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Bambini e Ipad: infanzia e nuove tecnologie

Pubblicato dicembre 9, 2012 da labiondaprof

Ecco, per questa bambina, la rivista cartacea semplicemente è un Ipad che non funziona. (ne parlano sul Corriere della Sera qui: http://27esimaora.corriere.it/articolo/i-tablet-per-i-piccoli-con-il-control-incorporato-provati-per-voi/)

Ammetto, mi fa un po’ paura tutto ciò che ruota attorno a questo discorso: il mondo delle nuove tecnologie e i bambini. Ipad, smarthpone, cellulari, tablet.

Ne ho parlato in un post, per un convegno organizzato da Babalibri, nell’occasione di Bookcity a Milano:

Voltiamo pagina: QUI

E tuttora soppeso i pro e i contro. Per mia figlia, per ora, preferisco i libri cartacei, ma nel dirlo mi sento un po’ come quelle mamme radical chic che sospirano No, i miei figli non guardano la tv, noi in casa non l’abbiamo nemmeno…

E quindi?

Ancora libri di carta, per un po’. Poi l’anno prossimo la Biondina iniza la scuola e si vedrà: que sera, sera.

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ancora su scuola e twitter, scuola e Ipad…

Pubblicato gennaio 12, 2012 da labiondaprof

L’uso delle nuove tecnologie è controverso, da sempre, nella scuola.

Immagino che passare dalla tavoletta di argilla alla pergamena abbia causato le stesse discussioni… Personalmente uso la LIM e la trovo funzionale alle mie lezioni. Per esempio è bellissimo spiegare la Prima Guerra Mondiale e far ascoltare una canzone degli alpini, o mostrare il fronte con delle cartine, o alcune scene del film La Grande Guerra, o delle fotografie delle trincee, o… insomma ci siamo capiti. Per Storia e Geografia uso molto la LIM, meno per grammatica, o meglio, la uso in funzione lavagna per gli esercizi.

Però, ripensando proprio alla questione dei computer, degli e-reader, dei tablet, come rammentavo in questo post, credo che la scuola non potrà mai prescindere dall’elemento umano. C’è un racconto di Asimov che faccio sempre leggere ai miei alunni, che spiega bene l’importanza dell’insegnante-uomo e la sua differenza da un ipotetico insegnante-macchina.

Si intitola Chissà come si divertivano.

Eccolo:

Margie lo scrisse perfino nel suo diario, quella sera. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157, scrisse: “Oggi Tommy ha trovato un vero libro!” Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta che, quand’era bambino lui, suo nonno gli aveva detto che c’era stata un’epoca in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta.
Si voltavano le pagine, che erano gialle e fruscianti, ed era buffissimo leggere parole che se ne stavano ferme invece di muoversi, com’era previsto che facessero: su uno schermo, è logico. Leggi il resto di questo post → r
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scuola, twitter e iPad

Pubblicato gennaio 10, 2012 da labiondaprof

In una scuola elementare in Francia si utilizzano i messaggi di twitter per imparare a leggere e a scrivere. Beh, moderno, molto moderno.

Stavolta però anche nella mia Regione, anzi proprio nella mia terra, si sta facendo di più…

In una scuola di Grumello del Monte, la Fondazione Ikaros, che è una scuola professionale, si utilizza l’Ipad non affiancato ai libri, ma proprio in sostituzione ai testi scolastici.

Alcuni dei miei alunni di terza si stanno iscrivendo lì in questi giorni.

Io personalmente non so se sia un bene abbandonare i libri di carta. Forse perché quando studiavo ( e studio ancora…) sottolineavo con mille colori, scrivevo a margine, inserivo post it con micro schemi e microriassunti, torturavo il libro fino a farlo mio. E tutto ciò non si può fare su uno schermo…

I colleghi che mi leggono cosa ne pensano?