fashionblabla

Tutti i post nella categoria fashionblabla

Olga Uboli: gioielli bergamaschi

Pubblicato marzo 23, 2013 da labiondaprof

TerreDiMaggio

Gioielli di Bergamo… Sto parlando delle Orobie? Di città alta? Della Cappella Colleoni? Del Passo della Presolana? Dei dipinti di GiovanBattista Moroni? o di quelli di Lorenzo Lotto? il Baschenis?

Nulla di tutto questo: semplicemente gioielli, gioielli veri. In argento. Anelli, bracciali… questi:

Arnia

Cuffie

Li ho scoperti per caso, e mi hanno incuriosito da subito. Così ho provato a contattare le designer che li creano, Anita e Martina, che si firmano con un unico nome d’arte, Olga Uboli. Mi piace che siano giovani, che siano della mia terra, che siano creative e all’inizio della carriera, aperte al nuovo e al cambiamento. Hanno appena partecipato alla settimana della moda a Milano come designer emergenti, coolhunteritaly.

Il loro sito: http://www.olgauboli.com/It/gioielli.html

Ecco qui la mia intervista:

  • Gentili Anita e Martina, dietro il nome Olga Uboli ci siete voi: potete spiegare a chi legge la scelta e l’origine del vostro nome d’arte?

Nostra intenzione era dare alle nostre creazioni una provenienza femminile. Ci piaceva l’idea che fosse una donna, quindi con nome e cognome a rappresentare il lavoro a 4 mani di due ragazze. Quindi Uboli rappresenta la fusione dei nostri cognomi, mentre Olga è un nome che piaceva molto a entrambe e che ci ricordava  un’anziana signora che viveva molti anni fa nel nostro paese: sembrava una strega ed incuteva mistero e paura, da molti era considerata folle, per altri invece era semplicemente geniale .

  • Quando vi siete conosciute? Come e quando avete deciso di collaborare e iniziare la vostra attività insieme?

Ci conosciamo da molti anni e abbiamo condiviso diverse esperienze. L’idea di creare gioielli è nata nel 2009, in una notte d’estate valenciana, in spiaggia. Entrambe abbiamo sempre avuto il bisogno di creare con le nostri mani, sperimentando materiali diversi. L’idea di lavorare l’argento era cosa sconosciuta per entrambe. In quella lunga notte di sabbia, di sale e di stelle ci siamo dette che dovevamo provarci e che insieme avremmo unito le nostre forze.

  • Quali difficoltà iniziali avete incontrato e quando avete capito che quella che stavate percorrendo era la direzione giusta?

La difficoltà principale era innanzitutto conoscere una tecnica nuova e molto complessa e riscontrare le difficoltà di non avere gli strumenti adatti. Successivamente dopo le prime creazioni, è stato difficile riconoscere il fatto che i nostri gioielli potessero uscire dal laboratorio e mostrarsi al ‘mondo’.

Il capire che sia la strada giusta, è una sfida che cogliamo con coraggio tutti i giorni. La sfida è che questo nostro sogno possa diventare un vero progetto lavorativo.

  • Avete scelto l’argento come materiale delle vostre creazioni: perché?

L’argento è un materiale molto luminoso e “fresco”. Amiamo il suo colore e la sua luce. I nostri progetti futuri, comunque, prevedono anche altri materiali. Al momento stiamo sperimentando il bronzo e l’ottone.

  • Nelle ultime collezioni compaiono anche altri materiali come il tulle e la seta: a quali esigenze creative rispondono?

La volontà è di accostare un materiale prezioso a materiali “poveri”, che acquistano una loro personale eleganza e ricchezza, andando a definire giochi di forme quasi eteree.

  • Dove si possono acquistare i vostri gioielli?

I nostri gioielli sono in vendita presso il sito www.birikbutik.com; Flo Concept Store in via Lungarno Corsini a Firenze; Enoteca Ombre Rosse in via Plinio a Milano; presso il nostro laboratorio su appuntamento.

  • Diteci qualcosa dei vostri progetti per il futuro

Accanto alla realizzazione di pezzi in argento 925, stiamo progettando gioielli in bronzo. A breve vorremmo proporre, oltre ad anelli e bracciali, anche spille, orecchini e collane.

  • Un personaggio famoso per cui vi piacerebbe creare una linea di gioielli ad hoc?

E’ un’idea forse ambiziosa la nostra, ma ci piacerebbe che i nostri gioielli fossero ad hoc per diverse tipologie di persone. Non riusciamo ad immaginare una linea adatta ad un personaggio famoso, immaginiamo invece che una nostra creazione possa essere indossata con eleganza da diversi tipi di donne, e perché no, anche da alcuni tipi di uomo.

