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Estate in giallo4. La confraternita dei lettori: i racconti.

Pubblicato settembre 19, 2016 da labiondaprof

Una delle iniziative che più mi è piaciuta, come componente della Confraternita dei lettori, è stata la possibilità di scrivere un racconto ispirato al personaggio di Radeschi, ambientato nei luoghi di Milano che lo vedono protagonista nel libro La confraternita delle ossa.

I racconti sono pubblicati in questi giorni sul sito Milanonera: c’è anche il mio. Per quanto riguarda la scelta del luogo, avevo in mente due possibilità. La chiesa di San Bernardino alle ossa, e avrei scritto una storia oscura e “nera”, oppure il Vicolo dei Lavandai. Ho scelto questa ambientazione, perché avevo voglia di scrivere una storia più “rosa”, che contenesse quindi un crimine, ma anche una storia d’amore. Così, ho dato vita ad un personaggio femminile che mi è piaciuto molto: una ragazza bella e misteriosa, che racconta una storia dove amore, gelosia e delitto si intrecciano. E che, si intuisce, non è estranea al finale della storia…

Potete leggere il racconto qui: http://www.milanonera.com/racconti-della-confraternita-radeschi-8/

fumettosa

 

Estate in giallo3: La confraternita delle ossa

Pubblicato settembre 8, 2016 da labiondaprof

Come ho già spiegato, sono entrata a far parte di un gruppo di lettura particolare: io e altri 99 appassionati abbiamo avuto la possibilità di leggere in anteprima il nuovo romanzo di Paolo Roversi, La confraternita delle ossa.

Oltre a leggere il libro in anteprima, abbiamo dialogato con l’autore, e sono nate delle iniziative molto belle: un blogtour, una serie di racconti ispirati al personaggio di Radeschi ed altre.

Una Milano nera, che lavora tanto, corre e produce; una Milano che vive anche di notte tra locali e ristoranti; una Milano che di notte vive ma che di notte uccide, anche.

Il libro è un prequel, cioè narra la prima indagine in cui il giornalista hacker Enrico Radeschi si trova coinvolto. Si ambienta nel 2002 e per certi versi, sembra un secolo fa: niente pervasività dei social, niente Facebook, gli walkman per ascoltare musica. Già però c’era l’ansia conseguente alla grande paura dell’11 settembre. Quando un aereo si schianta sul Pirellone (il grattacielo Pirelli), il primo pensiero corre ad un possibile attentato. In realtà non è così perché quello schianto ha a che fare con una serie di delitti inspiegabili. Come quello di un avvocato, ucciso in piazza dei Mercanti, che lascia uno strano simbolo proprio prima di morire? Un avvertimento? Una confessione? Un’accusa?

Proprio da questo simbolo partirà l’indagine di Radeschi, parallela a quella delle forze dell’ordine. E poi c’è anche una mantide misteriosa e bellissima, e una chiesa piena di ossa (esiste veramente, è la Chiesa di San Bernardino alle ossa). E un finale inaspettato.

Per chi conosce già il personaggio è interessante scoprire come è stato l’incontro tra lui e il cane Buk, come Radeschi abbia mosso i primi passi come hacker e come lui e Loris Sebastiani, figura fondamentale nelle successive avventure, si siano conosciuti.

Milano e il genere giallo: viene in mente Scerbanenco, ovviamente. Io ho adorato il personaggio di Duca Lamberti, perciò ho colto al volo il richiamo con il nome di un personaggio del libro di Roversi. Viene in mente anche Dan Brown, per la confraternita e l’alone di mistero che la circonda.

Di suo, Paolo Roversi mette una trama avvincente e convincente, un personaggio ben delineato come Enrico Radeschi e una vena di ironia che a Milano può avere solo un provinciale (non me ne vogliano i milanesi di Milano-Milano da 7 generazioni).

La confraternita delle ossa – Paolo Roversi

Titolo: La confraternita delle ossa

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

Collana: Farfalle/I gialli

Genere: giallo

Pagine: 396

Data di pubblicazione: 8 settembre 2016

Su Amazon :https://www.amazon.it/confraternita-delle-ossa-Paolo-Roversi-ebook/dp/B01JLW19IE

Il genere chick lit: qui si legge

Pubblicato maggio 30, 2016 da labiondaprof

Ecco un altro articolo sulla collana A cuor leggero, di cui fa parte anche il mio secondo libro Mi vuoi sposare.

Qui l’articolo: http://quisilegge.net/2016/05/30/i-nostri-libri-divertono-e-intrattengono-con-leggerezza-intervista-a-chiara-santoianni-curatrice-della-collana-a-cuor-leggero-ed-centoautori/

WEDDING-PLANNER

Labiondaprof: recensione Eco di Bergamo

Pubblicato marzo 29, 2016 da labiondaprof

Nemo propheta in patria… e invece, per la 2 volta, eccomi qui:

https://drive.google.com/file/d/0B9DB3CfT80LNd2xGMDZ0emViclE/view?usp=sharing

E inoltre oggi sarò ospite nella trasmissione Ciao gente, trasmissione della televisione Seilatv, canale 216, visibile in Lombardia…

 

#ioleggoperché: cita un libro e 8 marzo

Pubblicato marzo 8, 2015 da labiondaprof

L’iniziativa #ioleggoperché la trovate qui: #ioleggoperché.

