ebook Elisabetta Belotti

Tutti gli articoli con tag ebook Elisabetta Belotti

Il genere chick lit: qui si legge

Pubblicato maggio 30, 2016 da labiondaprof

Ecco un altro articolo sulla collana A cuor leggero, di cui fa parte anche il mio secondo libro Mi vuoi sposare.

Qui l’articolo: http://quisilegge.net/2016/05/30/i-nostri-libri-divertono-e-intrattengono-con-leggerezza-intervista-a-chiara-santoianni-curatrice-della-collana-a-cuor-leggero-ed-centoautori/

WEDDING-PLANNER

Annunci

Centauria: il re della mezza porzione

Pubblicato gennaio 8, 2016 da labiondaprof

C’è un film, italiano, che amo molto. Si intitola C’eravamo tanto amati; attori e attrici di razza (Manfredi, Gassman, Sandrelli, Satta Flores, Ralli) e il ritratto di un’Italia che nel dopoguerra sperava di cambiare, ma si ritrova invece, trent’anni dopo, disillusa e ferita.

In questo film, agro e sentimentale al tempo stesso, spesso i protagonisti per risparmiare pranzano e cenano in un ristorante romano dove servono le mezze porzioni: Il re della mezza porzione. Più che un ristorante, una trattoria, che esisteva davvero in quegli anni, secondo quanto affermato dal regista Scola.

In questi giorni mi è venuto in mente proprio il nome di questa trattoria… e perché? Non ho rivisto il film, non lo vedo da un po’ ormai.

In realtà, ed è la dimostrazione di come il nostro cervello funzioni per misteriose rispondenze e associazioni mentali, tutto è scaturito da questo:

http://www.centauria.it/prodotti/approfondimento/distillati.shtml

I distillati, cioè dei romanzi che sono stati, per così dire… non trovo la parola adatta. Riassunti? sintetizzati? setacciati? ridotti all’osso? allo scheletro?

Sono attonita: non abbiamo tempo per leggere, così ci riducono le pagine dei libri di successo, e noi leggiamo. Forse, la speranza dell’editore è quella. Poi  però non ci bastano 140 caratteri su Twitter: forse ne vogliamo 10.000. E ce li daranno. Abbiamo allora troppo tempo per scrivere?

E a chi dice che esistevano già i bignami, i compendi e le edizioni ridotte per bambini/ragazzi, risponderò che non si tratta della stessa cosa.

Un bignami o un compendio posso usarlo per studiare (a scuola, da sempre, gli studenti consultano degli orribili libretti di riassunti dei Promessi Sposi, se lo considerano un mattone e non vogliono leggerlo in versione integrale), un’edizione per bambini/ragazzi di un classico come Moby Dick o Piccole donne è diretto ad un’età precisa. Qui invece si parla di adulti che non hanno il tempo di leggere…

Really?

Esistono svariate alternative, se si ha poco tempo per leggere:

  • si leggono libri di dimensioni meno corpose (un Calvino, un Maurizio de Giovanni, i racconti di Maupassant uno al giorno…)
  • si sta meno su twitter, instagram, periscope, vine, wordpress, facebook e si utilizza il tempo rubato ai social per leggere
  • una sera ogni tanto non ci si abbiocca davanti alla tv ma si legge

Diciamola tutta: chi vuole leggere, il tempo lo trova. Gli altri inventano scuse. E assumono distillati.

 

 

 

 

Mi vuoi sposare? Una wedding planner alla ricerca del marito perfetto: Prima recensione

Pubblicato giugno 10, 2015 da labiondaprof

La prima recensione è di Chiara Santoianni. Il libro esce oggi: lo potete trovare su amazon e nelle librerie!

http://chiarasangels.net/spazioautrici/?p=1301

#ioleggoperché poi scrivo: il mio libro

Pubblicato febbraio 21, 2015 da labiondaprof

#ioleggoperché poi scrivo… Questo è il mio libro

copertina1

 

 

Fred e Ginger, Ginger e Fred

Pubblicato aprile 4, 2014 da labiondaprof

Presto avrò un’altra simpatica presentazione del mio libro, Il manuale del perfetto marito... concluderò tutto con questa assoluta verità sulla poliedricità delle donne.

