no compiti a casa

Tutti gli articoli con tag no compiti a casa

Compiti delle vacanze: come sopravvivere in 5 mosse

Pubblicato dicembre 31, 2014 da labiondaprof

L’argomento compiti a casa-compiti delle vacanze sta diventando un nuovo classico: ogni tanto, ciclicamente, ritorna. Come la sparizione delle mezze stagioni, il fascino intramontabile del tubino nero, gli scudetti rubati della Juventus.

Alle soglie delle vacanze estive e invernali, la tragedia si abbatte sulle famiglie italiane (e non solo): gli insegnanti, esseri men che umani, si ostinano a perpetrare quell’obsoleta prassi che risale a ere geologiche lontane, cioè assegnano i compiti a casa ai loro alunni. Così, gli animi si infiammano: cori da tragedia greca si animano, blogger scrivono, giornali rilanciano, esperti si esprimono, iniziative si impennano.

Io, francamente, non capisco. Non capisco perché molti genitori non capiscano questi facili parallelismi logici: se vuoi suonare uno strumento devi esercitarti, se vuoi praticare uno sport devi allenarti, se vuoi andare bene o benino a scuola devi lavorare un po’ anche a casa. Dove si inceppa il loro pensiero? Per chiarire: io assegno i compiti a casa, i compiti per le vacanze estive, i compiti per le vacanze invernali. Ne ho parlato in tv, ne ho scritto qui, qui, qui e qui. Ah, e qui.

Ecco quindi 5 semplici accorgimenti per sopravvivere indenni ai mostruosi compiti delle vacanze

  1. Controllare insieme al figlio, ripeto, insieme e non al posto suo, tutti i compiti scritti sul diario. Poi, con calma, distribuire il carico di lavoro tra le giornate di vacanza, tenendo libero il giorno di Natale, il Capodanno e un altro giorno a scelta. Quindi, non spararsi tutti i compiti nei primi due giorni o provare il brivido della maratona cruenta negli ultimi due giorni, ma portare un equo carico di compiti sulle spalle.
  2. Programmare un momento della giornata, possibilmente sempre quello, dedicato allo svolgimento dei compiti. Prima di cena, la mattina prima di uscire o il pomeriggio dopo aver pranzato, purché si rispetti la routine… No, ecco: le 22:00, dopo la tombolata con i nonni o l’ultimo cartone animato adrenalinico, non è un orario plausibile
  3. Annullare ogni stimolo visivo e sonoro. Tradotto: non serve insonorizzare le stanze, è sufficiente spegnere il cellulare del figlio (se lo possiede già) e silenziare il vostro, far sparire la Playstation, occultare il tablet e il telecomando della tv. Silenzio e concentrazione, modello frate amanuense nella biblioteca, o Clarissa in preghiera attiva e solerte.
  4. Rimanere nei paraggi mentre il figliolo svolge i compiti, ma non compiere l’Errore, l’Errore fatale e da lettera maiuscola: mai sostituirsi al figlio. Mai fare i compiti al posto suo, mai nemmeno finirli, mai nemmeno colorare i disegni, mai nemmeno… Insomma: il figlio svolge gli esercizi e voi leggiucchiate cose vostre, scrivete le vostre memorie, impastate la sfoglia per la torta salata, vi date lo smalto. Al limite, se alla terza rilettura il piccolo non ha capito cosa deve fare, è possibile spiegare la consegna dell’esercizio. Poi, via, non appollaiatevi sulla spalla del figlio come la scimmietta del Pirata Barbanera.
  5. Last but not least: anche se ritenete che i compiti siano troppi, o difficili, o dispersivi o inutili, non lo fate trapelare mai. Siano perciò bandite frasi come Ma le maestre le fanno le vacanze, però! o I professori vi vogliono chiusi in casa, maledetti loro e i loro compiti! Attenzione anche alla mimica: alzare gli occhi al cielo come San Lorenzo sulla graticola, o rotearli fiammeggiando, come il Caronte dantesco, dimonio dagli occhi di bragia, magari aprendo le braccia sconsolato come un tifoso interista ai rumors di un ritorno di Balotelli, è un chiaro messaggio. Non verbale, ma chiaro.

E ora, buoni compiti e buon 2015.

p.s. Per chi se lo chiedesse: sì, mia figlia frequenta la scuola primaria. Sì, le sue maestre le hanno assegnato dei compiti per le vacanze. Sì, credo che la pensino come me.

Labiondaprof in tv!

Pubblicato aprile 6, 2012 da labiondaprof

Iniziamo ab ovo, sì insomma, dall’inizio:

Lunedì 2 aprile. Ore 8:00-10:00 scuola. Poi breve corsa in segreteria per moduli vari, infine a casa per la pausa pranzo. Dalle 14: 15 alle 16:15 scuola. Infine, ritiro della Biondina dall’asilo e veloce spesa, giochi, letture di principezze varie. Ancora: cena, routine serale di coccole, lavaggio dentini, fiabe etc. Insomma, la solita fatica da mulo fino alla sera. Poi, con l’occhio stanco e la schiena della casalinga, La Bionda accende il computer per controllare la posta elettronica… surprise!

