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Danza la neve, lieve.

Pubblicato dicembre 28, 2013 da labiondaprof

 

Ci sono libri invernali e libri estivi. Uno dei miei libri invernali preferiti è Anna Karenina: Russia, neve, balli in grandi saloni, pelli, stivali, colbacchi, velluti.

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Proprio al campo di pattinaggio Levin decide di chiedere in moglie Kitty, ma lei è innamorata, o crede di esserlo (a quell’età è praticamente la stessa cosa) del conte Vronskij. Il conte però ha per lei una simpatia leggera, di quelle che non impegnano un giovanotto, nemmeno nella Russia di due secoli fa. E poi c’è lei: Anna. Anna bellosguardo (canterebbe Dalla), Anna elegante, bella, innamorata di suo figlio bambino ma non del marito, né delle sue orecchie.

BbQ69CoCAAAP0W9Ad un ballo, Kitty vede ballare Anna e Vronskij e vede l’amore, l’amore vero, quello che lui non ha mai provato per lei, e impazzisce di dolore. Poi l’amore tornerà a lei, proprio grazie a Levin: rifiutato la prima volta, verrà amato la seconda. Capita, a volte.

E Anna? Eh, Anna ama, ama davvero il suo Vronskij e per lui abbandona marito, figlio, casa, posizione sociale. Anna e Vronskij vivono insieme, hanno anche una figlia, ma scoprono ben presto la dura verità: si amano, ma l’amore non basta a renderli felici. Così, nel giorno della fine c’è Anna, c’è la neve, c’è un treno. Come nel loro primo incontro: Anna, un treno, una stazione e la neve. Che scende, lieve. Una danza di fiocchi, apparentemente uguali, eppure ognuno intrinsecamente diverso dall’altro. Come tutte le storie d’amore, quelle di due secoli fa e quelle di oggi.

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l’unica vera Anna al cinema, secondo me:

 

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Let it snow: La Bionda e la pala

Pubblicato dicembre 14, 2012 da labiondaprof

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Ieri Santa Lucia, oggi neve. A palate, letteralmente.

Ieri un tripudio di dolcetti, cioccolata e regali. La Biondina ha avuto il suo primo Cicciobello. La sua lettera a Santa Lucia era più simile ad una lista nozze di una sposa dalle mani bucate che a una letterina infantile, ma in tempi di spending review anche le Sante seguono i dettami di Nonno Mario Monti.

La Biondina è sempre stata più tipa da costruzioni, puzzle, bicicletta e monopattino, piuttosto che da bambolotti, però quest’anno la letterina trasudava istinto materno, promesse di cura e accudimento, desiderio incoercibile di Cicciobello e così… Cicciobello fu. Completo di biberon, piatto per pappa, ciuccio e pannolino. E batterie, perché, come si sa, egli piange!

Poi, da stanotte, neve! Bella, per carità, ma insomma… In montagna e in vacanza è stupenda, suggestiva, divertente; nei giorni lavorativi, e in campagna, strappa imprecazioni più che OOOhhh di meraviglia.

Così, stivali, e gambe in spalla dalla mattina. Il borgomastro al telefono all’alba con quasi tutti gli spalatori della Bassa, La Biondina saltellante tra Cicciobello, Peppa Pig e gli stivaletti di gomma. La Bionda? Una fionda tra asilo e scuola. A scuola, 5 ore belle piene, per sostituire colleghi dispersi nella neve. Qualche sparuto drappello di superstiti arriva alla seconda ora, raccontando di code che neanche a Ferragosto sull’Aurelia.

Poi, dopo l’una, a casa a spalare il cortiletto, per non rimanere murata viva con l’auto domani. Pala e scopa di saggina, sciarpa sulla testa: più che Santa Lucia, una Befana (vedi immagine in apertura). Ah, la mamme mogli prof blogger multitasking…

Il primo che mi dice “Bella la neve!” si aspetti una palla in fronte. In fondo, è tanto bello fare a palle di neve 🙂

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La neve

Pubblicato febbraio 3, 2012 da labiondaprof

La neve crea disagi; la neve blocca le strade, i treni, gli aeroporti. La neve porta danni, e gelo; a volte la neve porta morti.

I bambini però adorano la neve: bianca, soffice, fredda, estranea ma docile sotto le loro manine. Palle di neve, pupazzi di neve, neve da mangiare.

Quando ero piccola, nel paese di mia madre, ricordo inverni con la slitta, davanti al prato di casa. La gioia di indossare i guantini, il berretto, la sciarpa, gli stivaletti e poi buttarsi, letteralmente, sulla neve. Bella, la neve ,e buona persino da mangiare, per dissetarsi. Guance rosse e occhi brillanti, manine bagnate e piedini freddi; risate e cioccolata calda per merenda.

Poi, già ragazzina, ricordo le piste e i boschi, percorsi con gli sci. E la pista di pattinaggio la sera: con temperature ampiamente sottozero, io e le amiche volteggiavamo, goffe e leggiadre insieme, nel tumultuare della nostra adolescenza acerba.

E ora, tanti anni più tardi , ritrovo lo stesso slancio e gli stessi occhi scintillanti in lei, labiondina. E allora dimentico i disagi, i ritardi, l’irritazione e mi ricordo di quanto è bella la neve.