Dante Alighieri

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#dante750: Il mio Dante

Pubblicato maggio 23, 2015 da labiondaprof

Dopo lungo silenzio, torno con due novità.

La prima: a giugno uscirà il mio nuovo libro. Un romanzo rosa, per la casa editrice Centoautori.

La seconda: da oggi inizio un nuovo  progetto, a cui ho molto pensato nei mesi scorsi. Il 2015 è il 750 anniversario della nascita di Dante Alighieri. Come studentessa, l’ho amato alla follia. Come docente di Lettere, lo studio, lo spiego, lo leggo e lo rileggo da molto tempo. Quindi, ecco il mio impegno per i prossimi mesi: ripercorrere la Divina Commedia a suon di tweet. Un tweet al giorno, un tweet per ogni canto dell’Inferno. E poi del Purgatorio. E poi del Paradiso.

Ho un nuovo twetter per l’occasione, con questa immagine nel profilo, una Beatrice bambina. Bea2.0

Bea2.0Buona lettura.

Natale in casa Cupiello? No, a Bergamo.

Pubblicato dicembre 7, 2014 da labiondaprof

Te piace o presepe? diceva Eduardo nella commedia Natale in casa Cupiello.

E il figlio, a bella posta, rispondeva di no.

A quanto pare, anche a Bergamo il presepe non piace a tutti…

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_05/vietato-presepe-scuola-scoppia-protesta-fc1b12c6-7c57-11e4-813c-f943a4c58546.shtml

Non voglio nemmeno entrare nella questione specifica “presepe sì-presepe no”, perché comunque la politica si è messa in mezzo e alcuni politici, pronti ad afferrare la ghiotta occasione, hanno gioiosamente strumentalizzato la questione.

Dico solo che, nella mia esperienza di insegnante, nessun alunno straniero si è mai sentito turbato da un augurio di Buon Natale, da un bigliettino compilato in inglese con un albero, una stella cometa, un pupazzo di neve, un Babbo Natale o un Gesù bambino.

Nessun genitore ha mai protestato per i riferimenti alle festività natalizie, o a qualche poesia sul Natale.

Quello che mi ha fatto rizzare i capelli sulla testa, ripeto, al di là della opportunità o meno di allestire un presepe a scuola, è la seguente dichiarazione fatta dal dirigente: «La favoletta che la cultura europea è figlia di tante cose, tra cui il cristianesimo, non sta più in piedi. A scuola non ci devono essere simboli che dividono».

Che un dirigente scolastico bolli come “favoletta” un passato di tradizione e cultura che, inevitabilmente, è stata ed è cristiana, beh, mi sembra una vera assurdità. Vero negazionismo.

Negare le radici anche cristiane dell’Europa per non turbare gli alunni di altre culture ed altre religioni, che però vivono in Italia? Questo non è un atteggiamento laico, ma un fare tabula rasa di tutta una parte del nostro passato.

Magari questo dirigente arriverebbe a sostenere che Benedetto Croce, scrivendo Perché non possiamo non dirci cristiani, era sotto gli effetti dell’alcool.

Che Pirenne, invece di scrivere Maometto e Carlomagno, avrebbe dovuto scrivere Maometto e basta.

Che secoli di arte figurativa con Natività, Madonne della seggiola, Sacre famiglie, Vergini delle Rocce, sculture come la Pietà  e il Mosè non fanno parte della nostra storia e della nostra cultura. Quindi aboliamo la Storia dell’Arte a scuola: troppi crocefissi, chiese, basiliche e Madonne. Non sia mai che si offendesse qualcuno. Buttiamo Giotto, i suoi affreschi sulla vita di San Francesco e, ovviamente, anche il campanile. Vadano pure i turisti a vederlo, a Firenze, ma non lo facciamo studiare a scuola, per carità, non è politicamente corretto.

Neghiamo che la Filosofia occidentale abbia conosciuto e reinterpretato Aristotele anche attraverso San Tommaso.

E attenzione alla Storia… Via le Crociate, via la Riforma anglicana, e quella luterana. E anche la diaspora, e la Shoah. Potrebbero offendersi, gli alunni.

E la letteratura italiana? Neghiamo che inizi con il Cantico di San Francesco, che poi i non cristiani borbottano.

E anche Dante, con la sua Divina Commedia, è divisivo. Il Paradiso, il Purgatorio… addirittura l’Inferno. Gli alunni si potrebbero spaventare, o sentirsi “soverchiati”.

Togliamolo, no?

Ecco, così si ammazza la scuola italiana.

 

 

 

Sex, Lies and videotapes 2012: Dante, Firenze, la Lussuria e l’Inferno

Pubblicato luglio 5, 2012 da labiondaprof

La notizia, estiva e scandalosa quanto basta, è nota: due turisti stranieri, ubriachi persi, fanno sesso nel centro storico di Firenze, precisamente in Piazza Santa Croce, sotto la statua di Dante.

Allora, come si legge anche sul Corriere Fiorentino, Dante è grande sempre, però, onestamente, a parte i Dantisti di professione, chi apprezza la malinconia soffusa del Purgatorio o la lucente e abbacinante deità diffusa nel Paradiso e non invece la sanguigna, umanissima, e sempre attuale rassegna dei peccati degli uomini squadernata nei canti dell’Inferno?

Insomma, questi due turisti Dante li avrebbe messi sicuramente nel canto dei Lussuriosi, insieme a Paolo e Francesca, Taide e Cleopatràs…

Mi viene da pensare, invece, a dove avrebbe sistemato questo personaggio, che sembra godere nel rovistare tra le disgrazie, i delitti, le crisi economiche e tutte le brutture italiane…