  • Sono autrice di un libro sul marito perfetto e sui matrimoni: non avete mai pensato a creare delle fedi o degli anelli di fidanzamento? Come immaginereste un anello per un fidanzamento classico e un anello per un fidanzamento classico? E le fedi?

Abbiamo realizzato fedi per amici, e in quel caso ci siamo affidati ai gusti dei futuri sposi. Crediamo che ogni gioiello, come ogni creazione trasmetta vibrazioni proprie, che generano sentimenti diversi in ogni individuo. Ogni gioiello può divenire quindi un anello di fidanzamento ad hoc, in base al significato che ognuno può dare.

  • Un’ultima domanda: quali consigli dareste ad un giovane che volesse intraprendere la vostra professione?

Siamo giovani e inesperte per poter dare consigli utili. Possiamo però condividere con altri giovani designer, che stanno sperimentando questa esperienza, un grande sentimento di gioia nel vedere che piano piano, alcuni passi nella direzione che vogliamo intraprendere, li stiamo facendo. Condividiamo lo smarrimento, talvolta, di non sentirsi del tutto preparate, di non sapere se le scelte fatte siano quelle giuste, ma siamo fiduciose, perché crediamo nella possibilità umana di trovare il proprio posto, anche se i tempi sono difficili, crediamo nella collaborazione tra giovani, nella loro forza creativa e intraprendente, che sfida con coraggio la “Crisi”!

Vi ringrazio della disponibilità e della cortesia, vi saluto complimentandomi ancora per l’originalità vostre creazioni.

Elisabetta Belotti

Annunci

Casalinghe, moda e multitasking

Pubblicato gennaio 28, 2013 da labiondaprof

stepford-wives

Il mio articolo su fashionblabla: Volevo fare la casalinga… E invece sono una donna in carriera

http://www.fashionblabla.it/people/chick-lit-italiana-volevo-fare-la-casalinga-e-invece-sono-una-donna-in-carriera.html

Audrey Hepburn, L’incanto di una donna: il mio venerdì del libro

Pubblicato gennaio 19, 2013 da labiondaprof

Vent’anni. Sono passati vent’anni. Il 20 gennaio 1993 moriva una donna. Una donna affascinante, un’attrice eterea, un’icona di eleganza: Audrey Hepburn.

Il mio venerdì del libro è dedicato a lei, con questo libro:

41Ebvy73HML._SL500_AA300_

La sua vita, la sua eleganza, il suo fascino senza tempo.

Ripubblico anche un post che avevo scritto per lei e per il 50esimo anniversario di Colazione da Tiffany su Fashionblabla: QUI

Insegnanti e alunni ai tempi di facebook

Pubblicato gennaio 12, 2013 da labiondaprof

$T2eC16F,!ygE9s7HHgu8BQQ9hIR9og~~60_35

Premessa: non ho mai avuto un profilo facebook. Tuttora non è un social network che adoro… però ora ho un profilo facebook. Qualcosa non torna, vero?

No, non sono schizofrenica, non ho due parti del cervello che combattono tra loro a mia insaputa. Il fatto è che ho pensato di utilizzare facebook per pubblicare sia le novità riguardo ai miei libri (oh, fa tanto vera scrittrice, quest’affermazione), sia i post che scrivo per il mio blog, che quelli che scrivo per il blog vivalamamma, donnain e fashionblabla.

Perché? Perché molte persone, che potrebbero essere interessate a quanto scrivo, navigano più su facebook che per blog e allora diventa un po’ come per Maometto e la montagna: se non leggono i blog, ma solo facebok, allora vado io a presentare le cose che scrivo su facebook. Poi loro verranno sul mio blog. Chiamiamolo marketing, va’.

Quindi: continuo a non impazzire per facebook, lo uso solo come vetrina. Beh, non ditelo a Mark Zuckerberg, anche se ho la vaga impressione che non si offenderebbe 😉

Quello che intendo dire è che non passo il mio tempo su facebook, se non lo stretto necessario per scrivere, non navigo nei profili delle persone che conosco, preferisco parlare con loro. Nei profili di chi conosco solo di vista poi non entro proprio, non amo farmi i fatti degli altri… chi mi conosce lo sa.

Perciò, ora mi trovo ad affrontare un problema, che in realtà è un falso problema: le richieste di amicizia di alcuni alunni e di alcuni genitori di miei alunni. Ho deciso così: sì ad ex alunni e genitori di ex alunni, no, un no assoluto e inderogabile agli alunni attuali e alle loro famiglie. Perché? Perché ritengo che il rapporto che ho attualmente, e cioè Insegnante-Alunno(e Insegnante-Genitore di Alunno), sia prezioso e delicato. Niente deve interferire in questo rapporto, nemmeno facebook, con tutti i possibili fraintendimenti che questo mezzo potrebbe portarsi appresso.

