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Autunno in rosa

Pubblicato ottobre 19, 2016 da labiondaprof

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La gemella silenziosa: recensione

Pubblicato settembre 16, 2015 da labiondaprof

Quando un giorno si scatena una violenta tempesta, Sarah e Kirstie rimangono isolate. Nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: «Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io». Sarah è devastata e il tarlo dell’errore comincia a torturarle l’anima. Cos’è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?

(La gemella silenziosa di S.K. Tremayne, Garzanti.)

Il tema dei gemelli è, da sempre, frequentato in letteratura e dal cinema: dalle commedie alle tragedie, dai romanzi storici (La maschera di ferro di Dumas) agli horror (Shining, e ho detto tutto), ai thriller (Inseparabili).

I gemelli sono interessanti, inquietanti, affascinanti. Due persone dall’aspetto uguale: il tema del doppio, di due individui che sembrano interscambiabili, che comunicano tra loro fin da piccoli con una sintonia che sembra perfetta e autosufficiente.

La gemella silenziosa sfrutta benissimo il tema dei gemelli omozigoti, cioè quelli perfettamente identici.

Due bambine, due gemelle, una madre e un padre: un piccolo mondo felice. O così sembra.

Un giorno tutto questo va in pezzi: una delle due gemelle muore, cadendo da un balcone della casa dei nonni. La mamma è distrutta, la sorella sopravvissuta si sente sola e triste e il padre decide di affrontare la situazione cambiando radicalmente la vita di tutti loro: si trasferiranno su un’isola delle Ebridi, l’isola di Skye, dove lui possiede un vecchio cottage, appartenuto alla sua famiglia.

Ben presto però emergono inquietudini, tensioni tra Sarah (la moglie) e Angus (il marito). Non si amano più, e il rancore che provano l’uno verso l’altra sembra averli allontanati inesorabilmente. Ognuno sembra avere delle ragioni valide per non fidarsi più dell’altro. Inoltre, si aggiunge un fatto inquietante: la gemella sopravvissuta inizia a dire che lei in realtà non è Kirstie, come tutti credono, ma Lydia, la gemella che tutti hanno creduto morta. Anche il suo comportamento sembra compatibile con questa affermazione: è diventata più silenziosa, meno esuberante ed è interessata alla lettura. Insomma, è davvero sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa.

A questo punto la storia sembra prendere una piega paranormale, la madre inizia a chiedersi se aleggia attorno all’unica sopravvissuta la presenza dell’altra, o se Kirstie è solo confusa e ancora traumatizzata dalla perdita della sorella, l’essere che le era più vicino al mondo. L’essere identico a lei: bionde entrambe, con lo sguardo azzurro e la pelle chiara. Nate nel giorno più freddo dell’anno, le chiamavano Le Gemelle di ghiaccio

Nel frattempo Kirstie (o è davvero Lydia?) non riesce ad inserirsi a scuola, nonostante i tentativi anche della madre di creare dei legami con le compagne e le loro mamme, e soffre molto la solitudine sull’isola, mentre le tensioni tra moglie e marito si acuiscono sempre di più.

Per non arrivare ad un clamoroso spoiler, dirò solo che nulla è come sembra, in questa storia, e la verità emerge lentamente, superando gli “ami” gettati dall’autore (follia della madre, follia della figlia, persino il sospetto di un abuso, presenza della gemella fantasma…). Le ipotesi sulla vera natura della gemella scomparsa nascono nella mente del lettore man mano che la storia procede, ma la verità, assolutamente terrena, logica e “umana” sarà svelata solo nel finale, quando il punto di vista della narrazione sarà assunto definitivamente da Angus.

Una storia di amore e di dolore, di perdita e di accettazione, che colloca i personaggi in un ambiente naturale suggestivo ma difficile, anche questo un topos letterario, l’isola e la casa sperduta.

Un espediente che contribuisce a coinvolgere ulteriormente il lettore è la scelta di adottare due punti di vista diversi nella narrazione: a capitoli narrati dalla madre, al presente, si alternano capitoli al passato, narrati dal punto di vista del padre.

Nulla di nuovo, ma un mix di elementi ben mescolati, che ha il pregio di tenere desta l’attenzione del lettore fino al finale, non scontato ma, per chi ha esperienza di thriller, logico e congruente.

Fred e Ginger, Ginger e Fred

Pubblicato aprile 4, 2014 da labiondaprof

Presto avrò un’altra simpatica presentazione del mio libro, Il manuale del perfetto marito... concluderò tutto con questa assoluta verità sulla poliedricità delle donne.

Ginger Rogers faceva, sulla scena, tutto ciò che faceva Fred Astaire. Solo, all’indietro, e sui tacchi a spillo.

Le nuove mamme: recensione de “Il manuale del perfetto marito”

Pubblicato aprile 11, 2013 da labiondaprof

manuale-perfetto-marito

Ecco qui una nuova recensione, scritta da Federicasole di Le nuove mamme.

http://www.lenuovemamme.it/lopinionedellemamme/category/e/best-sellers/

Un ringraziamento particolare a Federica per la cortesia e la disponibilità 🙂

E, di nuovo, buona lettura.

Casalinghe, moda e multitasking

Pubblicato gennaio 28, 2013 da labiondaprof

stepford-wives

Il mio articolo su fashionblabla: Volevo fare la casalinga… E invece sono una donna in carriera

http://www.fashionblabla.it/people/chick-lit-italiana-volevo-fare-la-casalinga-e-invece-sono-una-donna-in-carriera.html

Bookcity, editoria e infanzia: voltiamo pagina?

