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Shirley Temple: Riccioli d’oro

Pubblicato febbraio 11, 2014 da labiondaprof

Non mi sono mai piaciuti i bambini prodigio, anche perché di solito fanno una brutta fine (Miley Cyrus, ed è solo l’ultima in ordine di tempo), tranne una. Lei:

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Film, successo, simpatia, talento. E riccioli d’oro… Goldilocks.

Ha avuto una lunga vita, e da quello che ci è dato sapere, direi felice.

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La giornata della memoria, e gli insegnanti 1

Pubblicato gennaio 27, 2014 da labiondaprof

Vera Vigevani Jarach seduta sul banco della figlia Franca nel Colegio Nacional di Buenos Aires

Sul Corriere della Sera, dal 20 gennaio, compare la storia di Vera.

Una testimone di due tragedie del Novecento: ebrea, nonno deportato e ucciso nel lager più tristemente famoso d’Europa, figlia desaparecida e uccisa in uno dei terribili voli della morte.

La storia di Vera è terribile, c’è da chiedersi come una sola donna abbia potuto sopportare così tanto dolore nella vita. Il suo destino, segnato da due tragedie epocali, credo possa far riflettere tutti noi.

Per via del mio lavoro, mi ha colpito molto la sofferenza di lei, bambina, allontanata dalla scuola elementare a causa delle leggi razziali. Se immagino qualcuno dei miei alunni allontanato, segregato, in pericolo, capisco che tutto quello che è successo è stato possibile anche grazie all’indifferenza di molti, molti italiani che sapevano e non hanno fatto nulla per impedire che.

Però molte sono anche state le figure di italiani che hanno rischiato, in proprio, per aiutare o difendere altri italiani come loro, ebrei, e perciò “condannati”.

Nella storia di Vera, c’è l’insegnante che, pur fascista, decide di creare (la legge lo consentiva, tra l’altro, ma era disattesa praticamente sempre) una classe ghetto, riservata agli alunni ebrei che non potevano più frequentare la scuola regolare. La classe di bambini ebrei si recava a scuola al pomeriggio, nella scuola elementare di Via della Spiga. Ebbene, ci sono passata davanti varie volte, nei miei giri a Milano al tempo dell’Università, ma non avrei mai sospettato che quella scuola così esteticamente bella, in una delle zone più esclusive di Milano, nota per la moda e la ricchezza dei suoi abitanti, nascondesse una storia così commovente.

IlprofessorAngelo Bronzini. Un esempio: come uomo, e come insegnante.

http://www.corriere.it/cultura/speciali/2014/il-rumore-della-memoria/index.shtml?video=03&versione=sd

Dieci film per Natale, la Biondaprof consiglia

Pubblicato dicembre 23, 2013 da labiondaprof

Ed ecco la lista dei  film imperdibili di Natale, quelli che immancabilmente ogni anno la tv propone e noi guardiamo con partecipe senso di ritualità. Non tutti sono film ad argomento natalizio, ma sono riproposte tipiche delle lunghe giornate di vacanze.

Il piccolo Lord

Sì, fa piangere. Sì, quel caschetto biondo e impertinente fa tenerezza. Sì, Sir Alec Guinness è impagabile in questo film. E la campagna inglese, e la servitù, e i pantaloni e il pizzo del piccolo. British, e commovente.

La vita è una cosa meravigliosa

Beh, uno dei miei attori preferiti, Jim Stewart. Bello ed elegante. Gli angeli pasticcioni, e il suono della campanella. Molto americano, ma il regista era di origini italiane (Frank Capra).

Mamma ho perso l’aereo

Altro bimbo biondo, altra piccola peste. Vidi questo film al cinema, la prima volta. Quando ancora esistevano i cinema di città, e non solo quelli delle multisala. Ladri imbranati e bambini furbi: un classico che mi porta dritta dritta al film seguente.

Il monello

Un attore bambino favoloso, e un Charlie Chaplin imperdibile. L’America della povertà e delle differenze di classe. Un bianco e nero di quelli che si studiano nei corsi di Cinema, e vorrei vedere.

La febbre dell’oro

Ancora Chaplin, ancora l’America povera, che stavolta sogna in grande: l’oro, le pepite d’oro in Alaska, gli avventurieri. Giacomone, la capanna. E la splendida scena delle scarpe: scena cult

Il canto di Natale di Topolino

La versione Disney di Canto di Natale di C. Dickens. Ovviamente Paperone è Scrooge: vecchio, tirchio, un avaraccio che non è buono nemmeno con i nipoti. Ma tre spiriti, il Natale presente, il Natale passato, il Natale futuro, lo faranno rinsavire.

Piccole donne

La storia delle quattro sorelle March: Meg, la più assennata; Jo, libera, indipendente, ribelle e scrittrice; Beth, appassionata di musica, sensibile e timida ma destinata ad una morte precoce; Amy, bionda, vezzosa, sposerà Laurie, il ricco vicino. Sullo sfondo, la guerra civile americana e una madre amorevole.

Frankestein Junior

Commedia nera, parodia riuscitissima, un bianco e nero che incanta. Battute formidabili “Chi ha la gobba?” di Igor-Martin Feldmann è entrata nel mio Lessico famigliare

Nightmare Before Christmas

Dal visionario Tim Burton (qualcuno ha mai usato un altro aggettivo per definirlo? Io no) la storia di un cattivo che si annoia e vuol provare a fare il buono. John Skeleton prende il posto di Babbo Natale per consegnare i regali e… a proposito di scambio di persone

Una poltrona per due

Comicità anni Ottanta. Ma una spunto plautino: lo scambio di persona. Un povero se la cava messo nei panni di un ricco? E il ricco nei panni di un povero? La risata più irritante degli anni Ottanta: Eddie Murphy.

