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Tutti i post nella categoria principesse

Milano, una Biondina e Monnalisa

Pubblicato aprile 7, 2014 da labiondaprof

When: ieri

Where: Milano

Who: La Biondaprof, la Biondina e Nonna M.

Why: gita in centro a Milano e occasione per la piccola bionda di casa di giocare con manichini, nastri, fiori finti, vestiti e abitini…

Una vetrina per Monnalisa: le bambine iscritte all’iniziativa dovevano creare una vetrina completa. Tutte sono state fotografate e la migliore, per ogni città, verrà realizzata veramente.

Comunque è stato bello vedere la mia Biondina svolazzare tra nastri, pizzi, cappellini, abiti, manichini e fiori…

Il risultato è qui:

CIMG1127

Per votare la sua vetrina, basta andare sul profilo ufficiale Monnalisa di Instagram e votarla. Negozio di Milano.

 http://instagram.com/monnalisa_official#

la sua vetrina: http://instagram.com/p/mcpqJXIkz3/

 

Altre foto:gabbietta2

 

mammablogger

ballerine

cappellini

 

cataloghi

nastri

 

 

Fred e Ginger, Ginger e Fred

Pubblicato aprile 4, 2014 da labiondaprof

Presto avrò un’altra simpatica presentazione del mio libro, Il manuale del perfetto marito... concluderò tutto con questa assoluta verità sulla poliedricità delle donne.

Ginger Rogers faceva, sulla scena, tutto ciò che faceva Fred Astaire. Solo, all’indietro, e sui tacchi a spillo.

Lo sposo perfetto di primavera

Pubblicato aprile 1, 2014 da labiondaprof

E niente, sono anche su Diva e Donna

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1) Partendo dal presupposto che nessun uomo, né nessun marito, cambierà mai per amore di una donna, e questa verità assoluta andrebbe scolpita sulle tavole del mondo Sinai e sulla copertina di ogni Vogue Sposa, il passaggio dalla condizione di fidanzato a quella di marito, che per la Legge italiana e per la Chiesa si svolge in una cerimonia più o meno veloce, in realtà deve attraversare diversi passaggi:

  • Abituarsi alla fede al dito. Alcuni mariti trovano la cosa impossibile, altri ardua ma comunque fattibile, pochissimi sfoggiano con leggerezza e simpatica disinvoltura quel cerchiettino d’oro che urla al mondo Sì, sono un uomo incastrato…pardon, sposato.
  • Iniziare, se già non lo si è fatto nella fase di fidanzamento, a parlare con il noi, e non con il solo pronome io. No, non è un plurale maiestatis, e il marito non è pronto per ascendere al soglio pontificio, semplicemente, deve capire che alla domanda “Vieni a giocare a calcetto venerdì?”, postagli da un amico, egli non può più rispondere “Credo di sì, penso che sarò libero”, ma deve riformulare la frase in modo che suoni più o meno così “Credo di sì, pensiamo di essere liberi”. Cioè, lei non ha fissato impegni per la coppia, e lui potrà giocare, sotto lo sguardo vigile della mogliettina che lo accompagnerà, applaudendo ogni suo tocco di palla.
  • La fedeltà non è un optional: non si ammettono deroghe, né eccezioni. Il marito fedifrago, come dico nel mio libro, è l’unico che una moglie può sperare di cambiare: lo porta indietro dove lo ha trovato e ne sceglie un altro.
  • Un marito serve ad alcune attività specifiche: per una legge non scritta è il marito che si occupa delle automobili (controlli, revisioni, visite dal meccanico), degli elettrodomestici, della cantina, del garage, del conto in banca, della manutenzione del giardino, della spazzatura, delle biciclette dei figli. E la moglie? Ah, be’, lei è la Regina della casa.

2) Lo sposo, durante l’intera giornata delle nozze, deve avere chiaro un solo e fondamentale obiettivo: non eclissare la sposa. La regina della festa è lei: il suo vestito, la sua acconciatura, il suo trucco, la sua radiosità, la sua commozione. Lo sposo intelligente capisce da sé che il suo ruolo è di contorno; la formula “principe consorte” esemplifica al meglio la sua condizione. Lo sposo deve essere bello ma non più della sposa, felice ma non radioso come lei, commosso, certo, ma guai se lui piange e lei non spreme nemmeno una lacrimuccia.. Insomma, lui è il contorno, lei il piatto forte.

3) Lo sposo non deve mai rubare la scena alla sposa. Perciò, basso profilo, niente sceneggiate, niente ex che si precipitano in chiesa con un bambino al collo strillando Questo matrimonio non s’ha da fare… Inoltre egli deve proibire agli amici di organizzare scherzi di cattivissimo gusto quali lancio della giarrettiera, dolci a sorpresa dalla forma più che ambigua, caccia al tesoro per trovare il regalo, consistente in migliaia di monetine seppellite in giardino sotto il roseto pieno di spine.

