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Estate in giallo2

Pubblicato agosto 14, 2016 da labiondaprof

PaoloRoversi_LaConfraternitaDelleOssa_copertina.png

Vi ricordate questo post? https://labiondaprof.wordpress.com/2016/07/29/estate-in-giallo-1/

Faccio parte della confraternita dei lettori: 100 lettori che hanno la possibilità di leggere in anteprima il nuovo romanzo di Paolo Roversi, La confraternita delle ossa.

Questo romanzo rappresenta la prima indagine di Enrico Radeschi. Si ambienta a Milano e vede il protagonista alle prese con il suo primo incarico da giornalista, anzi da giornalista free lance. L’anno è il 2002; Radeschi, arrivato dalla Bassa, si immerge nella grande metropoli, cercando di farsi conoscere come giornalista. Ascolta le canzoni di Paolo Conte, apre un blog sulla piattaforma splinder e divide la casa con uno studente fuorisede, mago dell’informatica. E, per vari motivi, si trova coinvolto in una serie di delitti. Ah, naturalmente incontra anche uno scooter, e un cagnolino…

Il romanzo l’ho già letto: è convincente, serrato e ben scritto. I personaggi sono ben delineati, e l’ambientazione milanese, per me che comunque la conosco avendoci studiato anche se non ci ho mai abitato, è pertinente e non pretestuosa.

Qui potete trovare la sinossi ufficiale: http://www.marsilioeditori.it/autori/scheda-libro/3172500-la-confraternita-delle-ossa/la-confraternita-delle-ossa

 

 

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Estate in giallo 1

Pubblicato luglio 29, 2016 da labiondaprof

L’estate è per me il tempo delle letture: rosa, giallo, noir. Tanti colori, tanti generi. Scrittori italiani, scrittori stranieri. E sì, anche qualche libro per la scuola. (A proposito, un professore che legge è in vacanza o si sta aggiornando? Autoformazione?)

Quest’anno poi sono coinvolta in un’iniziativa particolare, che mi interessa come lettrice e come blogger. E come appassionata del genere giallo, direi.

Sono entrata a far parte della Confraternita dei Lettori. Suona bene, eh? Abbastanza esoterico… in realtà è tutto molto semplice, ma coinvolgente. L’8 settembre uscirà il nuovo romanzo di Paolo Roversi, scrittore che seguo anche sui social (i suoi consigli sulla scrittura soprattutto), che si intitola La confraternita delle ossa.

fumettosa

Paolo Roversi ha pensato di coinvolgere 100 lettori, che avranno il privilegio di leggere in anteprima il romanzo (eh, sì), nel lancio del libro. I cento lettori, tra cui ci sono anche io, fanno parte di un gruppo chiuso (su Facebook): insieme prepareremo una serie di iniziative che precederà e accompagnerà l’uscita del libro. Come? Attraverso i social: per ora le iniziative  stanno prendendo forma dagli spunti che quotidianamente nascono dall’autore stesso e da noi lettori. Nel linguaggio della scuola diremmo che è un lavoro “in itinere”, e non sbaglieremmo, per una volta.

Per ora, dirò solo che il libro ha per protagonista il giornalista Radeschi, già protagonista di altri romanzi di Roversi, alle prese con la sua prima indagine. Ambientazione: Milano. Quelli che vedete nella copertina sì, sono proprio teschi, e rimandano ad una chiesa, particolarissima, di Milano. Qual è la chiesa? Perché è un luogo significativo nella storia?

Ne riparlerò presto. Non ora, non ancora.

PaoloRoversi_LaConfraternitaDelleOssa_copertina.png

 

Letture d’autunno: A cuor leggero

Pubblicato novembre 7, 2015 da labiondaprof

Qui una bella intervista a Chiara Santoianni, curatrice della collana A cuor leggero, della CentoAutori edizioni, di cui fa parte anche il mio “Mi vuoi sposare”:

http://www.dols.it/2015/11/01/letture-a-cuor-leggero/

Libri per Halloween 1

Pubblicato ottobre 29, 2015 da labiondaprof

Eccoci: è quasi Halloween. La Biondina a scuola da giorni ritaglia, incolla, colora, scrive paroline in inglese, recita poesie e canta canzoncine a tema.