Una mail che sembra uno scherzo, ma il primo di aprile è già passato, e quindi La Bionda la prende sul serio. La mail proviene dalla redazione di una trasmissione televisiva, nelcuoredeigiorni, e invita La Bionda a prendere contatti telefonici, o comunque a farsi rintracciare. Per qual motivo? Pare che il blog della Bionda sia piaciuto alla redazione, soprattutto gli ultimi interventi sulla scuola: il post dell’insegnante coach e quello sulla scuola senza compiti.

Per farla breve, dopo un po’ di tentennamenti, qualche accordo familiare e un po’ di telefonate con il prefisso 06, sono lieta di annunciare che potrete vedere come difenderò, con il sorriso sulle labbra e un invisibile registro in mano,  la necessità dei compiti a casa nella trasmissione nelcuoredeigiorni di martedì 10 aprile 2012, dalle ore 15:00 sul canale 28 del digitale terrestre e sul satellite al canale 801 SKY. Cioè su Tv2000.

Inoltre, posso apparire sullo schermo del vostro computer, con il vostro consenso ovviamente, nello stesso orario, dato che si può seguire la trasmissione anche in streaming…

Insomma, che ne dite? Proprio una bella sorpresa di Pasqua:-)

Ah, è possibile anche interagire con me e gli altri ospiti della trasmissione (oddio, ma lo sto dicendo, cioè scrivendo, veramente?) attraverso un numero verde che sarà attivo durante la diretta.Please, chiamate… (povna, noisette, castagna, perboni, scorfano, aliceland, destinazioneestero e se dimentico qualcuno scusatemi)

Certo, in diretta, se voglio l’esperienza televisiva, io la voglio vivere in toto…panico da diretta compreso!

Accetto consigli su:

cosa indossare, come pettinarmi, come truccarmi.

Invece sulle cose da dire, grazie ai miei colleghi nella vita reale e a quelli della vita virtuale, di materiale ne ho tanto davvero:-)

Nel frattempo, auguri di Buona Pasqua.

No ai compiti: la scuola è un villaggio vacanze all inclusive?

Pubblicato marzo 28, 2012 da labiondaprof

Ora, la notizia è preoccupante, ma non sconvolgente, nel senso che era assolutamente prevedibile: in Francia, un’associazione di genitori ha proclamato uno sciopero dei compiti per due settimane. I loro compiti? Ma no, ovvio, i compiti dei figli che frequentano scuole elementari pubbliche a tempo pieno.

Bene, anzi male. Dicevo: bene, rapportiamo la situazione alle scuole primarie italiane a tempo pieno. I bambini stanno a scuola fino alle 16 o 16:30 circa, perciò una volta tornati a casa direi che non si può richiedere più di un’oretta tra compiti scritti e studio. Credo quindi che sia giusto assegnare pochi compiti ai bambini che frequentano scuole a tempo pieno. Pochi compiti, ma senza arrivare all’abolizione totale.

Perché? Perché il lavoro individuale a casa è fondamentale: per accorgersi davvero se si ha capito quanto spiegato a scuola, per esercitarsi,per  sedimentare le conoscenze (cosa so)  e per sviluppare le competenze (cosa so fare e come lo faccio).

Non mi stupisce però che i genitori, francesi e italiani, odino infinitamente i compiti. Innanzitutto il genitore deve ingaggiare un braccio di ferro per, diciamo così, esortare il figliuolo a svolgerli, quei dannati compiti. Poi magari il figlio non riesce e chiede l’aiuto al genitore, che spesso, troppo spesso, finisce per farli al posto del figlio. E la frustrazione sale. I compiti del fine settimana poi non ne parliamo: interi week end rovinati. I compiti in settimana? Oddio, sono di ostacolo ai mille corsi e interessi che il figlio vuole o deve, se forzato dai genitori, coltivare: nuoto, tennis, pianoforte, inglese, danza, etc.

Conclusione? Dopo l’insegnante coach, ecco l’insegnante animatore.  Ovvero, l’ideale dei genitori è una scuola villaggio-vacanze. Di quelle all inclusive: tutto compreso… Dove il bambino segue le lezioni, studia, fa i compiti, mangia in mensa, socializza, si diverte, impara quel minimo e poi torna a casa, libero di fare altro. Magari di stare 3 ore davanti alla tv o 2 ore alla Playstation. Poverino ,vuoi mai che gli venga la frustrazione, lo stress da scuola?

A volte i genitori vorrebbero trasformare le scuola, dall’asilo all’università, in un grande asilo nido, dove si sta tutti insieme, si sta bene, si impara qualcosa ma senza faticare, si è felici e amati dalla maestra e dai compagni.

Beh, i genitori sbagliano, noi genitori sbagliamo. (Mi ci metto anche io, per ora mia figlia è piccola, spero di non cadere negli stessi errori che stigmatizzo nei genitori che conosco).

La scuola non è un asilo nido e i nostri figli non hanno per sempre due anni. Devono crescere, responsabilizzarsi, capire che se non studiano e non si impegnano non è colpa dell’insegnante o del genitore, ma è una loro precisa scelta, che avrà delle conseguenze.

Non vuoi compiti a casa? Vuoi studiare il meno possibile? Vuoi divertirti e fare il Lucignolo nel Paese dei Balocchi fino a 18 anni? Non dire poi che è tutta colpa della scuola se ti crescono le orecchie d’asino.