Diverso è il caso degli ex alunni: con loro ormai rimane la conoscenza, la stima (credo, con ragionevole fondatezza), un certo affetto, ma non c’è più la consuetudine quotidiana, né il fatto che io devo interrogarli, mettere voti alle loro verifiche, o scrivere note disciplinari… Insomma, non ho nulla di vincolante nei loro confronti, e quindi sono libera di accettare la loro amicizia virtuale. Anche perché hanno ormai 14-15-16 anni e oltre.

Invece, i miei alunni attuali hanno solo 11, 12, 13 anni e, loro lo sanno già perché l’ho già detto in classe, ritengo che sia un po’ presto occupare il loro tempo sui social network. Quando dovrebbero solo studiare, fare sport o studiare musica, e andare a giocare all’oratorio.

Quindi, riporto qui il post che avevo già scritto su quello che per me è il corretto rapporto Insegnante-Alunno ai tempi di facebook, e direi in ogni tempo:

AMICI? MAI.

 

Mia figlia ama le principesse 2

Pubblicato dicembre 6, 2012 da labiondaprof

A mia figlia piacciono le principesse, va bene.

Alla mamma, anche. Vedi qui, qui e qui.

Quindi, dopo il mood rock di ieri, torniamo subito in modalità principesse: occhioni sognanti, capelli biondi e morbidi, lieto fine con castello e discendenze. Come Kate, insomma…

Ecco oggi il mio nuovo articolo per fashionblabla

http://www.fashionblabla.it/style/principesse-preziose-disney-chopard.html

Aggiornamenti

Pubblicato novembre 24, 2012 da labiondaprof

In attesa di altre novità,

ecco qui il mio ultimo articolo per fashionblabla

http://www.fashionblabla.it/people/barneysdisney-electric-holiday.html
e quello per donnain:

http://www.donna-in.com/2012/11/preso-nella-rete-libro-guida-per-bambini-e-genitori/

Anna, Emma e le altre.

Pubblicato novembre 5, 2012 da labiondaprof

Premesso che non amo molto i film tratti dai libri, soprattutto se sono libri classici o che ho amato molto, ho imparato che ci possono essere delle eccezioni.

Il nome della rosa, per esempio. Il film, pur essendo ovviamente più sintetico e più “facile” del libro di Eco, non ne tradisce lo spirito, secondo me.

Nel regno della fantasy, che non amo proprio, devo riconoscere che la trilogia del Signore degli Anelli è visivamente spettacolare e, per me, un filo noiosa proprio come l’originale di carta stampata ( e ora, amanti della fantasy, attaccatemi pure).

Invece, per la categoria “non l’ho visto e non mi piace”, uscirà in Italia nei mesi prossimi il film sulla storia di Anna Karenina, del regista Joe Wright (già regista di Orgoglio e Pregiudizio pochi anni fa).

Keira Knightley è Anna Karenina, Aaron Johnson  è il Conte Vronsky e Jude Law il marito (credo che il bel Jude interpreti per la prima volta la parte del marito cornuto. In Closer era tutto molto più complicato).

Lei mi sembra troppo giovane, troppo magra e troppo moderna, anche se l’hanno abbigliata e imboccolita; il giovanotto è scialbo assai. Forse Jude Law, nonostante sembri, dal trailer, ingrigito e ingessato ad arte, sarà ancora il meno peggio.

Quando lessi per la prima volta Anna Karenina ero davvero giovane, avevo quattordici anni, eppure mi piacque molto. L’ho riletto, negli anni, e mi sono sempre più affezionata al personaggio di Anna: la sua bellezza, il suo amore per il figlio, la sua comprensione per il fratello, la passione che la lega a Vronsky e la consapevolezza che questo amore le darà gioia e sofferenza insieme, la sua vanità femminile, il suo rapporto di stima prima e di rancore poi con il marito…. Anna è un personaggio davvero sfaccettato, antico e moderno.

In estrema sintesi: era meglio Greta Garbo.

E comunque ora per adulterio, nei romanzi, non si suicida più nessuno. Nell’Ottocento invece le donne adultere o morivano di malattia (La dama delle Camelie) o uccise (Carmen) o suicide (Anna Karenina ed Emma Bovary).

Ok, allora facciamo che ci ispiramo solo al loro abbigliamento, e non al finale delle loro storie.

E, a proposito di Anna Karenina, ecco qui il mio articolo per Fashionblabla: QUI