Ho scritto per il blog vivalamma di Maria Nigo un post per consigliare alcuni libri per bambini collegati a mostri, streghe, castelli, vampiri e magie… insomma tutto quanto fa Halloween:

http://vivalamamma.tgcom24.it/2015/10/halloween-i-libri-perfetti-da-leggere-per-una-perfetta-notte-di-paura/

La gemella silenziosa: recensione

Pubblicato settembre 16, 2015 da labiondaprof

Quando un giorno si scatena una violenta tempesta, Sarah e Kirstie rimangono isolate. Nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: «Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io». Sarah è devastata e il tarlo dell’errore comincia a torturarle l’anima. Cos’è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?

(La gemella silenziosa di S.K. Tremayne, Garzanti.)

Il tema dei gemelli è, da sempre, frequentato in letteratura e dal cinema: dalle commedie alle tragedie, dai romanzi storici (La maschera di ferro di Dumas) agli horror (Shining, e ho detto tutto), ai thriller (Inseparabili).

I gemelli sono interessanti, inquietanti, affascinanti. Due persone dall’aspetto uguale: il tema del doppio, di due individui che sembrano interscambiabili, che comunicano tra loro fin da piccoli con una sintonia che sembra perfetta e autosufficiente.

La gemella silenziosa sfrutta benissimo il tema dei gemelli omozigoti, cioè quelli perfettamente identici.

Due bambine, due gemelle, una madre e un padre: un piccolo mondo felice. O così sembra.

Un giorno tutto questo va in pezzi: una delle due gemelle muore, cadendo da un balcone della casa dei nonni. La mamma è distrutta, la sorella sopravvissuta si sente sola e triste e il padre decide di affrontare la situazione cambiando radicalmente la vita di tutti loro: si trasferiranno su un’isola delle Ebridi, l’isola di Skye, dove lui possiede un vecchio cottage, appartenuto alla sua famiglia.

Ben presto però emergono inquietudini, tensioni tra Sarah (la moglie) e Angus (il marito). Non si amano più, e il rancore che provano l’uno verso l’altra sembra averli allontanati inesorabilmente. Ognuno sembra avere delle ragioni valide per non fidarsi più dell’altro. Inoltre, si aggiunge un fatto inquietante: la gemella sopravvissuta inizia a dire che lei in realtà non è Kirstie, come tutti credono, ma Lydia, la gemella che tutti hanno creduto morta. Anche il suo comportamento sembra compatibile con questa affermazione: è diventata più silenziosa, meno esuberante ed è interessata alla lettura. Insomma, è davvero sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa.

A questo punto la storia sembra prendere una piega paranormale, la madre inizia a chiedersi se aleggia attorno all’unica sopravvissuta la presenza dell’altra, o se Kirstie è solo confusa e ancora traumatizzata dalla perdita della sorella, l’essere che le era più vicino al mondo. L’essere identico a lei: bionde entrambe, con lo sguardo azzurro e la pelle chiara. Nate nel giorno più freddo dell’anno, le chiamavano Le Gemelle di ghiaccio

Nel frattempo Kirstie (o è davvero Lydia?) non riesce ad inserirsi a scuola, nonostante i tentativi anche della madre di creare dei legami con le compagne e le loro mamme, e soffre molto la solitudine sull’isola, mentre le tensioni tra moglie e marito si acuiscono sempre di più.