Ovviamente lo sposo non deve alzare il gomito, né mettersi a raccontare barzellette osée alla bisnonna centenaria, o all’amica più bella della sposa. Né farsi fotografare mentre brinda con la suddetta amica, appena fidanzata, e l’aria ebete, ovviamente

4) Altre malizie e strategie: lo sposo perfetto sussurra alla sposa, accogliendola sull’altare, la stessa frase che il principe William d’Inghilterra ha detto alla sua Kate, Sei bellissima. Non sono accettabili altre frasi quali Quanto cavolo mi costeranno tutti questi fiori! o ancora Hai fatto ritardo anche oggi, sei sempre la solita. O Ti avevo detto di non invitare quel tuo ex idiota, non mi interessa se ha sposato tua cugina, lo butto fuori.

Lo sposo inoltre deve sfoggiare uno sguardo perennemente ammirato e rapito dalla bellezza, dalla grazia e dal fascino della sposa. Anche se a fine serata lei si toglierà le scarpe, ballerà a piedi nudi la taranta e inizierà a raccontare dell’addio al nubilato, farneticando di ballerini cubani e cubisti australiani. In casi estremi le chiuderà la bocca con una serie di baci roventi e la trascinerà in giardino, gettandola, sempre con lo sguardo rapito, sotto l’acqua fresca della fontanella.

In fondo, questo ricorderanno tutti gli invitati: la sposa era bellissima, e lui tanto innamorato.

Maledetta Violetta!

Pubblicato marzo 30, 2014 da labiondaprof

In questo periodo mia figlia, complice la scuola e le compagne, è entrata nel tunnel di Violetta. Chiarisco subito: non vede il telefilm in tv, ma conosce il personaggio dalle amichette di scuola, e anche dal martellamento continuo di spot all’interno dei cartoni animati che guarda (sì, un po’ ne guarda). Inoltre, in edicola e in libreria troviamo il diario di Violetta, i bottoni di Violetta, la gomma e la matita di Violetta. Al bar dell’oratorio, l’apoteosi della brandizzazione: le patatine di Violetta.

Chi è Violetta?

Foto: Disney

Una creazione infernale: una teen ager che canta, che è divisa tra due aspiranti fidanzati, che vive in un mondo rosa, fucsia e viola.

La Biondina ha solo sei anni e mezzo: Violetta, nella finzione, ne ha sedici. E una vita tutta diversa da una normale bambina, come mia figlia, che frequenta la prima elementare, e gioca con le amichette, va sui pattini, in bicicletta, sull’altalena e al corso di ginnastica artistica.

E allora perché? Perché una sedicenne con problemi e look da adolescente piace a bambine molto più piccole? Perché in poche settimane è passata dal mondo di Peppa Pig e delle little Pony a Violetta?

Possiamo davvero parlare di adultizzazione precoce dei bambini? (vedi qui Loredana Lipperini).

Sì. Ragioni di mercato, e creazione di piccoli consumatori. Non è difficile capirlo. E per difendersi?

Proporre modelli alternativi. Giochi alternativi. Libri che non parlino solo di principesse da salvare e pirati coraggiosi, ma anche di principesse che aiutano il drago(qui). Attività che non comportino sempre una divisione netta di genere: costruire, giocare all’aperto, occuparsi di cuccioli…

Senza passare all’odio per il rosa: a me il rosa piace, e anche alla Biondina. L’importante è poter scegliere, tra il rosa e altri colori.

E magari, incoraggiare le bambine alla matematica, alle costruzioni, alle scienze. Nella scuola, femminilizzata sempre più, perdurano eccome gli stereotipi di genere del tipo: le bambine vanno meglio in italiano, i maschi in matematica…

Temi per altri mille post. Per ora, un video carinissimo, di un’azienda di giocattoli, fondata da una donna, ing, che incoraggia le bambinie a costruire e inventare, invece di fare moine in rosa.

Il rosa a Bergamo? Non passa mai di moda

Pubblicato febbraio 3, 2014 da labiondaprof

Questo è un post veloce, di servizio, diciamo così.

L’8 marzo 2014 terrò un corso-laboratorio di scrittura sul genere rosa, nella Libreria Mondadori di Bergamo.

Il laboratorio durerà 4 ore, e si articolerà in parte teorica e parte pratica, perciò potremo creare insieme personaggi, storia e finale. Ovviamente un lieto fine!

Per maggiori informazioni, rivolgersi a me, o all‘Associazione Il Paese che non c’è, o direttamente alla Libreria del Borgo d’Oro (Mondadori) di Bergamo.

 

 

Tiny dancer

Pubblicato gennaio 14, 2014 da labiondaprof

danceBallerina, 
You must have seen her dancing in the sand
And now she’s in me, always with me, 
Tiny dancer in my hand

dance2La forza, la grazia. Il sudore e lo splendore. La fatica e il sorriso.

dance4

Ho voglia di leggerezza, di passi fatati, di pesi impalpabili.

