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I 10 (+1) errori più comuni in italiano

Pubblicato febbraio 6, 2017 da labiondaprof

Nelle tesi di laurea errori da terza elementare?

Ci credo.

Come credo che sia necessario ripartire dalla grammatica: dettati, riassunti, esercizi di comprensione del testo. A scuola si fanno ancora queste attività? Sì, ma evidentemente non abbastanza (e non apro nemmeno il triste discorso di che cosa si fa in molte, troppe, ore di lezione).

Stiamo sul pezzo: quali sono gli errori che io vedo più frequentemente negli scritti dei  miei studenti?

La top ten è questa:

  1. qual’è scritto con l’apostrofo
  2. scritto con l’accento
  3. apposto invece di a posto (tutto apposto, fratello!)
  4. gli ho detto invece di le ho detto/ho detto loro
  5. settimana prossima invece dell’espressione “La settimana prossima”
  6. non c’è la facciamo (invece di non ce la facciamo)
  7. si senza accento (mi ha detto si!)
  8. egli con l’accento (Manzoni e Napoleone si rotolano nelle rispettive tombe)
  9. non ai capito (hai)

Invece, per par condicio, molti miei colleghi, convinti di essere trendy, utilizzano “piuttosto che” nel modo sbagliato.

Invece di usarlo davanti a proposizioni avversative con il significato di “anziché”: Piuttosto che mangiare quel piatto, non mangio affatto!, lo utilizzano come se fosse una congiunzione disgiuntiva come oppure.

Possiamo andare al cinema, piuttosto che a teatro, piuttosto che in un locale…

vedi la Treccani in proposito: qui

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Cinque buoni motivi per far leggere Harry Potter a scuola

Pubblicato settembre 13, 2016 da labiondaprof

Insegno da un numero sufficiente di anni per aver capito che stimolare alla lettura i miei alunni è cosa buona e giusta. Purtroppo non è altrettanto facile. I libri imposti? Giammai! Meglio i libri suggeriti, all’interno di una nutrita lista. La scheda di narrativa? Giammai! Piuttosto, ogni alunno presenta ai suoi compagni il libro che ha letto, poi loro gli pongono delle domande (dalla più classica ti è piaciuto? alla più romantica che personaggio del libro vorresti essere?)

Il fantasy piace sempre: dal Signore degli anelli a La storia infinita, all’italiana Licia Troisi con le sue storie del mondo emerso. Quello che però piace più di tutti gli altri è sempre lui, il maghetto: Harry Potter.

Il 23 settembre uscirà, per Salani, l’ottava avventura del personaggio della scrittrice J.K. Rowling. Il titolo è   Harry Potter e la maledizione dell’Erede

Ascoltando e osservando i miei alunni, ho capito che sono almeno 5 i motivi per cui la saga di Harry Potter piace così tanto, da anni.

  1. Il protagonista è un ragazzino, uno che all’inizio delle sue avventure ha all’incirca l’età dei miei alunni. Inoltre, deve affrontare un sacco di sfide: è orfano, scopre di essere un predestinato, frequenta una scuola di magia ed affronta dei nemici molto potenti. Spesso prova paura, ma la vince con il coraggio e la determinazione. (Da insegnante, direi che nelle sue avventure è presente in modo significativo la struttura della fiaba, e anche quella del romanzo di formazione)
  2. Le storie di Harry Potter sono piene di avventura, eventi inaspettati, colpi di scena e adrenalina
  3. La saga è ambientata nel mondo della scuola, con i suo personaggi e i suoi rituali: gli insegnanti simpatici, quelli severi, quelli autorevoli. Lo studio, le aule, gli esami. Hogwarts è una scuola di magia, ma pur sempre una scuola, simile a quella che i miei alunni frequentano ogni giorno
  4. Harry non è solo, ma ha degli amici sinceri. La lealtà del legame di amicizia tra Harry, Ron ed Hermione, che sopravvive alla diversità dei caratteri e agli anni, ha un forte ascendente in un’età nella quale gli amici e il gruppo diventano più importanti della famiglia
  5. Lo stile della scrittrice è semplice ma non banale, ricco di invenzioni linguistiche e di parole nuove: inarrivabile il vocabolo Babbano, per esempio, per indicare chi è estraneo al mondo della magia

 

Harry Potter e la maledizione dell'erede

Sono nata il 21 a primavera: 85 primavere

Pubblicato marzo 20, 2016 da labiondaprof

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Avrebbe compiuto 85 primavere oggi: Alda Merini.

Sono nata il 21 a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

(da “Vuoto d’amore”)

 

 

 

Rosa Parks: 1 dicembre 1955

Pubblicato dicembre 1, 2015 da labiondaprof

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Il 1° dicembre 1955 una donna semplice, una sarta, con un semplice NO diede inizio ad una serie di eventi che avrebbe portato all’abolizione della segregazione razziale in tutto il territorio degli Usa.

Quella donna si chiamava Rosa Parks. A che cosa disse NO? Nella città dove Rosa viveva, Montgomery (Stato dell’Alabama), i neri dovevano sedersi sui mezzi pubblici solo in determinati posti assegnati, nelle file posteriori. Davanti si sedevano i bianchi. Nelle file centrali, si potevano sedere i neri solo se non c’era alcun bianco a bordo che volesse sedersi proprio lì. Altrimenti, dovevano cedere il posto.

