la bionda; mamme e figli; labiondina; genitori e figli; scuola

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Libri per Halloween 2

Pubblicato ottobre 30, 2015 da labiondaprof

Ancora due libri per Halloween, età 5-7 anni

Festa di Halloween al castello fantasma

Mary Pope Osborne

dai 5-7 anni

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È la notte di Halloween nel castello incantato di Camelot. Qualcuno ha rubato il Diamante del Destino di re Artù, e gli abitanti del castello sono prigionieri di un incantesimo misterioso. Riusciranno Jack a Annie, i due piccoli viaggiatori nel tempo, a recuperare il prezioso diamante e a salvare Camelot?

Zombie urla e ragnatele

De Agostini-Timbuktu

dai 5-7 anni

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Grazie alla collaborazione tra la casa editrice De Agostini Libri e Timbuktu, una startup che realizza prodotti digitali per bambini, è nata una collana di libri: Missione paura, adatta ai bambini dai 6 ai 9 anni. La collana comprende quattro manuali che propongono storie ed attività legate a Timbuktu, una scuola per supereroi, che si trova su un pianeta distante anni luce dalla Terra. In questo libro Oscar, il protagonista, spiega come organizzare un party davvero spaventoso… Inviti rosso sangue, buffet con panini a forma di bara ed altro ancora per la festa più terrificante dell’anno.

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Interdisciplinarità

Pubblicato novembre 12, 2014 da labiondaprof

La Biondina frequenta ormai la seconda elementare (ops, la seconda classe della scuola primaria). Tanti quaderni dalle copertine multicolori, tante materie, tanti argomenti nuovi. Così, naturalmente, ogni tanto va in sovraccarico, e dà vita a perle di questo tipo:

Italiano=esercizi sull’apostrofo e sull’accento; Religione=colora le schede di Gesù e degli Apostoli; Matematica=impara le decine fino al cento

E scrivi, e colora, e ritaglia, e incolla. E fai merenda con lo yogurt, e pulisci lo yogurt dalla faccia di Giuda (ma sarà un caso, è caduto proprio lì), e tempera i pastelli (kg di legno nel lavandino), e disegna l’abaco per le decine, e cancella l’abaco storto. E ridisegna l’abaco. Pignola come il papà, figurati.

E ripeti mille volte che Gesù è buono, e che l’apostrofo si mette quando cade la vocale (ah, cade, e dove finisce, poverina?), e che nella casetta della decina ci stanno dieci unità e non una di più, e disegnala grande ‘sta casetta, che non so dove ce le metti poi le dieci palline rosse.

E l’accento si mette sulla e, certo, Amore. Così diventa è, come “La mamma è stanca”. Sì, anche come “Rapunzel è una principessa”. Sì Amore, come “Elsa di Frozen è una regina”, e “Aurora è una principessa” … Insomma, ci siamo capite.

Frullate il tutto ed otterrete: Mamma, ho imparato i nomi dei dodici apostrofi di Gesù… Gesù ha l’accento, vero?

Vabbè, andiamo a preparare la cena. No, non L’ultima cena.

ultima cena

8 marzo: donne, ragazze e mimose

Pubblicato marzo 8, 2012 da labiondaprof

Oggi a scuola ho fatto leggere ai miei alunni, e soprattutto alle mie alunne, questa poesia. Hanno detto che è bella.A me piace molto, mi sembra sincera e poco retorica. Due mie alunni hanno portato dei biscotti per le loro compagne e per le prof: un gesto carino, che rimedia al fatto che i pochi colleghi maschi non ci ricordano mai di regalarci le mimose…

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Ieri

Pubblicato gennaio 26, 2012 da labiondaprof

Ieri è stata una di quelle giornate da pensare: “Vedi un po’ che i Maya, quei menagrami della fine del mondo nel 2012, in fondo in fondo…”.

Da giorni labiondina si trascinava da un virus all’altro, e quindi ha ben pensato di sviluppare un’otite fulminante, con febbre e deliri da mammite proprio ieri, giorno dei prescrutini. Già, nella mia scuolina amiamo complicarci la vita: prescrutini e, una settimana dopo, scrutini veri e propri.