Cara Santa Lucia… la wishlist della Biondina

Pubblicato dicembre 8, 2013 da labiondaprof

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Come scrivevo qui, la Biondina si è cimentata nella sua prima lettera scritta per intero a mano e diretta a S. Lucia, che da noi porta regali, doni, dolci o carbone (l’ultima è la minaccia delle mamme disperate al decimo regalo della wishlist dei pargoli orobici).
Nel produrre il sudato documento, mi sembrava di essere Peppino quando Totò gli dettava la lettera alla Malafemmena… già, la prima versione l’ho scritta io sotto dettatura, poi lei l’ha ricopiata.

Cara Santa Lucia,
mi chiamo B. e ho sei anni. Per regalo. Abito a P., in Piazza M. e vorrei come regalo ti voglio tanto bene.
Sono sempre buonissima quasi sempre buona e ascolto la mamma e il papà.
Dico sempre quasi sempre le preghiere alla sera e ascolto le maestre. tranne quando
Per regalo vorrei ordinare vorrei tanto chiederti il Palazzo di Cristallo delle little pony e le figurine delle little pony e la casa delle little pony e.
Grazie,
ti aspetto alzata.
B.

Ah, per chi pensasse Brava, però alla fine chiede un solo regalo, il trucco c’è: è già passato San Nicolò (dalla zia D.) e passerà Gesù Bambino dai nonni. Manca, ohibò, la Befana, ma potremmo sempre andare per un week end lungo a Roma e rimediare 😉

25 novembre, anche il giorno dopo

Pubblicato novembre 26, 2013 da labiondaprof

Ieri ho parlato a scuola del 25 novembre, della violenza contro le donne, della legge sullo stalking. Parlo, mi accaloro, coinvolgo allo stesso modo femmine e maschi, li faccio parlare, ascolto i loro dubbi, rispondo alle loro domande. Spero che, in futuro, diventino giovani donne che non subiscono fidanzati gelosi, uomini che non picchieranno mai una donna, persone che ragionino e vivano al di là degli stereotipi di genere.

Esco, speranzosa e…

E poi arriva lei, e mi cadono le braccia  a terra…

http://video.corriere.it/biancofiore-alfano-aveva-lingua-appiccicata-berlusconi/16d6dab0-5665-11e3-9a32-8b8b5da15961

Una mamma imperfetta: mamme, web e realtà

Pubblicato giugno 13, 2013 da labiondaprof

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Una mamma imperfetta: la serie, trasmessa su web.

Ho visto tutte le puntate, della durata di otto minuti l’una, e mi sono piaciute quasi tutte. Le attrici brave e credibili, i dialoghi veloci e brillanti, con un fondo di verità, condita con un po’ di esagerazione che, si sa, è il sale dell’umorismo e della comicità.

Ho riconosciuto la mano di Ivan Cotroneo, di cui avevo apprezzato la serie Tutti pazzi per amore

Sono anche riuscita a vedere una punta di ispirazione di Sex and the city: una protagonista simpaticamente nevrotica con 3 amiche che rappresentano altrettante tipologie di donne, la narrazione condotta in prima persona (invece di scrivere un articolo parla direttamente con gli spettattori), l’inadeguatezza e i dubbi delle protagoniste, tutte tranne Marta (nel serial di tutte tranne Samantha).

Divertente, insomma. Beh, lo dice anche Aldo Grasso… (http://27esimaora.corriere.it/articolo/quella-mamma-imperfettauna-rivoluzione-nelle-fiction/)

Tutto bene, allora?

Non so. Non lo so cosa c’è… Forse vedo qualcosa che non mi piace: è autoconsolatorio. Come se passasse il messaggio: sì, corriamo sempre, ci sentiamo inadeguate, facciamo una vita impossibile. Però è così, e dobbiamo reggere, e siamo brave a incastrare tutto. E pazienza se non è quello che forse volevamo, e se gli uomini sembrano meno “schiacciati” dalla quotidianità, e se non riusciamo a risolvere il dilemma: quando siamo con i figli ci manca il lavoro, e quando siamo al lavoro abbiamo i sensi di colpa perché non siamo con i figli…

E, ancora, credo di essere un po’ stanca di tutte queste mamme. Sì, lo sono anche io. Sì, nel mio blog, e anche fuori, a volte parlo di mia figlia, di me come mamma, di mamme. Ogni tanto però mi sembra che “le mamme”, sia anche una moda, un business per le aziende (tutti i blog con post sponsorizzati, e le mille iniziative che coinvolgono le mamme blogger più famose), un modo per cavalcare l’onda, di cui la serie web è solo l’ultimo fenomeno mainstream.

Anni Ottanta/Novanta: la single in carriera, bella, ben vestita, cazzutissima sul lavoro, con storie d’amore glamour (Melanie Griffith nel film Una donna in carriera)

Anni Novanta/Duemila: la chick lit. Le single imperfette, da Bridget Jones (cicciottella, pasticciona, simpatica) alle single tutte scarpe e borsette ma in fondo alla ricerca del grande amore (Sex and the city e le imitazioni)

Anni Duemila/Duemiladieci (e oltre): la mummy lit. Libri, Film, e blog. Ma come fa a far tutto? Casalinghe disperate. I mille blog personali, alcuni scritti bene (Nonsolomamma e Machedavvero), altri meno, e molti siti che raggruppano mamme che scrivono. Tutte imperfette, tutte che provano antipatia per “Le mamme perfette”, che poi non esistono, è solo il solito discorso dell’erba del vicino. Le mamme acrobate, per dirla con una definizione di un bel libro di Elena Rosci, di cui parlerò nel prossimo post. Già, parlerò ancora di mamme…

I prossimi dieci anni?