Pubblicato novembre 16, 2012 da labiondaprof

Domenica 18 novembre, nell’ambito della manifestazione Bookcity Milano, si terrà un incontro, dal titolo “L’editoria per l’infanzia volta pagina. Riflessioni e domande sul futuro del libro per l’infanzia”, organizzato da Happi ideas e Babalibri.

DETTAGLI EVENTO
L’editoria per l’infanzia volta pagina.
Riflessioni e domande sul futuro del libro per l’infanzia
Domenica 18 novembre 2012 ore 9.30-12.30
Centro di documentazione  Milano 0-6
Via delle Forze Armate 175/a – MILANO
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria via email: info@happideas.it

Cosa penso io degli ebook per bambini? E delle app? Diciamo che sono arrivata ad articolare, come mamma e come insegnante, e i due punti di vista e le sue esperienze si intrecciano in modo importante per me, parecchie considerazioni. Proviamo a dire perché no e perché sì.

Partiamo dai no:

  • No all’ebook e alle app perché Vuoi mettere un bel libro di carta(o cartonato per i piccolissimi), tutto allegro e colorato, che si può afferrare, sfogliare, assaggiare(sempre per i piccolissimi), portare a letto, in bagno, coccolare?
  • No perché un libro diventa come un amico, un peluche o una bambola, e puoi anche pasticciarlo un po’
  • No perché magari il libro lo leggono i nonni, che non ne vogliono sapere di diavolerie tecnologiche ed informatiche.

E veniamo ai sì:

  • Sì perché i bambini di oggi sono nativi digitali, cioè immersi nelle nuove tecnologie fin dalla nascita, e sviluppano dinamiche di apprendimento più percettive, comunque diverse da quelle delle generazioni precedenti (la mia compresa)
  • Sì perché il mondo digitale sta ridefinendo le dinamiche dell’apprendimento ma anche del gioco, basate sempre più sul multitasking, cioè sulla capacità di svolgere più compiti simultaneamente. In questo senso il digitale si configura come un’opportunità di guidare il bambino nei giochi, nelle letture e nell’apprendimento della lingua, parlata e scritta. Gli ebook da leggere, sfogliare, ascoltare e con cui “operare” sono uno stimolo importante
  • Sì, anche se nel mondo digitale la rapidità, l’intuitività delle attività interattive e il predominio delle immagini possono sfavorire una lettura più “attenta”, cioè quell’attività che stimola la comprensione di concetti più complessi, la rielaborazione del pensiero e l’analisi critica. Facilità, immediatezza e rapidità sono armi a doppio taglio, possono favorire un’attenzione superficiale e un’abitudine ad una concentrazione limitatissima nel tempo. (ne faccio esperienza ogni giorno come insegnante)

La soluzione? considerare ebook e app non “il nuovo modo” di leggere, giocare e imparare, ma uno dei modi, affiancando sempre e comunque alle nuove tecnologie i libri e i giochi tradizionali.

Dobbiamo essere catastrofici come lo studioso Nicholas Carr, quando sostiene che Google ci rende più stupidi, e che tra pochi anni saremo tutti più superficiali, incapaci di concentrarci a lungo e incapaci di discernere le informazioni importanti da quelle secondarie?

O smodatamente ottimisti, e dire che Internet e le nuove tecnologie influiranno sul nostro modo di imparare in senso positivo assoluto?

Ogni rivoluzione culturale implica vantaggi e svantaggi. Lo sappiamo, lo abbiamo sempre saputo…

Dal Fedro di Platone:

“Recatosi al cospetto del faraone, Theuth gli mostrò le sue arti e disse che occorreva diffonderle tra gli altri Egizi . Quello allora lo interrogò su quali fossero le utilità di ciascun’ arte, e mentre Theuth gliela spiegava, il faraone criticava una cosa, ne lodava un’ altra, a seconda che gli paresse detta bene o male. [
Quando Theuth venne alla scrittura disse: “Questa conoscenza, o faraone, renderà gli Egizi più sapienti e più capaci di ricordare: é stata infatti inventata come medicina per la memoria e per la sapienza”.
Ma quello rispose: “Ingegnosissimo Theuth, c’é chi é capace di dar vita alle arti, e chi invece di giudicare quale danno e quale vantaggio comportano per chi se ne avvarrà. E ora tu, padre della scrittura, per benevolenza hai detto il contrario di ciò che essa é in grado di fare. Questa infatti produrrà dimenticanza nelle anime di chi l’avrà appresa, perché non fa esercitare la memoria.
Infatti, facendo affidamento sulla scrittura, essi trarranno i ricordi dall’ esterno, da segni estranei, e non dall’ interno, da se stessi. Dunque non hai inventato una medicina per la memoria, ma per richiamare alla memoria.
Tu offri ai discenti l’apparenza, non la verità della sapienza: perché quand’essi, mercè tua, avranno letto tante cose senza nessun insegnamento, si crederanno in possesso di molte cognizioni, pur essendo fondamentalmente rimasti ignoranti e saranno insopportabili agli altri perché avranno non la sapienza, ma la presunzione della sapienza.”
(Platone, “Fedro”).

 

 

 

 

 

Il manuale del perfetto marito: la presentazione!

Pubblicato novembre 1, 2012 da labiondaprof

Sono felice, e orgogliosa, di poter dire che il mio libro, in pochi mesi, ha venduto molto bene nella versione cartacea, ma soprattutto nella versione digitale: sono stati venduti più di 1000 ebook!

Un bel risultato.

Ecco qui la mia prima presentazione, per chi avesse l’occasione di venire: