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Principesse e antiprincipesse

Pubblicato maggio 14, 2016 da labiondaprof

Dopo il post sulle Storie della buonanotte per ragazzine ribelli, di nuovo parliamo di principesse e antiprincipesse.

L’opportunità di presentare modelli alternativi alla classica storia “della principessa che poi sposò il principe” è sempre più chiara, e importante. Le bambine non devono pensare di avere un destino già tracciato, non devono pensare solo a sposarsi e avere figli, non devono convincersi che non sono portate per la Matematica e le materie scientifiche in generale, non devono autolimitarsi nei loro progetti e nei loro traguardi.

La Rapsodia edizioni ha dato il via alla collana delle Antiprincipesse: donne che senza un castello, un principe azzurro, una fata madrina, hanno realizzato grandi cose. E, soprattutto, hanno realizzato se stesse.

La prima uscita riguarda una pittrice che io amo molto: Frida Khalo.

http://www.rapsodiaedizioni.com/portfolio-item/frida-kahlo-antiprincipesse-1/

 

 

Venerdì del libro: Che rabbia!

Pubblicato marzo 9, 2012 da labiondaprof

Partecipo per la prima volta al venerdì del libro, un’iniziativa di Homemademamma molto interessante.

Il libro che ho scelto di presentare è “CHE RABBIA” di Mireille d’Allancé – ed. Babalibri.
La prima volta in cui io e la Biondina lo abbiamo visto è stata l’estate scorsa: una mia amica, mamma di un bimbo quasi coetaneo della mia, lo aveva portato al parco, e lo ha letto alle due pesti tra un gioco e un capriccio. Beh, sono rimasti affascinati. E io, vedendo l’effetto che faceva sulla mia piccola unna, ne sono rimasta conquistata. Al punto che la mia amica, santa donna, me ne ha regalata una copia alla prima occasione.
Ma cos’ha di speciale questo piccolo libro di nemmeno 30 pagine?
Beh, innanzitutto ha le pagine grandi, e la copertina rigida. Poi, è molto colorato e associa i colori caldi al sentimento della rabbia. Ma il suo atout è come racconta l’emozione della rabbia.
Il protagonista, il piccolo Roberto, ha avuto una giornata pesante (all’asilo, si suppone). Torna a casa e si scontra con il papà, che lo manda poi in camera sua. Qui Roberto sente qualcosa che sale sale sale e infine esce da lui: eccolà lì, materializzata davanti a lui, la Rabbia. Questa Cosa parla a Roberto e poi mette a soqquadro la cameretta. Roberto assiste all’esplosione della Cosa ma poi le intima di smetterla, perché sta rovinando i suoi giocattoli preferiti. Così, al tono di voce fermo ma calmo del bambino, la Cosa diventa piccola piccola e Roberto la può rinchiudere in una scatolina. Da dove, forse, potrà di nuovo uscire… ma questo concetto viene lasciato sottointeso. A questo punto Roberto, calmatosi del tutto, esce dalla sua stanzetta e cerca di nuovo il papà.
Credo che alla Biondina, e ai bimbi della sua età, il libro piaccia perché permette di rappresentare un’emozione così importante come la rabbia: la possono vedere, capire che è distruttiva ma deve in qualche modo essere manifestata e gestita. Non va negata, e nemmeno lasciata libera di scorrere senza argini.
Si impara da piccoli a gestire le emozioni, e i libri come questo sono un valido aiuto per iniziare a farlo.
Inutile dire che “il libro della rabbia” ormai io e la Biondina lo conosciamo a memoria…