Ginger Rogers faceva, sulla scena, tutto ciò che faceva Fred Astaire. Solo, all’indietro, e sui tacchi a spillo.

Lo sposo perfetto di primavera

Pubblicato aprile 1, 2014 da labiondaprof

E niente, sono anche su Diva e Donna

CIMG0964

 

1) Partendo dal presupposto che nessun uomo, né nessun marito, cambierà mai per amore di una donna, e questa verità assoluta andrebbe scolpita sulle tavole del mondo Sinai e sulla copertina di ogni Vogue Sposa, il passaggio dalla condizione di fidanzato a quella di marito, che per la Legge italiana e per la Chiesa si svolge in una cerimonia più o meno veloce, in realtà deve attraversare diversi passaggi:

  • Abituarsi alla fede al dito. Alcuni mariti trovano la cosa impossibile, altri ardua ma comunque fattibile, pochissimi sfoggiano con leggerezza e simpatica disinvoltura quel cerchiettino d’oro che urla al mondo Sì, sono un uomo incastrato…pardon, sposato.
  • Iniziare, se già non lo si è fatto nella fase di fidanzamento, a parlare con il noi, e non con il solo pronome io. No, non è un plurale maiestatis, e il marito non è pronto per ascendere al soglio pontificio, semplicemente, deve capire che alla domanda “Vieni a giocare a calcetto venerdì?”, postagli da un amico, egli non può più rispondere “Credo di sì, penso che sarò libero”, ma deve riformulare la frase in modo che suoni più o meno così “Credo di sì, pensiamo di essere liberi”. Cioè, lei non ha fissato impegni per la coppia, e lui potrà giocare, sotto lo sguardo vigile della mogliettina che lo accompagnerà, applaudendo ogni suo tocco di palla.
  • La fedeltà non è un optional: non si ammettono deroghe, né eccezioni. Il marito fedifrago, come dico nel mio libro, è l’unico che una moglie può sperare di cambiare: lo porta indietro dove lo ha trovato e ne sceglie un altro.
  • Un marito serve ad alcune attività specifiche: per una legge non scritta è il marito che si occupa delle automobili (controlli, revisioni, visite dal meccanico), degli elettrodomestici, della cantina, del garage, del conto in banca, della manutenzione del giardino, della spazzatura, delle biciclette dei figli. E la moglie? Ah, be’, lei è la Regina della casa.

2) Lo sposo, durante l’intera giornata delle nozze, deve avere chiaro un solo e fondamentale obiettivo: non eclissare la sposa. La regina della festa è lei: il suo vestito, la sua acconciatura, il suo trucco, la sua radiosità, la sua commozione. Lo sposo intelligente capisce da sé che il suo ruolo è di contorno; la formula “principe consorte” esemplifica al meglio la sua condizione. Lo sposo deve essere bello ma non più della sposa, felice ma non radioso come lei, commosso, certo, ma guai se lui piange e lei non spreme nemmeno una lacrimuccia.. Insomma, lui è il contorno, lei il piatto forte.

3) Lo sposo non deve mai rubare la scena alla sposa. Perciò, basso profilo, niente sceneggiate, niente ex che si precipitano in chiesa con un bambino al collo strillando Questo matrimonio non s’ha da fare… Inoltre egli deve proibire agli amici di organizzare scherzi di cattivissimo gusto quali lancio della giarrettiera, dolci a sorpresa dalla forma più che ambigua, caccia al tesoro per trovare il regalo, consistente in migliaia di monetine seppellite in giardino sotto il roseto pieno di spine.

Ovviamente lo sposo non deve alzare il gomito, né mettersi a raccontare barzellette osée alla bisnonna centenaria, o all’amica più bella della sposa. Né farsi fotografare mentre brinda con la suddetta amica, appena fidanzata, e l’aria ebete, ovviamente

4) Altre malizie e strategie: lo sposo perfetto sussurra alla sposa, accogliendola sull’altare, la stessa frase che il principe William d’Inghilterra ha detto alla sua Kate, Sei bellissima. Non sono accettabili altre frasi quali Quanto cavolo mi costeranno tutti questi fiori! o ancora Hai fatto ritardo anche oggi, sei sempre la solita. O Ti avevo detto di non invitare quel tuo ex idiota, non mi interessa se ha sposato tua cugina, lo butto fuori.

