diremmo che è un lavoro “in itinere”, e non sbaglieremmo, per una volta.

Per ora, dirò solo che il libro ha per protagonista il giornalista Radeschi, già protagonista di altri romanzi di Roversi, alle prese con la sua prima indagine. Ambientazione: Milano. Quelli che vedete nella copertina sì, sono proprio teschi, e rimandano ad una chiesa, particolarissima, di Milano. Qual è la chiesa? Perché è un luogo significativo nella storia?

Ne riparlerò presto. Non ora, non ancora.

PaoloRoversi_LaConfraternitaDelleOssa_copertina.png

 

Principesse e antiprincipesse

Pubblicato maggio 14, 2016 da labiondaprof

Dopo il post sulle Storie della buonanotte per ragazzine ribelli, di nuovo parliamo di principesse e antiprincipesse.

L’opportunità di presentare modelli alternativi alla classica storia “della principessa che poi sposò il principe” è sempre più chiara, e importante. Le bambine non devono pensare di avere un destino già tracciato, non devono pensare solo a sposarsi e avere figli, non devono convincersi che non sono portate per la Matematica e le materie scientifiche in generale, non devono autolimitarsi nei loro progetti e nei loro traguardi.

La Rapsodia edizioni ha dato il via alla collana delle Antiprincipesse: donne che senza un castello, un principe azzurro, una fata madrina, hanno realizzato grandi cose. E, soprattutto, hanno realizzato se stesse.

La prima uscita riguarda una pittrice che io amo molto: Frida Khalo.

http://www.rapsodiaedizioni.com/portfolio-item/frida-kahlo-antiprincipesse-1/

 

 

Labiondaprof: recensione Eco di Bergamo

Pubblicato marzo 29, 2016 da labiondaprof

Nemo propheta in patria… e invece, per la 2 volta, eccomi qui:

https://drive.google.com/file/d/0B9DB3CfT80LNd2xGMDZ0emViclE/view?usp=sharing

E inoltre oggi sarò ospite nella trasmissione Ciao gente, trasmissione della televisione Seilatv, canale 216, visibile in Lombardia…

 

Centauria: il re della mezza porzione

Pubblicato gennaio 8, 2016 da labiondaprof

C’è un film, italiano, che amo molto. Si intitola C’eravamo tanto amati; attori e attrici di razza (Manfredi, Gassman, Sandrelli, Satta Flores, Ralli) e il ritratto di un’Italia che nel dopoguerra sperava di cambiare, ma si ritrova invece, trent’anni dopo, disillusa e ferita.

In questo film, agro e sentimentale al tempo stesso, spesso i protagonisti per risparmiare pranzano e cenano in un ristorante romano dove servono le mezze porzioni: Il re della mezza porzione. Più che un ristorante, una trattoria, che esisteva davvero in quegli anni, secondo quanto affermato dal regista Scola.

In questi giorni mi è venuto in mente proprio il nome di questa trattoria… e perché? Non ho rivisto il film, non lo vedo da un po’ ormai.

In realtà, ed è la dimostrazione di come il nostro cervello funzioni per misteriose rispondenze e associazioni mentali, tutto è scaturito da questo:

http://www.centauria.it/prodotti/approfondimento/distillati.shtml

I distillati, cioè dei romanzi che sono stati, per così dire… non trovo la parola adatta. Riassunti? sintetizzati? setacciati? ridotti all’osso? allo scheletro?

Sono attonita: non abbiamo tempo per leggere, così ci riducono le pagine dei libri di successo, e noi leggiamo. Forse, la speranza dell’editore è quella. Poi  però non ci bastano 140 caratteri su Twitter: forse ne vogliamo 10.000. E ce li daranno. Abbiamo allora troppo tempo per scrivere?

E a chi dice che esistevano già i bignami, i compendi e le edizioni ridotte per bambini/ragazzi, risponderò che non si tratta della stessa cosa.

Un bignami o un compendio posso usarlo per studiare (a scuola, da sempre, gli studenti consultano degli orribili libretti di riassunti dei Promessi Sposi, se lo considerano un mattone e non vogliono leggerlo in versione integrale), un’edizione per bambini/ragazzi di un classico come Moby Dick o Piccole donne è diretto ad un’età precisa. Qui invece si parla di adulti che non hanno il tempo di leggere…

Really?