Per non arrivare ad un clamoroso spoiler, dirò solo che nulla è come sembra, in questa storia, e la verità emerge lentamente, superando gli “ami” gettati dall’autore (follia della madre, follia della figlia, persino il sospetto di un abuso, presenza della gemella fantasma…). Le ipotesi sulla vera natura della gemella scomparsa nascono nella mente del lettore man mano che la storia procede, ma la verità, assolutamente terrena, logica e “umana” sarà svelata solo nel finale, quando il punto di vista della narrazione sarà assunto definitivamente da Angus.

Una storia di amore e di dolore, di perdita e di accettazione, che colloca i personaggi in un ambiente naturale suggestivo ma difficile, anche questo un topos letterario, l’isola e la casa sperduta.

Un espediente che contribuisce a coinvolgere ulteriormente il lettore è la scelta di adottare due punti di vista diversi nella narrazione: a capitoli narrati dalla madre, al presente, si alternano capitoli al passato, narrati dal punto di vista del padre.

Nulla di nuovo, ma un mix di elementi ben mescolati, che ha il pregio di tenere desta l’attenzione del lettore fino al finale, non scontato ma, per chi ha esperienza di thriller, logico e congruente.

Il libro delle feste: I quattro libri di lettura

Pubblicato gennaio 2, 2014 da labiondaprof

Durante i giorni di festa, oltre ad aiutare laBiondina con i compiti (ebbene sì), ho letto con lei alcune favole tratte da un libro che non avevo mai letto nella versione integrale: I quattro libri di lettura di L. Tolstoj.

I quattro libri di lettura sono un’antologia di favole, scritte tra il 1870 e il 1875, e ripubblicate da ISBN edizioni, con i disegni inediti di Alice Beniero.

Lo scrittore dedicò la sua raccolta (rimaneggiamento di una precedente raccolta, intitolata Sillabario) «a tutti i fanciulli, da quelli della famiglia imperiale a quelli dei contadini, perché ne traggano le loro prime impressioni poetiche»

Per realizzare la raccolta Tolstoj si fece aiutare dai suoi piccoli scolari. Lo scrittore e i bambini, figli di contadini, a cui egli insegnava a leggere e scrivere, condividevano le storie; mentre Tolstoj scriveva, i bimbi partecipavano con frasi, riflessioni, suggerimenti. L’interesse pedagogico di Tolstoj, diretto ai bambini poveri per cui fonda la scuola di Jasnaja Poljana, e poi molte altre, trova compimento proprio nella realizzazione di questa raccolta di storie, dalla varia origine: alcune favole di Esopo rielaborate, il rifacimento di leggende russe o indiane, racconti della tradizione russa e tedesca, storie vere, descrizione di fenomeni fisici (acqua e vapore).

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Le storie sono semplici, adatte all’infanzia, e piene di poesia, di saggezza contadina, di una cultura attenta alla Natura, abituata ai grandi silenzi e ai grandi spazi. Distese di prati innevati, foreste immense, la steppa arida e sconfinata.

La prefazione è di Ermanno Olmi, il grande regista bergamasco, cantore del mondo contadino nel suo capolavoro L’albero degli zoccoli.

Tra le preferite di mia figlia, le storie del  mastino Bulka e la ragazza topolino.

File:Tolstoi avec ses petits-enfants.jpg

Tolstoj scrittore e Tolstoj insegnante: mi ha sempre incuriosito la sua attenzione per l’insegnamento, la sua convinzione che l’istruzione e l’educazione fossero l’antidoto al dispotismo, che i figli dei contadini, e in generale tutti i bambini, avessero il diritto di imparare attraverso metodi non impositivi ma tramite la curiosità e l’entusiasmo.

Queste sue parole riassumono bene, credo, il rapporto tra insegnante e alunni:

« Ma i ragazzi non si lasciano ingannare…Noi cerchiamo di dimostrare che siamo intelligenti, ma essi non se ne interessano affatto, e vogliono sapere se siamo onesti, se siamo sinceri, se siamo buoni, se siamo compassionevoli, se abbiamo una coscienza dietro il nostro desiderio di mostrarci solo infallibilmente ragionevoli »