Il mio post-citazione di oggi è da un libro recente, che nel mio lavoro di insegnante sta diventando un classico da proporre alle mie classi, in lettura integrale o antologica: Io sono Malala

“Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo” ‪#‎IoSonoMalala‬

Per l’8 marzo non potevo citare nulla di più bello: la storia di una ragazza coraggiosa, che ha avuto la forza di gridare al mondo intero il diritto di ogni bambino, e di ogni bambina, di studiare e diventare grande. In pace.

Ogni volta che propongo ai miei alunni il filmato del suo discorso all’ONU, riesco a dimostrare un certo aplomb… ma un punto, sempre, mi commuove particolarmente. Quando lei pronuncia:

One child, One teacher, One book and one pen can change the world. Education is the only solution.

Io sono Malala

Tutte pazze per Frozen!

Pubblicato gennaio 4, 2015 da labiondaprof

Premesso che se non avete mai sentito la canzone-inno Let it go, cantata da Elsa in Frozen, forse vivete nelle caverne o su una colonna come un anacoreta, direi che possiamo spendere due parole sul successo planetario della Disney.

Il film è uscito nelle sale un anno fa, ha incassato più di ogni altro film della Disney (un miliardo e trecento milioni di dollari in tutto il mondo); il merchandising ha permeato il mondo dell’infanzia, soprattutto delle bambine dai tre ai nove-dieci anni, e la bambola Elsa, negli Usa, è stata la più venduta per Natale, superando anche la mitica, ma un po’ datata Barbie.

Come sapete, la storia di Frozen si ispira alla Regina delle nevi, una fiaba di Andersen. In realtà,  con un’operazione simile a quella effettuata con il film Rapunzel, la storia originaria fornisce solo alcuni spunti e suggestioni, perché poi tutta la trama prende ben altra direzione. Non ci sono più due amici, Kay e Gerda, bensì due sorelle, Elsa e Anna; non c’è più il personaggio cattivo della Regina delle nevi perché la stessa Elsa è la “buona” e la “cattiva”. Elsa, infatti, è una buona figlia e una sorella gentile, ma non sa gestire il suo potere e quindi può fare del male, anche e soprattutto alle persone che ama di più.

Rimane, della storia di Andersen, la potente immagine di un cuore ghiacciato, cioè di un cuore che non sa amare. Nella fiaba di Andersen, la Regina delle nevi ghiaccia il cuore di Kay, e solo l’affetto di Gerda potrà liberarlo dall’incantesimo; nel film della Disney, invece, Elsa ghiaccia senza volerlo il cuore di Anna, e solo l’amore reciproco tra le due sorelle sarà in grado di rompere il ghiaccio che paralizza Anna e la conduce quasi alla fine.

Elsa, fin da piccola, ha il potere di creare il ghiaccio e la neve ma non sa controllarlo, né gestirlo; per questo motivo si isola dal mondo, e soprattutto dalla sorellina. Anna cresce sola, con il ricordo dell’affetto infantile e dei giochi tra sorelle.

Sarà lei ad affrontare la grande prova: cercare Elsa, che è scappata e si è isolata nel suo castello di ghiaccio, per convincerla a tornare a palazzo e riprendere il suo ruolo di regina (anche perché, come è tipico delle fiabe, i genitori ben presto sono morti). Anna ha un aiutante, anzi tre: un giovane che vende ghiaccio, la sua renna e un simpatico pupazzo di neve, creato da Elsa e simile a quello che costruivano da piccole, di nome Olaf.

Anche Elsa affronta una grande prova: smettere di nascondere il suo potere per paura delle conseguenze, ed impugnarlo con forza, imparando ad usarlo per costruire invece che per distruggere.

Cosa piace così tanto ai bambini, e alle bambine?

Il valore dei legami familiari: alla fine, il gesto di vero amore che salva Anna non è il bacio di un principe (impostore e interessato, tra l’altro), ma il ritrovarsi delle due sorelle.

Il percorso di crescita di entrambe le sorelle: come in tutte le fiabe, alla fine il bene trionfa e il male viene sconfitto; inoltre, le due protagoniste hanno affrontato le loro paure e sono cresciute. Elsa non nasconde più il suo potere e lo usa per fini positivi, mentre Anna non si illude più che ci si possa innamorare in un giorno, perché ha capito che il vero amore si costruisce con il tempo e la fiducia.

In particolare, la canzone-inno di Elsa, quella che anche la Biondina canta a squarciagola da mesi, Let it go, è un inno alla conoscenza di se stessi, alla capacità di accettare le proprie caratteristiche, di essere un individuo autentico e non quello che gli altri si aspettano. Il processo di “liberazione” dalle aspettative sociali, familiari, comportamentali di Elsa è travolgente: mentre canta, crea un palazzo di ghiaccio e ne fa la sua casa, contemporaneamente si libera di un vestito regale ma austero, e di una pettinautura raccolta che costringe i suoi capelli. Quindi, con i capelli più sciolti e un vestito azzurro cielo, scollato e con un favoloso spacco da diva dei musical, Elsa è pronta a dire del suo potere “Non è un difetto, è una virtù…”.

Altro che principe azzurro: quello arriverà, o forse no, ma ormai la ragazza non ha più paura, e può vivere la sua vita.

Come, del resto, in tutte le fiabe che si rispettino.

Piace solo alle bambine? Non direi, guardate qui