Esistono svariate alternative, se si ha poco tempo per leggere:

  • si leggono libri di dimensioni meno corpose (un Calvino, un Maurizio de Giovanni, i racconti di Maupassant uno al giorno…)
  • si sta meno su twitter, instagram, periscope, vine, wordpress, facebook e si utilizza il tempo rubato ai social per leggere
  • una sera ogni tanto non ci si abbiocca davanti alla tv ma si legge

Diciamola tutta: chi vuole leggere, il tempo lo trova. Gli altri inventano scuse. E assumono distillati.

 

 

 

 

La gemella silenziosa: recensione

Pubblicato settembre 16, 2015 da labiondaprof

Quando un giorno si scatena una violenta tempesta, Sarah e Kirstie rimangono isolate. Nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: «Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io». Sarah è devastata e il tarlo dell’errore comincia a torturarle l’anima. Cos’è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?

(La gemella silenziosa di S.K. Tremayne, Garzanti.)

Il tema dei gemelli è, da sempre, frequentato in letteratura e dal cinema: dalle commedie alle tragedie, dai romanzi storici (La maschera di ferro di Dumas) agli horror (Shining, e ho detto tutto), ai thriller (Inseparabili).

I gemelli sono interessanti, inquietanti, affascinanti. Due persone dall’aspetto uguale: il tema del doppio, di due individui che sembrano interscambiabili, che comunicano tra loro fin da piccoli con una sintonia che sembra perfetta e autosufficiente.

La gemella silenziosa sfrutta benissimo il tema dei gemelli omozigoti, cioè quelli perfettamente identici.

Due bambine, due gemelle, una madre e un padre: un piccolo mondo felice. O così sembra.

Un giorno tutto questo va in pezzi: una delle due gemelle muore, cadendo da un balcone della casa dei nonni. La mamma è distrutta, la sorella sopravvissuta si sente sola e triste e il padre decide di affrontare la situazione cambiando radicalmente la vita di tutti loro: si trasferiranno su un’isola delle Ebridi, l’isola di Skye, dove lui possiede un vecchio cottage, appartenuto alla sua famiglia.

Ben presto però emergono inquietudini, tensioni tra Sarah (la moglie) e Angus (il marito). Non si amano più, e il rancore che provano l’uno verso l’altra sembra averli allontanati inesorabilmente. Ognuno sembra avere delle ragioni valide per non fidarsi più dell’altro. Inoltre, si aggiunge un fatto inquietante: la gemella sopravvissuta inizia a dire che lei in realtà non è Kirstie, come tutti credono, ma Lydia, la gemella che tutti hanno creduto morta. Anche il suo comportamento sembra compatibile con questa affermazione: è diventata più silenziosa, meno esuberante ed è interessata alla lettura. Insomma, è davvero sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa.

A questo punto la storia sembra prendere una piega paranormale, la madre inizia a chiedersi se aleggia attorno all’unica sopravvissuta la presenza dell’altra, o se Kirstie è solo confusa e ancora traumatizzata dalla perdita della sorella, l’essere che le era più vicino al mondo. L’essere identico a lei: bionde entrambe, con lo sguardo azzurro e la pelle chiara. Nate nel giorno più freddo dell’anno, le chiamavano Le Gemelle di ghiaccio

Nel frattempo Kirstie (o è davvero Lydia?) non riesce ad inserirsi a scuola, nonostante i tentativi anche della madre di creare dei legami con le compagne e le loro mamme, e soffre molto la solitudine sull’isola, mentre le tensioni tra moglie e marito si acuiscono sempre di più.

Per non arrivare ad un clamoroso spoiler, dirò solo che nulla è come sembra, in questa storia, e la verità emerge lentamente, superando gli “ami” gettati dall’autore (follia della madre, follia della figlia, persino il sospetto di un abuso, presenza della gemella fantasma…). Le ipotesi sulla vera natura della gemella scomparsa nascono nella mente del lettore man mano che la storia procede, ma la verità, assolutamente terrena, logica e “umana” sarà svelata solo nel finale, quando il punto di vista della narrazione sarà assunto definitivamente da Angus.

Una storia di amore e di dolore, di perdita e di accettazione, che colloca i personaggi in un ambiente naturale suggestivo ma difficile, anche questo un topos letterario, l’isola e la casa sperduta.

Un espediente che contribuisce a coinvolgere ulteriormente il lettore è la scelta di adottare due punti di vista diversi nella narrazione: a capitoli narrati dalla madre, al presente, si alternano capitoli al passato, narrati dal punto di vista del padre.

Nulla di nuovo, ma un mix di elementi ben mescolati, che ha il pregio di tenere desta l’attenzione del lettore fino al finale, non scontato ma, per chi ha esperienza di thriller, logico e congruente.