Ho voglia di veli che danzano, di piroette come quelle dei bambini.

Niente più zavorre, niente piombo.

Volare, danzare.

Cinque libri di Natale, la Biondaprof consiglia

Pubblicato dicembre 23, 2013 da labiondaprof

Le feste: il freddo, le luci, la neve, il camino… e una comoda poltrona. Niente di meglio per leggere. Consiglio cinque libri che ben si adattano al periodo; sono libri per grandi e piccini. Se il Natale ha una magia, questa consiste nel poter abbandonare ogni maschera, ogni ruolo “adulto” e pubblico, per tornare, anche solo per un’ora ad essere bambini. Quel bambino che giocava a palle di neve, quella bambina che scivolava sulla slitta, quei bambini che giocavano a tombola con gli zii, con i nonni e con i cuginetti. Ecco i miei cinque libri per Natale.

Canto di Natale di C. Dickens

Il vecchio Scrooge, arido, tirchio e avaro, viene visitato dallo spirito del Natale presente, del Natale passato e del Natale futuro. Capirà che il denaro non è tutto, che l’amore conta e che non è mai troppo tardi per accorgersene. Gotico, critico verso la società vittoriana, cupo e pieno di speranza allo stesso tempo: il Dickens che amo.

Le fiabe dei fratelli Grimm

Ne ho già parlato qui: fiabe e Grimm. A mia figlia sto leggendo la riduzione della Usborne, poi passerò alle fiabe dei Grimm raccolte da Calvino per Einaudi. Sono storie eterne: i buoni sono davvero buoni, i cattivi sono cattivissimi e il lieto fine è assicurato. Lupi, nani, streghe, ostacoli, prove da superare, principesse da salvare, regni da conquistare. Nulla di meglio, davanti al caminetto.

Le storie del bosco antico di Mauro Corona

Ogni animale del bosco ha la sua storia: l’aquila, l’allocco, il ghiro, il riccio, lo scricciolo. Corona presenta brevi storie che spiegano l’origine dell’animale, e le sue caratteristiche. Come nelle favole antiche, gli animali hanno vizi e virtù quasi umani. Colori, rumori, odori del bosco, e i disegni dell’autore.

La piccola fiammiferaia di H.C.Andersen

A mia figlia sto leggendo la versione delle edizioni EL: è ridotta rispetto all’originale, scritta in corsivo, accompaganta da disegni molto colorati. La storia però rimane piena di malinconia, dolcezza e compassione per la povera, piccola bimba che non ha più nulla. Ai nostri bimbi, che hanno molto, va fatta comprendere la fortuna di avere una famiglia, una casa calda, gli affetti e gli oggetti che per loro sono invece scontati.

Il coniglietto Etto e il mistero del Natale di E. Belotti

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Sì, l’ho scritto io. Sì, mia figlia lo adora. Sì, è stato pubblicato per il Natale 2012, ma va bene anche per il Natale 2013. Il coniglietto Etto, un simpatico pupazzo che si anima solo quando si trova da solo con Martina, deve risolvere un mistero: Babbo Natale esiste? Porta davvero i regali ai bambini buoni? Il coniglietto si trasforma in investigatore per aiutare la sua padroncina e… potete acquistarlo su Amazon, o sullo store della Sesat edizioni.

Ecco il disegno originale dei due personaggi: lo ha realizzato la mia amica Alda.

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Cara Santa Lucia… la wishlist della Biondina

Pubblicato dicembre 8, 2013 da labiondaprof

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Come scrivevo qui, la Biondina si è cimentata nella sua prima lettera scritta per intero a mano e diretta a S. Lucia, che da noi porta regali, doni, dolci o carbone (l’ultima è la minaccia delle mamme disperate al decimo regalo della wishlist dei pargoli orobici).
Nel produrre il sudato documento, mi sembrava di essere Peppino quando Totò gli dettava la lettera alla Malafemmena… già, la prima versione l’ho scritta io sotto dettatura, poi lei l’ha ricopiata.

Cara Santa Lucia,
mi chiamo B. e ho sei anni. Per regalo. Abito a P., in Piazza M. e vorrei come regalo ti voglio tanto bene.
Sono sempre buonissima quasi sempre buona e ascolto la mamma e il papà.
Dico sempre quasi sempre le preghiere alla sera e ascolto le maestre. tranne quando
Per regalo vorrei ordinare vorrei tanto chiederti il Palazzo di Cristallo delle little pony e le figurine delle little pony e la casa delle little pony e.
Grazie,
ti aspetto alzata.
B.

Ah, per chi pensasse Brava, però alla fine chiede un solo regalo, il trucco c’è: è già passato San Nicolò (dalla zia D.) e passerà Gesù Bambino dai nonni. Manca, ohibò, la Befana, ma potremmo sempre andare per un week end lungo a Roma e rimediare 😉