Ebbene, quel giorno Rosa Parks non si alzò alla richiesta di un passeggero bianco: non si alzò né gli lasciò il posto. Venne arrestata e processata.

Ecco le sue parole sull’episodio, tratte dalla sua autobiografia: La gente racconta che io non mollai il mio posto perché ero stanca, ma non è vero. Non ero stanca. Non ero vecchia, anche se un sacco di gente ha un’ immagine di me come se io fossi già stata vecchia allora. Avevo 42 anni. No, l’ unica cosa di cui ero stanca era di arrendermi.

In seguito, ci fu il boicottaggio dei mezzi pubblici da parte di molti cittadini degli Stati del sud: la rivolta era organizzata da Martin Luther King, e fece effetto. Dopo più di un anno di boicottaggio, la legge che prevedeva la separazione dei cittadini bianchi da quelli neri fu abolita.

Paola Capriolo racconta la storia di quella coraggiosa e semplice donna nel libro intitolato semplicemente NO.

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Paola Capriolo: NO  (Edizioni EL 2010)

 

#dante750: Il mio Dante

Pubblicato maggio 23, 2015 da labiondaprof

Dopo lungo silenzio, torno con due novità.

La prima: a giugno uscirà il mio nuovo libro. Un romanzo rosa, per la casa editrice Centoautori.

La seconda: da oggi inizio un nuovo  progetto, a cui ho molto pensato nei mesi scorsi. Il 2015 è il 750 anniversario della nascita di Dante Alighieri. Come studentessa, l’ho amato alla follia. Come docente di Lettere, lo studio, lo spiego, lo leggo e lo rileggo da molto tempo. Quindi, ecco il mio impegno per i prossimi mesi: ripercorrere la Divina Commedia a suon di tweet. Un tweet al giorno, un tweet per ogni canto dell’Inferno. E poi del Purgatorio. E poi del Paradiso.

Ho un nuovo twetter per l’occasione, con questa immagine nel profilo, una Beatrice bambina. Bea2.0

Bea2.0Buona lettura.

#ioleggoperché-cita un libro 5

Pubblicato marzo 15, 2015 da labiondaprof

Ecco, è già domenica; la settimana è volata.

Sono arrivata sul podio, con la mia citazione di Malala, e ringrazio Aliceland.

Per la citazione di questa settimana, declinerò il tema “etica e morale” a mio modo. Mi erano balenati per la mente Oscar Wilde e la sua frase da Il ritratto di Dorian Gray: Non esistono libri morali o immorali come la maggioranza crede. I libri sono scritti bene, o scritti male. Questo è tutto. Ed effettivamente questa citazione rispecchia proprio lo spirito di #ioleggoperché: si parlava di libri. Ma? Ma non ero del tutto soddisfatta.

Poi, tra le tante citazioni, ho scelto la più semplice: una promessa fatta è una promessa che va mantenuta. Perché? Perché sì, perché promettere implica che farai di tutto per tener fede alla tua promessa. Perché è giusto, perché è così, e basta.

Se poi si parla di un gatto, che deve insegnare ad una piccola gabbiana a volare… Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare.

Per l’iniziativa: #ioleggoperché

Congratulazioni al nuovo giudice, cioè iomemestessa. 

E alla seconda sul podio, tuttotace, il cui blog ho scoperto da poco.

Buona settimana.

 

Cartomics 2015: labiondaprof in gita

Pubblicato marzo 14, 2015 da labiondaprof

cartomicsInsegno da molti anni nella stessa scuola; da molti anni le classi terze si recano in pellegrinaggio in visita d’istruzione alla Fiera del fumetto a Milano.

L’organizzatore è, da sempre, un mio collega appassionato di fumetti.

Io, devo dire, a parte i Peanuts, Topolino e Paperino, Calvin e Hobbes, non sono una grande fan dei fumetti. Mi piacciono ma non mi strappo i capelli. Beh, sì, Eva Kant mi piace un sacco… ma insomma, ci siamo capiti.

Perciò avevo sempre partecipato ad altre gite.Quest’anno però ho voluto verificare di persona il fascino di una mostra che richiama migliaia di appassionati da tutta Italia.

Agevoliamo qualche immagine

memorabilia di Starwars

starwars

Orecchini per la Biondina (Elsa, Olaf, Rapunzel e il fiore magico)

orecchini

Il lato oscuro della forza

starwars2

Peccato, non posso pubblicare, per correttezza, le foto dei miei alunni felici, divertiti da una mattinata passata a gironzolare, mangiare, acquistare gadget e farsi selfie.

Sì, si sono divertiti. Sì, sono stati bravi e si sono comportati bene.

Io mi sono anche seduta sul trono di spade. (non pubblico foto per discrezione, ma ero molto carina sul trono…)

No, i fumetti, con le dovute eccezioni continuano a non dirmi molto. No, il fantasy e tutto il merchandasing non mi piace tuttora. Lei, però, è sempre la più bella.

evakantevakant