Io, da brava coordinatrice, avevo già preparato tutto, dalle griglie con i mille criteri, alla tabelle dei voti, a quelle dei giudizi, del comportamento etc. Però ho mancato il consiglio. Nello stesso pomeriggio, un’ora prima, si è svolta anche una riunione importante: mancata anche quella…

Insomma, ero a casa a curarmi una bimba a forma di straccetto, dolorante, snervata e snervante, mentre a scuola si decidevano i destini dei prossimi mesi.

Mentre tentavo di vestirle la piccola malatina, una bella scossa di terremoto ha dato il giusto mood alla giornata.

In più, essendo assente il pediatra di riferimento, ho ripiegato su una sostituta, che chiaramente labiondina ha preso di punta. Si è rassegnata a farsi visitare, ma era visibilmente contrastata, e ha sibilato: “Questa dottoressa non ha i giochi belli come quelli del Dott.Roberto”. Dopo la visita orecchie-naso-gola, si è avviata con passo sostenuto verso la porta, dicendo: “Finalmente, andiamo dalla nonna, che è meglio”.

Mi sono vergognata parecchio, soprattutto quando la dottoressa, sorridendo, ha detto: “Bel caratterino, eh?”. Ho solo sospirato: “Eh, l’energia non le manca”.

A seguire, coda allucinante in farmacia. Forse gli italiani hanno paura che i tir blocchino i rifornimenti di farmaci?

Infine, pranzo in ginocchio, a pregare labiondina di mangiare almeno uno o due bocconi.

Pomeriggio trascorso con il dvd di Rapunzel. Bello, anche se una visione reiterata per ben tre volte può portare ad una pesante saturazione. Ormai ho imparato le canzoni a memoria. E ho preso lo spunto per immaginare una controfiaba: Rapunzel scappa dalla torre perché vuol andare a rinchiudersi nella casa del Grande Fratello, e il principe è una versione maschile di Alessia Marcuzzi…

La sera, finalmente torna il borgomastro e, affamato da ore, pretenderebbe di trovare una cenetta costituita da primo, secondo, contorno, dolcetto, caffè e ammazzacaffè. Invece trova minestrone di verdure, prosciutto cotto e crescenza. Praticamente un menu da ospedale.

Si consola poi con un caffè d’orzo, che francamente ammetto essere una vera ciofeca, e si mette comodo comodo a ronfare sul divano. Nel frattempo io provvedo alla sequela sciroppo-goccine-aerosol-fumenti-lavaggio dentini-favole-coccole.

Infine, crollo stremata e penso: “Per fortuna domani torno a scuola”.

Tempo di regali

Pubblicato dicembre 6, 2011 da labiondaprof

Nella mia provincia si festeggia Santa Lucia, ed è lei che porta i regali (sì, come in Svezia). Poi c’è anche Gesù Bambino, ma porta più che altro dolcetti; i doni arrivano il 13 dicembre. Ah, e nel paese di mio padre, a pochi Km da dove vivo, ci pensa invece il Santo Patrono: San Nicolò. (Come a Bari) Perciò, stessa provincia ma ben 3 occasioni di regali. Labiondina ha scritto una letterina a San Nicolò, una a Santa Lucia, e sta progettando di scrivere qualcosina anche a Gesù Bambino… Ovvero, mi ha costretto a scrivere, sotto dettatura, le sue letterine. Sì, come Totò e Peppino nella famosa scena di La Malafemmena.

Per fortuna non ha richiesto la nuovissima bambola americana che dice le parolacce, e nemmeno quella orribile bambola spagnola che le bimbe possono fingere di allattare indossando un corpetto con due fiori di plastica come capezzoli. Ha chiesto una Barbie… la sua prima Barbie. E poi i vestiti di Barbie, il phon di Barbie, le scarpine di Barbie, le borsette di Barbie, i gioielli di Barbie.

Credo che la dittatura di quella insopportabile gatta giapponese stia per finire!

E comunque: da piccola avrei dato una gamba per avere in regalo il Cicciobello, ma mia mamma non ha mai ceduto. Motivo? Siccome l’avevano tutte le altre bimbe, io dovevo avere una bambola diversa. Grr, grrr, anni di rabbia. Anni dopo, con una figlia, speravo solo di rifarmi… E invece no. Labiondina ha sentenziato “Cicciobello non mi piace, è piccolo e ha la tuta. Vojo la Barbie che ha i veztiti belli e i capelli lunghi”.  Non è destino, io non avrò mai un Cicciobello per casa.