Lo sposo inoltre deve sfoggiare uno sguardo perennemente ammirato e rapito dalla bellezza, dalla grazia e dal fascino della sposa. Anche se a fine serata lei si toglierà le scarpe, ballerà a piedi nudi la taranta e inizierà a raccontare dell’addio al nubilato, farneticando di ballerini cubani e cubisti australiani. In casi estremi le chiuderà la bocca con una serie di baci roventi e la trascinerà in giardino, gettandola, sempre con lo sguardo rapito, sotto l’acqua fresca della fontanella.

In fondo, questo ricorderanno tutti gli invitati: la sposa era bellissima, e lui tanto innamorato.

Cinque libri di Natale, la Biondaprof consiglia

Pubblicato dicembre 23, 2013 da labiondaprof

Le feste: il freddo, le luci, la neve, il camino… e una comoda poltrona. Niente di meglio per leggere. Consiglio cinque libri che ben si adattano al periodo; sono libri per grandi e piccini. Se il Natale ha una magia, questa consiste nel poter abbandonare ogni maschera, ogni ruolo “adulto” e pubblico, per tornare, anche solo per un’ora ad essere bambini. Quel bambino che giocava a palle di neve, quella bambina che scivolava sulla slitta, quei bambini che giocavano a tombola con gli zii, con i nonni e con i cuginetti. Ecco i miei cinque libri per Natale.

Canto di Natale di C. Dickens

Il vecchio Scrooge, arido, tirchio e avaro, viene visitato dallo spirito del Natale presente, del Natale passato e del Natale futuro. Capirà che il denaro non è tutto, che l’amore conta e che non è mai troppo tardi per accorgersene. Gotico, critico verso la società vittoriana, cupo e pieno di speranza allo stesso tempo: il Dickens che amo.

Le fiabe dei fratelli Grimm

Ne ho già parlato qui: fiabe e Grimm. A mia figlia sto leggendo la riduzione della Usborne, poi passerò alle fiabe dei Grimm raccolte da Calvino per Einaudi. Sono storie eterne: i buoni sono davvero buoni, i cattivi sono cattivissimi e il lieto fine è assicurato. Lupi, nani, streghe, ostacoli, prove da superare, principesse da salvare, regni da conquistare. Nulla di meglio, davanti al caminetto.

Le storie del bosco antico di Mauro Corona

Ogni animale del bosco ha la sua storia: l’aquila, l’allocco, il ghiro, il riccio, lo scricciolo. Corona presenta brevi storie che spiegano l’origine dell’animale, e le sue caratteristiche. Come nelle favole antiche, gli animali hanno vizi e virtù quasi umani. Colori, rumori, odori del bosco, e i disegni dell’autore.

La piccola fiammiferaia di H.C.Andersen

A mia figlia sto leggendo la versione delle edizioni EL: è ridotta rispetto all’originale, scritta in corsivo, accompaganta da disegni molto colorati. La storia però rimane piena di malinconia, dolcezza e compassione per la povera, piccola bimba che non ha più nulla. Ai nostri bimbi, che hanno molto, va fatta comprendere la fortuna di avere una famiglia, una casa calda, gli affetti e gli oggetti che per loro sono invece scontati.

Il coniglietto Etto e il mistero del Natale di E. Belotti

copertina_Il_coniglietto_Etto[1]

Sì, l’ho scritto io. Sì, mia figlia lo adora. Sì, è stato pubblicato per il Natale 2012, ma va bene anche per il Natale 2013. Il coniglietto Etto, un simpatico pupazzo che si anima solo quando si trova da solo con Martina, deve risolvere un mistero: Babbo Natale esiste? Porta davvero i regali ai bambini buoni? Il coniglietto si trasforma in investigatore per aiutare la sua padroncina e… potete acquistarlo su Amazon, o sullo store della Sesat edizioni.

Ecco il disegno originale dei due personaggi: lo ha realizzato la mia amica Alda.

P1010271